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Art. 416 codice penale: Associazione per delinquere

Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti, coloro che promuovono o costituiscono od organizzano l’associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da tre a sette anni.

Per il solo fatto di partecipare all’associazione, la pena è della reclusione da uno a cinque anni.

I capi soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori.

Se gli associati scorrono in armi le campagne o le pubbliche vie si applica la reclusione da cinque a quindici anni.

La pena è aumentata se il numero degli associati è di dieci o più.


Giurisprudenza annotata

Associazione per delinquere

L'associazione per delinquere - a differenza della più grave ipotesi associativa di cui all'art. 416 bis c.p. - non è un reato di per sé idoneo a produrre ricchezze illecite. Di talché, l'omesso accertamento circa la sussistenza dei reati scopo della costituita associazione non consente la confisca dei beni in precedenza sequestrati all'imputato, non configurandosi il vincolo di pertinenzialità imposto dall'art. 240, comma 1, c.p..

Cassazione penale sez. I  20 gennaio 2015 n. 7860  

 

Ai fini della configurazione del reato di cui all'art. 416 c.p., non risulta necessario un vincolo associativo stabile; è importante che la partecipazione all'associazione non sia finalizzata già a priori alla commissione di uno o più reati. Per tale ragione, il controllo a campioni pilotato da parte di un veterinario dell'Asl ben può configurare il reato in questione nel caso in cui sussista un'organizzazione, seppure preesistente all'ideazione e commissione dei reati.

Cassazione penale sez. VI  10 dicembre 2014 n. 53635  

 

In tema di associazione per delinquere, deve ritenersi che la persona la quale attui più volte - in concorso con i partecipi al sodalizio criminoso - reati fine di questo, sia raggiunta per ciò stesso da gravi, precisi e concordanti indizi in ordine alla commissione del reato associativo, i quali possono essere superati solo con la prova contraria che il contributo fornito non è dovuto ad alcun vincolo preesistente con i correi, fermo restando che detta prova, stante la natura permanente del reato, non può essere assolta con l'allegazione della limitata durata dei rapporti intercorsi con i correi.

Cassazione penale sez. II  19 novembre 2014 n. 51154  

 

Per quanto riguarda il delitto p. e p. dall'art. 416 c.p. una delle caratteristiche fondamentali dell'associazione per delinquere è costituita dalla forte interscambiabilità dei ruoli dei partecipi che si prestavano a compiere tutte le attività ritenute indispensabili per la realizzazione del programma criminoso.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. II  23 ottobre 2014 n. 4035  

 

In tema di associazione per delinquere, l'aggravante della scorreria in armi richiede il trasferimento da luogo a luogo di associati che, avendo programmato solo genericamente dei delitti, scelgono secondo occasionali circostanze gli oggetti delle loro azioni criminose, avendo la disponibilità di armi più o meno numerose e dotate di potenzialità offensiva. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto condivisibile la motivazione del giudice di merito fondata su intercettazioni da cui risultava che i correi non solo avevano eseguito attentati premeditati, ma, nelle loro incursioni notturne, avevano individuato ulteriori obiettivi in base a decisioni estemporanee). (Rigetta in parte, App. Palermo, 01/03/2013 )

Cassazione penale sez. II  19 settembre 2014 n. 44153  

 

Il reato di associazione a delinquere può ritenersi sussistente anche a fronte di un movimento di manifestanti al cui interno è possibile individuare un gruppo di soggetti organizzati che si propongono di raggiungere il fine politico dell'organizzazione (anche) tramite la commissione di fatti delittuosi.

Cassazione penale sez. V  17 settembre 2014 n. 46150  

 

Sussiste associazione per delinquere nel caso in cui il sodalizio si connoti per specializzazione ed organizzazione nel perpetuare i reati fine, accuratamente programmati, ed eseguiti, con modalità sovrapponibili e anche nello stesso giorno, da soggetti capaci di muoversi in sottogruppi e interscambio di ruoli.

Cassazione penale sez. II  16 settembre 2014 n. 49007

 

In tema di associazione per delinquere, la costituzione del sodalizio criminoso non è esclusa per il fatto che lo stesso sia imperniato per lo più intorno a componenti della stessa famiglia perché, al contrario, i rapporti parentali o coniugali, sommandosi al vincolo associativo, lo rendono ancora più pericoloso. (Rigetta, App. Milano, 17/07/2013 )

Cassazione penale sez. II  16 settembre 2014 n. 49007  

 

In tema di associazione per delinquere di tipo mafioso, il versamento periodico di una somma di denaro da parte della dirigenza di un'organizzazione camorristica al capo di un distinto gruppo criminale trovantesi in stato di detenzione non può di per sé solo provare, al di là di ogni ragionevole dubbio, la partecipazione del ricevente all'associazione criminale erogante, ma ne costituisce indizio che necessita di essere confortato da ulteriori circostanze obiettivamente indicative dell'adesione del soggetto a questa consorteria. (Annulla in parte con rinvio, App. Napoli, 22/05/2013 )

Cassazione penale sez. VI  02 luglio 2014 n. 45065  

 

L'accertamento della partecipazione di un soggetto sottoposto a prolungata detenzione ad una organizzazione di tipo mafioso distinta da quella di originaria affiliazione, anche se connotata da parziali sovrapposizioni nella componente soggettiva, non può fondarsi sulla verifica - in negativo - della mancanza di elementi da cui inferire l'intervenuta dissociazione dal gruppo criminale di appartenenza, ma impone la prova - positiva - della volontà manifesta di aderire alla nuova consorteria e di assicurare consapevolmente il proprio contributo oggettivamente apprezzabile alla vita ed all'organizzazione del gruppo appena formato, sia pure solo di carattere morale. (Annulla in parte con rinvio, App. Napoli, 22/05/2013 )

Cassazione penale sez. VI  02 luglio 2014 n. 45065  

 

In tema di reati associativi, al fine di controllare il rispetto del principio del "ne bis in idem", anche in rapporto alla commissione dei reati scopo, occorre verificare in concreto i segmenti di condotta presi in esame dalle singole sentenze passate in giudicato, nel senso che tale principio risulta violato solo ove vi sia sovrapposizione tra le medesime condotte oggetto di giudicato. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la violazione del principio del "ne bis in idem" in relazione a sentenza di condanna per reati relativi a contrabbando di TLE, successiva a precedente decisione irrevocabile riguardante il solo delitto di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di tali reati, sebbene nel capo di imputazione concernente la fattispecie associativa fossero indicati come elementi fattuali a carico, anche i singoli reati fine). (Dichiara inammissibile, App. Napoli, 19/09/2012 )

Cassazione penale sez. III  24 giugno 2014 n. 52499  

 



 
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