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Art. 385 codice penale: Evasione

Chiunque, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade è punito con la reclusione da sei mesi a un anno.

La pena è della reclusione da uno a tre anni se il colpevole commette il fatto usando violenza o minaccia contro le persone, ovvero mediante effrazione; ed è da tre a cinque anni se la violenza o minaccia è commessa con armi o da più persone riunite.

Le disposizioni precedenti si applicano anche all’imputato che essendo in stato di arresto nella propria abitazione o in altro luogo designato nel provvedimento se ne allontani, nonchè al condannato ammesso a lavorare fuori dello stabilimento penale (1) .

Quando l’evaso si costituisce in carcere prima della condanna, la pena è diminuita (1) .

(1) Articolo così sostituito dalla L. 12 gennaio 1977, n. 1. Il penultimo comma è stato successivamente così sostituito dalla L. 12 agosto 1982, n.532.


Giurisprudenza annotata

Evasione

La semplice circostanza dell'allontanamento dal luogo degli arresti, senza autorizzazione alcuna, sia pure per un breve lasso di tempo, integra il reato di cui all'art. 385 c.p..

Tribunale Napoli Nord  02 febbraio 2015 n. 812  

 

Integra gli estremi del reato di evasione qualsiasi violazione delle prescrizioni relative alla restrizione domiciliare, quando incompatibile di per sè con gli obblighi connessi alla stessa e tale da impedire sia il soddisfacimento delle esigenze cautelare, sia le esigenze relative al controllo dell'agente. Nel caso di autorizzazione a recarsi fuori delle mura domestiche per incombenti specificati e predeterminati, non si ha una sospensione del regime degli arresti domiciliari, piuttosto si sostituisce il luogo di custodia domiciliare con quello di realizzazione delle condotte sottese alla autorizzazione stessa, così che risultano eccentriche rispetto alla autorizzazione tutte quelle condotte che non si risolvono nel compimento dell'atto autorizzato e non siano immediatamente strumentali alla realizzazione dello stesso (confermata, nella specie, la responsabilità dell'imputato che, trovandosi agli arresti domiciliari, autorizzato a recarsi presso una casa di cura per accertamenti sanitari , completati gli stessi, non faceva rientro presso il luogo di detenzione domiciliare ma si recava presso la scuola del figlio, violando il provvedimento del Tribunale di Minorenni che ne limitava le possibilità di incontro con il minore).

Cassazione penale sez. VI  28 gennaio 2015 n. 6693  

 

Sussiste il reato di evasione quando il detenuto si allontana dal luogo degli arresti domiciliari per recarsi al di fuori del comune di residenza senza previamente informare gli agenti di polizia.

Tribunale Napoli sez. VI  04 dicembre 2014 n. 15901  

 

Il reato di evasione è integrato ogni qual volta il detenuto si allontani dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione.

Tribunale Napoli sez. VI  02 dicembre 2014 n. 16959  

 

Le dichiarazioni dell'imputato, rese nel corso del processo per il reato di evasione dagli arresti domiciliari, non sono idonee a minare l'attendibilità del teste di polizia giudiziaria che ha effettuato il controllo quando non vi sono motivi di acredine tra quest'ultimo e la versione dei fatti dallo stesso fornita è logica e coerente.

Corte appello Napoli sez. VI  01 dicembre 2014 n. 16881  

 

Commette il reato di evasione il soggetto sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con permesso di recarsi presso il luogo di lavoro che si sia allontanato dal luogo previsto; l'autorizzazione a svolgere attività lavorativa con conseguente possibilità di assentarsi dalla propria dimora, infatti, determina solo un mutamento del luogo di esecuzione della misura cautelare domestica sicché, se l'autorizzato non si trova nel posto determinato, è responsabile del reato di evasione e non della mera trasgressione delle prescrizioni imposte e proprie della misura eventualmente sanzionabili ex art. 276 c.p.p..

Tribunale Napoli sez. VI  14 novembre 2014 n. 15066  

 

Il reato di evasione non é configurabile nella ipotesi di un internato per esecuzione di una misura di sicurezza detentiva, che, dopo aver goduto di una licenza, non abbia fatto rientro nella casa circondariale, non essendo assimilabile la figura dell'internato a quella del condannato. (Annulla senza rinvio, Trib. Palermo, 25/10/2012 )

Cassazione penale sez. VI  05 novembre 2014 n. 48648  

 

Risponde del reato di evasione di cui all'art. 385 c.p. l'imputato che, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, sia colto esternamente al luogo di esecuzione della misura, ancorché a soli dieci metri di distanza, senza che alcuna giustificazione a ciò egli abbia fornito.

Tribunale Napoli sez. I  27 ottobre 2014 n. 14466  

 

In tema di reato di evasione, non può ritenersi sussistente la causa di giustificazione dello stato di necessità invocata dall'imputato, che aveva portato al Pronto Soccorso dell'ospedale la convivente, preda ad un malore, dopo avere chiamato l'ambulanza che tuttavia tardava ad arrivare, allorchè sia stato appurato che la situazione di pericolo di un danno grave alla persona era stata provocata dallo stesso imputato, il quale aveva percosso la convivente, e che il pericolo avrebbe potuto essere evitato attendendo per qualche minuto l'arrivo dell'ambulanza.

Cassazione penale sez. VI  21 ottobre 2014 n. 48430  

 

L'attenuante prevista dal comma quarto dell'art. 385 c.p. è integrata anche nel caso in cui colui che si è allontanato senza autorizzazione dagli arresti domiciliari si consegni ad autorità che abbia l'obbligo di tradurlo in carcere. (Fattispecie in cui la Corte ha precisato che la condotta di spontanea presentazione alle Forze dell'ordine non può essere valorizzata per la concessione sia delle circostanze attenuanti generiche, sia dell'attenuante prevista dall'art. 385 comma 4 c.p.). (Annulla in parte con rinvio, App. Napoli, 22/05/2013 )

Cassazione penale sez. VI  24 settembre 2014 n. 42751  

 

Ai sensi dell'art. 385, comma 4, c.p., può essere diminuita la pena per l'imputato, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, che, dopo essere evaso, si consegna spontaneamente alle forze dell'ordine (la Corte ha sottolineato che l'attenuante speciale del ravvedimento attuoso è concedibile sia in caso di evasione propria, sia in quello di allontanamento dell'imputato dal locus custodiae, anche qualora si consegni spontaneamente ad un'Autorità che abbia l'obbligo di condurlo in carcere).

Cassazione penale sez. VI  24 settembre 2014 n. 42751  

 

In tema di evasione, non possono essere di per sé esclusi dal concetto di abitazione un'area condominiale, un giardino o un cortile, non potendosi intendere l'abitazione esclusivamente come un appartamento in senso stretto, ossia come una serie di locali chiusi, ma dovendo la stessa, al contrario, essere considerata come il luogo dove ordinariamente si realizza la vita domestica e privata (cassata nella specie la sentenza di condanna nei confronti dell'imputato trovato nel cortile retrostante dell'abitazione, mentre stava velocemente rientrando in casa dove era agli arresti domiciliari attraverso la portafinestra).

Cassazione penale sez. VI  10 luglio 2014 n. 36639  

 

L'evasione consistente nell'allontanamento del detenuto agli arresti domiciliari dal luogo in cui è autorizzato a svolgere attività lavorativa richiede il dolo generico, caratterizzato dalla consapevolezza di allontanarsi in assenza della necessaria autorizzazione, a nulla rilevando i motivi che hanno determinato la condotta dell'agente (confermata la responsabilità per l'imputato che si era allontanato da casa in cui era agli arresti domiciliari per acquistare un medicinale in quanto "stava male", atteso che non aveva dato neppure dimostrazione di non essersi potuto rivolgere ad un vicino di casa per poter risolvere quel suo problema).

Cassazione penale sez. VI  18 giugno 2014 n. 27193  

 

L'equiparazione normativa degli arresti domiciliari alla custodia cautelare in carcere con i connessi, naturali limiti di natura spaziale, motoria e relazionale imposti allo status libertatis dell'imputato fa sì che il reato di evasione sia integrato da qualsiasi modalità esecutiva e quali che siano le motivazioni che hanno spinto il soggetto all'allontanamento, a prescindere dal tempo di sottrazione alla custodia domestica e alla maggior o minor distanza dall'abitazione, salva l'esigenza di effettivi e rigorosamente dimostrati stati di necessità o di altri eccezionali eventi impedienti.

Tribunale Roma sez. VIII  12 giugno 2014 n. 9651  



 
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