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Art. 382 codice penale: Millantato credito del patrocinatore

Il patrocinatore, che, millantando credito presso il giudice o il pubblico ministero che deve concludere, ovvero presso il testimone, il perito o l’interprete, riceve o fa dare o promettere dal suo cliente, a sè o ad altri, denaro o altra utilità, col pretesto di doversi procurare il favore del giudice o del pubblico ministero, o del testimone, perito o interprete, ovvero di doverli remunerare, è punito con la reclusione da due a otto anni e con la multa non inferiore a lire due milioni.


Giurisprudenza annotata

Millantato credito del patrocinatore

Penalmente rilevante la condotta del legale che millanta conoscenze con i magistrati e promette loro interventi di favore ai parenti del proprio assistito, non essendo necessario che la millanteria sia direttamente rivolta al cliente.

Cassazione penale sez. I  14 giugno 2013 n. 36676  

 

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 382 c.p. (millantato credito del patrocinatore) è sufficiente ad integrare il reato la "millanteria" implicita e cioè che l'agente prospetti la corruttibilità o l'avvenuta corruzione del magistrato senza che sia richiesto il requisito della vanteria esplicita di una propria pretesa influenza su di lui. (Fattispecie relativa al fatto che il giudice di merito aveva qualificato la condotta come truffa aggravata dall'abuso di prestazione d'opera sul rilievo che l'agente, adducendo il pretesto di dover comprare il favore del magistrato, non si era però vantato di una pretesa influenza su di lui).

Cassazione penale sez. II  02 dicembre 2002 n. 977  

 

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 382 c.p. (millantato credito del patrocinatore), è sufficiente, ad integrare la "millanteria", ossia la vanteria della propria possibile influenza sul magistrato, che l'agente prospetti la corruttibilità o l'avvenuta corruzione del medesimo, così inducendo nel c.d. "compratore di fumo" la convinzione che sia in tal modo possibile interferire sulle sue decisioni. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha censurato la decisione del giudice di merito che aveva ritenuto configurabile, in luogo del reato di millantato credito del patrocinatore, quello di truffa aggravata dall'abuso di prestazione d'opera, sul rilievo che l'agente, adducendo il pretesto di dover comprare il favore del magistrato, non si era in alcun modo vantato di una propria pretesa influenza su di lui).

Cassazione penale sez. II  02 dicembre 2002 n. 977  

 

Il delitto di millantato credito del patrocinatore è configurabile anche quando la dazione o promessa di compenso corrisponda a prestazioni professionali effettive pur se ingigantite per creare nel cliente la convinzione che il patrocinatore sia in grado di soddisfare le sue aspettative mediante illecite aderenze negli uffici giudiziari.

Cassazione penale sez. IV  10 dicembre 1987

 

Il reato di millantato credito del patrocinatore, pur non potendo qualificarsi come meramente omissivo, può tuttavia manifestarsi come commissivo attraverso millanterie implicite, quali quelle del patrocinatore che, dopo avere manifestato al cliente l'esistenza di suoi rapporti con appartenenti all'ordine giudiziario, riceva o si faccia promettere dal predetto somme che ritenga di dover versare affinché possa comprare i favori del pubblico ufficiale.

Cassazione penale sez. IV  10 dicembre 1987

 

Ai fini della configurabilità del reato previsto dall'art. 382 c.p. non occorre che sia immediatamente operativa la situazione nel cui contesto il millantatore fa credere al cliente di dover agire per compiere il favore di uno dei soggetti indicati nella norma. (Fattispecie relativa alla necessità, rappresentata dal patrocinatore al cliente, attore in una controversia previdenziale intesa al conseguimento della pensione di invalidità, di un compenso al consulente di ufficio non ancora nominato dal giudice).

Cassazione penale sez. VI  11 novembre 1987

 

Affinché ricorra il delitto di millantato credito - del quale la figura delittuosa di cui all'art. 382 c.p. costituisce una "species" appartenente al medesimo "genus", di cui ripete tutti i requisiti costitutivi - non è necessaria la precisa indicazione della persona della quale si vanta il credito e che si mostra di dover remunerare, ma è sufficiente che attraverso le espressioni usate dal millantatore sia individuabile la pubblica funzione nel cui ambito agisce il pubblico ufficiale destinatario della remunerazione, così che si induca nel privato la convinzione di poter influire sulle decisioni dell'ente pubblico, strumentalizzandole a fini privati mediante l'illecita dazione di denaro o altre utilità.

Cassazione penale sez. VI  02 dicembre 1985



 
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