codice-penale
Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 392 codice penale: Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose

Chiunque, al fine di esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sè medesimo, mediante violenza sulle cose, è punito a querela della persona offesa, con la multa fino a lire un milione.

Agli effetti della legge penale, si ha “violenza sulle cose”, allorchè la cosa viene danneggiata o trasformata, o ne è mutata la destinazione.

Si ha altresì, violenza sulle cose allorchè un programma informatico viene alterato, modificato o cancellato in tutto o in parte ovvero viene impedito o turbato il funzionamento di un sistema informatico o telematico (1) .

(1)Comma aggiunto dall’art. 1, L. 23 dicembre 1993, n. 547.


Giurisprudenza annotata

Esercizio arbitrario delle proprie ragioni

Il reato di cui all’art. 392 c.p. non si configura quando il locatore provvede alla sostituzione della serratura dell’immobile locato dopo aver ricevuto la convalida dello sfratto nei confronti del conduttore.

Tribunale Terni  10 ottobre 2014 n. 1038  

 

Perché si configuri nei suoi elementi costitutivi il reato di cui all'art. 392 c.p., è necessario che il soggetto agente ponga in essere una condotta diretta a realizzare direttamente il preteso diritto per il cui riconoscimento avrebbe potuto ricorrere al giudice con lesione del bene-interesse dello Stato ad impedire che la privata violenza si sostituisca all'esercizio della funzione giurisdizionale in occasione dell'insorgenza di una controversia tra privati.

Tribunale S.Maria Capua V.  01 luglio 2014 n. 2944  

 

Il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni si differenzia da quello di violenza privata - che ugualmente contiene l'elemento della violenza o della minaccia alla persona - non nella materialità del fatto che può essere identica in entrambe le fattispecie, bensì nell'elemento intenzionale, in quanto nel reato di cui all'art. 392 c.p. l'agente deve essere animato dal fine di esercitare un diritto con la coscienza che l'oggetto della pretesa gli competa giuridicamente, pur non richiedendosi che si tratti di pretesa fondata. Occorre, per altro verso, ai fini dell'integrazione del reato di cui all'art. 392 c.p., accertare che la condotta rivesta i connotati dell'arbitrarietà, la quale non sussiste qualora la violenza sulle cose sia esercitata al fine di difendere il diritto di possesso in presenza di un atto di turbativa nel godimento della "res", sempre che l'azione reattiva avvenga nell'immediatezza di quella lesiva del diritto, non si tratti di compossesso e sia impossibile il ricorso immediato al giudice, sussistendo la necessità impellente di ripristinare il possesso perduto o il pacifico esercizio del diritto di godimento del bene. (Fattispecie in cui l'imputato aveva parcheggiato i propri veicoli nel cortile di sua proprietà costituente l'unico accesso al garage della persona offesa). (Annulla con rinvio, App. Trento, 17/05/2013 )

Cassazione penale sez. V  16 maggio 2014 n. 23923  

 

In tema di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose, l'arbitrarietà della condotta non può ritenersi sussistente qualora la violenza sulle cose venga esercitata al fine di difendere il diritto di possesso in presenza di un atto di spoglio o di turbativa nel godimento della res, sempre che l'azione reattiva avvenga nell'immediatezza di quella lesiva del diritto, non si tratti di ipotesi di compossesso e sia impossibile il ricorso immediato al giudice, sussistendo la necessità impellente di ripristinare il possesso perduto o il pacifico esercizio del diritto di godimento del bene.

Cassazione penale sez. V  16 maggio 2014 n. 23923

 

Integra il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose (art. 392 c.p.) la sostituzione delle serrature di porte di accesso di immobili oggetto di controversia a insaputa della parte lesa. (Fattispecie in cui l'indagato, con tali modalità, nel corso di una controversia relativa alla gestione di un bed & breaakfast, aveva estromessa la conduttrice dai locali impedendole di procedere allo svolgimento dell'attività).

Cassazione penale sez. VI  18 marzo 2014 n. 17628  

 

L'assorbimento del reato di violazione di domicilio in quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni si verifica solo quando l'esercizio del preteso diritto si concreta nel semplice ingresso e nella sola permanenza "invito domino" nell'altrui abitazione, ovvero negli altri luoghi indicati nell'art. 614 c.p., mentre se l'agente vi si introduce con violenza sulle cose o sulle persone, e contro la volontà del titolare del diritto di esclusione, al fine di asportare cose su cui egli vanta un diritto, viola entrambe le ipotesi delittuose su menzionate. (Annulla con rinvio, App. Ancona, 09/07/2012 )

Cassazione penale sez. V  27 settembre 2013 n. 8383  

 

Il reato di violazione di domicilio non sussiste autonomamente ed anzi rimane assorbito da quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni quando l'esercizio del preteso diritto si concreti nel semplice ingresso e nella sola permanenza "invito domino" nell'altrui abitazione, ovvero negli altri luoghi indicati nell'art. 614 c.p., mentre se l'agente faccia ricorso a comportamenti violenti per le cose o le persone, per realizzare l'ingresso contro la volontà del titolare del diritto di esclusione, eventualmente anche al fine di asportare cose su cui egli vanta un diritto, viola entrambe le ipotesi delittuose.

Cassazione penale sez. V  27 settembre 2013 n. 8383  

 

Ai fini della configurabilità del reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose è necessaria una condotta di danneggiamento, trasformazione o mutamento di destinazione del bene che renda necessaria una non agevole attività di ripristino. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso che l'asportazione di mobili da un appartamento senza causare danni agli arredi o all'immobile potesse integrare il delitto di cui all'art. 392 c.p.). (Annulla senza rinvio, App. Palermo, 22/01/2013 )

Cassazione penale sez. fer.  29 agosto 2013 n. 46153  

 

La violenza manutentiva non comporta la punibilità per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni ex art. 392 c.p. solo qualora sia esercitata per proteggere beni di cui si abbia l'esclusivo possesso (fattispecie in cui gli imputati, proprietari esclusivi di un casolare confinante con un terreno in comproprietà con le parti civili, avevano sostituito la porta di accesso al terreno al fine di impedire che i denuncianti potessero introdursi nell'edificio suddetto; il tutto era stato fatto in ragione di pregressi contenziosi giudiziari di natura civile tra le parti, contenziosi che peraltro erano terminati con l'integrazione nel possesso del casolare a favore proprio gli accusati).

Cassazione penale sez. VI  10 luglio 2013 n. 40944  

 

Ai fini della configurabilità del reato previsto dall'art. 392 c.p., non è necessario che il diritto arbitrariamente esercitato sia oggetto di una contesa giudiziale in atto tra le parti, essendo sufficiente l'esistenza di una controversia anche solo di fatto. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretto desumere l'esistenza di una controversia di fatto in ragione del contenuto di una missiva inviata dagli imputati al querelante). Dichiara inammissibile, App. Catania, 26/04/2012

Cassazione penale sez. VI  19 giugno 2013 n. 41586  

 

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 392 c.p., non è necessario che il diritto arbitrariamente esercitato sia oggetto di una contesa giudiziale in atto tra le parti, essendo sufficiente l'esistenza di una controversia anche solo di fatto. (Fattispecie di invio di missiva indirizzata alla parte lesa con cui si contestava l'uso comune dell'androne e del corpo scale dell'edificio).

Cassazione penale sez. VI  19 giugno 2013 n. 41586  

 

Soggetto attivo del reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose può essere anche chi esercita il preteso diritto pur non avendone la titolarità, in quanto, ai fini della configurabilità del delitto, rileva che l'agente si comporti come se fosse il titolare della situazione giuridica e ne eserciti le tipiche facoltà. (Fattispecie in cui l'imputato, al fine di assicurare la somministrazione di energia elettrica al fondo del padre, aveva collocato nel fondo di un vicino dei pali perché l'Enel potesse esercitare la servitù di elettrodotto). Annulla in parte senza rinvio, App. Palermo, 19/06/2012

Cassazione penale sez. VI  08 marzo 2013 n. 23322  

 

Il delitto di ragion fattasi mediante violenza sulle cose è configurabile in relazione a beni posseduti dall'autore della condotta quando questi non agisce a tutela del proprio possesso, ma incide radicalmente sul diritto in contesa, così procurandosi direttamente l'utilità sottesa all'accertamento di spettanza dell'autorità giudiziaria. (Fattispecie in cui l'imputato aveva fatto demolire un casolare costruito su un'area di cui aveva il possesso, ma in relazione alla quale pendeva una causa petitoria diretta ad accertarne la proprietà). Annulla con rinvio, App. Milano, 30/04/2012

Cassazione penale sez. VI  28 febbraio 2013 n. 23588  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti