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Art. 389 codice penale: Inosservanza di pene accessorie

Chiunque, avendo riportato una condanna, da cui consegue una pena accessoria, trasgredisce agli obblighi o ai divieti inerenti a tale pena, è punito con la reclusione da due a sei mesi.

La stessa pena si applica a chi trasgredisce agli obblighi o ai divieti inerenti ad una pena accessoria provvisoriamente applicata (1) .

(1)Articolo così sostituito dalla L. 24 novembre 1981, n. 689.


Giurisprudenza annotata

Inosservanza di pene accessorie

Non commette il reato di cui all'art. 389 c.p., l'imputato che non ha ottemperato alla pena accessoria qualora la sentenza con la quale è stata comminata la relativa pena non sia divenuta irrevocabile.

Tribunale La Spezia  02 dicembre 2010 n. 1093  

 

Non configura il reato di inosservanza di pene accessorie (art. 389 c.p.) l'inosservanza delle prescrizioni inerenti alla libertà controllata, non essendosi la condotta concretata nella trasgressione agli obblighi o ai divieti inerenti ad una pena accessoria.

Cassazione penale sez. VI  11 dicembre 2003 n. 6540  

 

In tema di inosservanza di pene accessorie (art. 389 c.p.), l'elemento materiale, che ha come presupposto di fatto l'esistenza di una pena accessoria conseguita a una condanna per un diverso reato, sussiste anche quando per tale illecito sia intervenuta una "abolitio criminis", atteso che il reato di cui all'art. 389 c.p. si consuma nel momento in cui sia stata accertata la violazione degli obblighi o dei divieti inerenti alla pena accessoria mentre la "abolitio criminis" del reato presupposto costituisce un posterius irrilevante ai fini della punibilità dell'illecito considerato (Fattispecie in cui l'imputato era stato condannato per violazione della pena accessoria del divieto di emettere assegni, irrogata per un reato - emissione di assegni bancari privi di provvista ai sensi dell'art. 2 della l. 15 dicembre 1990, n. 386 - oggetto di depenalizzazione in base all'art. 29 del d.lg. 30 dicembre 1999).

Cassazione penale sez. VI  10 gennaio 2001 n. 9569  

 

In tema di inosservanza di pene accessorie (art. 389 c.p.), l'elemento materiale, che ha come presupposto di fatto l'esistenza di una pena accessoria conseguita a una condanna per un diverso reato, sussiste anche quando per tale illecito sia intervenuta una "abolitio criminis", atteso che il reato di cui all'art. 389 c.p. si consuma nel momento in cui è stata accertata la violazione degli obblighi o dei divieti inerenti alla pena accessoria mentre la "abolitio criminis" del reato presupposto costituisce un "posterius" irrilevante ai fini della punibilità dell'illecito considerato (Fattispecie in cui l'imputato era stato condannato per violazione della pena accessoria del divieto di emettere assegni, irrogata per un reato - emissione di assegni bancari privi di provvista ai sensi dell'art. 2 l. 15 dicembre 1990 n. 386 - oggetto di depenalizzazione in base all'art. 29 del d.lg. 30 dicembre 1999).

Cassazione penale sez. VI  10 gennaio 2001 n. 9569  

 



 
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