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Art. 379 codice penale: Favoreggiamento reale

Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o dei casi previsti dagli articoli 648, 648 bis e 648 ter, aiuta taluno ad assicurare il prodotto o il profitto o il prezzo di un reato, è punito con la reclusione fino a cinque anni se si tratta di delitto, e con la multa da lire centomila a due milioni se si tratta di contravvenzione (1).

Si applicano le disposizioni del primo e dell’ultimo capoverso dell’articolo precedente (2) .

(1) Comma così modificato dalla L. 19 marzo 1990, n. 55.

(2) Comma così sostituito dalla L. 13 settembre 1982, n. 646.


Giurisprudenza annotata

Favoreggiamento

È ammissibile la configurabilità della ipotesi di favoreggiamento reale con riguardo ad un reato presupposto di carattere permanente, quale è la partecipazione ad una associazione a delinquere di stampo mafioso, produttiva di beni e proventi illeciti rispetto ai quali l'agente - che non partecipi all'associazione o concorra esternamente con essa - con la sua condotta può aiutare il partecipe ad assicurare il prodotto o il profitto. (Annulla con rinvio, Trib. lib. Reggio Calabria, 29/11/2013 )

Cassazione penale sez. VI  18 giugno 2014 n. 30873  

 

Nell'ipotesi di occultamento di un oggetto costituente provento di reato la distinzione tra delitto di favoreggiamento e delitto di ricettazione, è individuabile nel diverso atteggiamento psicologico dell'agente, il quale opera, nel favoreggiamento, nell'interesse esclusivo dell'autore del reato, per aiutarlo ad assicurarsene il prezzo, il prodotto o il profitto, e invece, nella ricettazione, con il dolo specifico di trarre profitto, per sé o per terzi. (Rigetta, App. Bari, 30/04/2012 )

Cassazione penale sez. II  10 aprile 2014 n. 30744  

 

In tema di illecita detenzione di sostanze stupefacenti, il reato di favoreggiamento non è configurabile in costanza di detta detenzione, perché nei reati permanenti qualunque agevolazione del colpevole posta in essere prima che la condotta di questi sia cessata si risolve, salvo che non sia diversamente previsto, in un concorso nel reato quanto meno a carattere morale.

Cassazione penale sez. III  28 gennaio 2014 n. 15467  

 

Integrano il reato di favoreggiamento personale le dichiarazioni rese dal convivente, in qualità di persona informata sui fatti, che affermava falsamente che la compagna non si era allontanata dal luogo di residenza e che aveva constatato personalmente il furto dell’autovettura mentre ella, a bordo dell’auto, provocava un incidente stradale con un tamponamento e fuggiva sfondando le barriere del casello autostradale senza prestare soccorso alle persone ferite.

Tribunale Torino sez. III  28 giugno 2013

 

Per integrare la condotta materiale del reato di favoreggiamento reale, previsto dall'art. 379 c.p., è sufficiente che la condotta possa conseguire lo scopo di aiutare il colpevole ad assicurarsi il profitto del reato, a prescindere dall'esito di essa e cioè dall'effettivo conseguimento di tale finalità. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto integrato il delitto di favoreggiamento materiale, consumato e non tentato, nel comportamento di un soggetto che aveva sollecitato l'acquirente di una partita di droga a pagare al venditore la fornitura ricevuta). Annulla in parte senza rinvio, App. Milano, 24/11/2011

Cassazione penale sez. I  21 maggio 2013 n. 40280  

 

Nel delitto di favoreggiamento reale, che tutela in via esclusiva l'interesse pubblico al buon andamento della giustizia, il termine "aiuta", pur dovendo essere inteso nella sua più lata eccezione, sta a indicare la finalità della condotta dell'agente che è diretta alla realizzazione dello scopo di favorire un'altra persona, nell'interesse esclusivo di quest'ultima, successivamente alla commissione di un reato, eliminando il pericolo di perdita del provento, profitto o prezzo dello stesso.

Corte appello Palermo sez. I  27 giugno 2012 n. 2184  

 

Il reato di favoreggiamento non è configurabile, con riferimento alla illecita detenzione di sostanze stupefacenti, in costanza di detta detenzione, perché, nei reati permanenti, qualunque agevolazione del colpevole, posta in essere prima che la condotta di questi sia cessata, si risolve - salvo che non sia diversamente previsto - in un concorso nel reato, quanto meno a carattere morale. (Fattispecie nella quale si contestava al ricorrente di avere messo a disposizione di un altro soggetto una officina-rimessaggio dove confezionare ed occultare circa kg. 14 lordi di eroina).

Cassazione penale sez. un.  24 maggio 2012 n. 36258  

 

Il reato di favoreggiamento non è configurabile, con riferimento al delitto di illecita detenzione di sostanza stupefacente, in costanza di detta detenzione, atteso che nei reati permanenti qualunque agevolazione del colpevole, prima che la condotta di questi sia cessata, si risolve inevitabilmente in un concorso quanto meno a carattere morale.

Cassazione penale sez. IV  07 febbraio 2012 n. 35641  

 

La condotta di cui all'art. 379 c.p. non può mai avere ad oggetto materiale ciò che integra l'essenza del delitto presupposto, per cui la persona che custodisca sostanza stupefacente per chi intenda cederla a terzi, sia perché è in corso la permanenza del reato presupposto, sia per la ragione testè accennata, risponde ex art. 110 c.p., ed art. 73, commi 1 e 1 bis, t.u. 9 ottobre 1990 n. 309, e succ. modif., e non del delitto di cui all'art. 379 c.p.

Corte appello Napoli sez. II  09 marzo 2011 n. 1409  

 

La condotta degli imputati che, con il permettere agli autori dei furti di utilizzare l'appartamento a essi locato quale centro di raccolta e di smercio della refurtiva (e in assenza di qualsiasi prova circa l'esistenza di un preventivo accordo con detti autori dei furti), altro non facevano che consapevolmente aiutare questi ultimi ad assicurarsi il profitto degli innumerevoli furti dai medesimi autonomamente commessi, corrisponde esattamente allo schema delineato dal legislatore a proposito del reato di favoreggiamento reale.

Corte appello Torino sez. II  23 settembre 2008



 
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