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Art. 37 codice penale: Pene accessorie temporanee: durata

Quando la legge stabilisce che la condanna importa una pena accessoria temporanea, e la durata di questa non è espressamente determinata, la pena accessoria ha una durata eguale a quella della pena principale inflitta, o che dovrebbe scontarsi, nel caso di conversione per insolvibilità del condannato. Tuttavia, in nessun caso essa può oltrepassare il limite minimo e quello massimo stabiliti per ciascuna specie di pena accessoria.


Giurisprudenza annotata

Pene accessorie temporanee

In tema di bancarotta fraudolenta, la pena accessoria dell'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale e dell'incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa ha la durata fissa ed inderogabile di dieci anni. (v. Corte Cost. n. 134 del 2012). (Dichiara inammissibile, App. Firenze, 22/02/2013 )

Cassazione penale sez. V  10 giugno 2014 n. 41035  

 

Nel caso di pluralità di reati - unificati dal vincolo della continuazione - la durata della pena accessoria secondo il criterio fissato dall'art. 37 cod. pen. va determinata con riferimento alla pena principale inflitta per la violazione più grave, con l'eccezione dell'ipotesi di continuazione fra reati omogenei, nella quale l'identità dei reati unificati comporta necessariamente la applicazione di una pena accessoria per ciascuno di essi, di modo che la durata complessiva va commisurata all'intera pena principale inflitta con la condanna, ivi compreso l'aumento per la continuazione. (Dichiara inammissibile, App. Venezia, 23/09/2013 )

Cassazione penale sez. III  05 giugno 2014 n. 29746  

 

È riconducibile al novero delle pene accessorie non espressamente determinate dalla legge, quella per cui sia previsto un minimo e un massimo edittale, sicché, in tal caso, la sua durata va parametrata dal giudice a quella della pena principale inflitta. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato la sentenza impugnata perché la pena accessoria del divieto di esercizio di un'arte o professione, applicata con riferimento al reato di violenza sessuale, era stata illegittimamente commisurata in misura superiore alla pena principale).

Cassazione penale sez. III  02 aprile 2014 n. 20428  

 

In tema di pene accessorie, quando la durata di una pena accessoria temporanea è determinata dalla legge solo nella misura massima, non trova applicazione il principio dell'uniformità temporale tra pena accessoria e pena principale previsto dall'art. 37 c.p., ma spetta al giudice determinarne in concreto la durata applicando i parametri di cui all'art. 133 c.p. (Fattispecie relativa alle pene accessorie previste per i reati in materia di stupefacenti dall'art. 85 d.P.R. n. 309 del 1990). Annulla con rinvio, App. Napoli, 18/02/2013

Cassazione penale sez. VI  03 dicembre 2013 n. 697  

 

La regola dettata dall'art. 37 c.p., secondo cui, quando la durata della pena accessoria non sia "espressamente determinata" dalla legge, essa dev'essere stabilita in misura corrispondente alla durata della pena principale inflitta, trova applicazione non solo quando la legge preveda soltanto un limite massimo (come si verifica, ad es., nel caso di bancarotta semplice, ai sensi dell'art. 217 l.fall.), ma anche siano previsti un minimo ed un massimo, come nel caso dei reati tributari, secondo quanto stabilito dall'art. 12 d.lg. n. 74 del 2000.

Cassazione penale sez. V  03 dicembre 2013 n. 2925  

 

Il criterio generale e la regola sussidiaria previsti dall'art. 37 c.p sono applicabili non solo quando la disposizione normativa relativa alla pena accessoria determini un minimo o un massimo della stessa, ma anche qualora la previsione legale relativa alla pena accessoria stabilisca sia il minimo, sia il massimo di durata della pena accessoria.

Cassazione penale sez. V  03 dicembre 2013 n. 2925  

 

Sebbene l'art. 317 bis c.p., modificato dalla l. n. 190 del 2012, non prevede tra i reati che comportano l'interdizione dai pubblici uffici l'induzione indebita a dare o promettere utilità di cui all'art. 319 quater c.p., tuttavia deve ritenersi che a tale reato consegue comunque detta pena accessoria, trattandosi di reato commesso con abuso di poteri. (In motivazione la Corte ha precisato che la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici deve essere modulata nella sua durata in base alle norme generali di cui agli art. 29, 31 e 37 c.p.).

Cassazione penale sez. un.  24 ottobre 2013 n. 12228  

 

Le pene accessorie dell'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale e dell'incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa, previste per i delitti di bancarotta fraudolenta, hanno la durata di dieci anni, determinata dalla legge in modo fisso, a differenza delle stesse pene accessorie previste per il delitto di bancarotta semplice, la cui durata non è determinata (essendo stabilita con l'espressione "fino a due anni") e che vanno quindi applicate secondo la disciplina prevista dall'art. 37 c.p. Annulla senza rinvio App. Milano 3 aprile 2012

Cassazione penale sez. V  18 ottobre 2013 n. 628  

 

In tema di pene accessorie, quando la durata di una pena accessoria temporanea è determinata dalla legge nella misura minima ed in quella massima, non trova applicazione il principio dell'uniformità temporale tra pena accessoria e pena principale previsto dall'art. 37 c.p., ma spetta al giudice determinarne in concreto la durata applicando i parametri di cui all'art. 133 c.p. (Fattispecie relativa alle pene accessorie previste per i reati tributari dall'art. 12 d.lg. n. 74 del 2000). Annulla in parte con rinvio, App. Milano, 08/05/2013

Cassazione penale sez. fer.  01 agosto 2013 n. 35729  

 

La condanna per il reato di cui all'art. 689 c.p. comporta sempre l'applicazione della pena accessoria della sospensione dall'esercizio, pur quando la pena inflitta sia inferiore ad un anno di arresto, fermo restando che la sua durata non può superare il limite stabilito ai sensi dell'art. 37 c.p.; il che, manifestamente, non si pone in contrasto con alcuno dei principi stabiliti dagli art. 1, 3, 4, 27, comma 3, 35 e 41 cost.

Cassazione penale sez. V  26 giugno 2013 n. 46334  

 

Poiché la pena accessoria dell'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale applicata con la sentenza di condanna per il reato di bancarotta fraudolente è determinata dalla legge solo nel massimo, essa deve avere durata eguale a quella della pena principale inflitta, secondo quanto previsto dall'art. 37 c.p

Cassazione penale sez. V  08 giugno 2011 n. 30687  

 

 



 
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