codice-penale
Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 412 codice penale: Occultamento di cadavere

Chiunque occulta un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne nasconde le ceneri, è punito con la reclusione fino a tre anni.


Giurisprudenza annotata

Occultamento di cadavere

In tema di reato di occultamento di cadavere, la fattispecie richiede che il cadavere venga nascosto ovvero sistemato in maniera tale da impedirne il ritrovamento anche se non sono necessari particolari accorgimenti nell’occultamento. (Nel caso di specie non si ravvisava l’ipotesi di reato laddove la moglie, affetta da una grave demenza progressiva, lasciava il marito all’interno dell’abitazione ove era deceduto per dieci giorni, in stato di decomposizione).

Tribunale S.Maria Capua V.  03 luglio 2014 n. 1711  

 

L'integrazione del reato di occultamento di cadavere richiede un nascondimento ovvero una sistemazione del cadavere non necessariamente correlati da particolari accorgimenti ma tali da ritardarne il ritrovamento per un tempo apprezzabile.

Tribunale S.Maria Capua V.  03 luglio 2014 n. 1711  

 

Il discrimine tra la sottrazione e l'occultamento di cadavere va individuato nelle modalità del nascondimento, tali da rendere il rinvenimento del corpo tendenzialmente impossibile nel primo caso, altamente probabile, sia pure a mezzo di una ricerca accurata, nel secondo. Rigetta, Trib. lib. Napoli, 06/12/2012

Cassazione penale sez. I  10 giugno 2013 n. 32038  

 

Il reato di cui all'art. 411 c.p. (soppressione di cadavere) si differenzia da quello di cui all'art. 412 c.p. (occultamento di cadavere) in quanto l'occultamento di cui a quest'ultima norma è finalizzato al nascondimento temporaneo con la consapevolezza, a priori, che il cadavere occultato sarà ritrovato, mentre la soppressione di cui all'art. 411 c.p. si realizza quando il nascondimento viene eseguito in modo che il cadavere sia definitivamente sottratto, come nel caso in esame, alle ricerche.

Cassazione penale sez. I  06 giugno 2012 n. 31023  

 

Il diritto primario di sepolcro sorge in capo al privato per effetto della concessione, da parte dell'autorità amministrativa, di un'area di terreno nel cimitero comunale; esso si trasmette agli eredi del concessionario e consiste nel diritto di essere seppellito o di seppellire altri in un dato sepolcro, come pure nel diritto soggettivo, nei confronti dell'amministrazione concedente, a che questa si astenga dal turbare il godimento del bene. Il diritto secondario di sepolcro, che spetta per legge a chiunque sia congiunto di una persona che riposa in un sepolcro, consiste nella facoltà di accedervi e di opporsi ad ogni sua trasformazione che arrechi pregiudizio al rispetto dovuto a quella data spoglia e ad ogni atto che costituisca violazione od oltraggio a quella tomba.

Tribunale Treviso  24 febbraio 2012

 

Il reato di cui all'art. 411 c.p. (distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere) pur realizzandosi con il nascondimento di un cadavere si differenzia dal reato di cui all'art. 412 c.p. (occultamento di cadavere) in quanto l'occultamento è considerato come un nascondimento temporaneo che postula a priori la certezza del ritrovamento, mentre la soppressione o sottrazione vanno intese quale nascondimento effettuato in modo tale che il cadavere venga definitivamente sottratto alle ricerche. Peraltro la sottrazione va valutata non in senso assoluto bensì relativo, sulla base di presunzioni fondate su elementi obiettivi, quali il luogo prescelto e le modalità adottate, con apprezzamento "ex ante", non rilevando in proposito che il cadavere venga eventualmente ritrovato fortuitamente o a seguito di difficili ricerche, atteso che la durata effettiva del nascondimento non costituisce elemento di distinzione fra le due ipotesi di reato.

Cassazione penale sez. III  06 maggio 2004 n. 27290  

 

Perché possa integrarsi il reato di occultamento di cadavere non è necessario che la condotta sia posta in essere quando il corpo è già privo di vita, ma occorre solo che essa sia intenzionalmente diretta a realizzare l'occultamento del cadavere; perciò il trasporto in un posto nascosto del corpo di una persona che sta per morire al fine di occultarne il cadavere costituisce il delitto previsto dall'art. 412 c.p., anche se la morte avviene dopo l'occultamento.

Cassazione penale sez. V  20 settembre 1993

 

Il reato di cui all'art. 411 c.p., nelle ipotesi di soppressione e di sottrazione, si realizza, come quello di cui all'art. 412 c.p. (occultamento di cadavere), con un nascondimento di cadavere, ma mentre in quest'ultima ipotesi il celamento è temporaneo e postula "a priori" la certezza del ritrovamento, nella prima il nascondimento è potenzialmente permanente considerando in una sottrazione definitiva alle altrui ricerche: tale definitività va valutata non in senso assoluto ma relativo, sulla base di attendibili presunzioni fondate su elementi obiettivi (luogo prescelto, modalità adottate) con apprezzamento "ex ante", nulla rilevando agli effetti del reato già consumato se il cadavere venga ritrovato fortuitamente o a seguito di difficili ricerche, non essendo, la durata del nascondimento elemento indefettibile di distinzione tra le ipotesi criminose considerate. (Nella specie il cadavere, assicurato ad una grossa pietra, era stato gettato in un canale profondo tre metri, confluente a breve distanza nel mare, e ritrovato dopo 4 giorni a seguito di lunghe ricerche dei carabinieri del nucleo subacqueo).

Cassazione penale sez. V  11 gennaio 1985



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti