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Art. 417 codice penale: Misura di sicurezza

Nel caso di condanna per i delitti preveduti dai due articoli precedenti è sempre ordinata una misura di sicurezza (1).

(1) Articolo così modificato dalla L. 23 dicembre 1982, n. 936.


Giurisprudenza annotata

Misure di sicurezza

L'applicazione di una misura di sicurezza personale presuppone indefettibilmente, anche nell'ipotesi prevista dall'art. 417 c.p. e con specifico riferimento a persone condannate per il reato di partecipazione ad associazione di tipo mafioso, l'accertamento di un'attuale pericolosità del soggetto ai sensi dell'art. 203 c.p. (Annulla con rinvio, Trib.sorv. Roma, 23/05/2012 )

Cassazione penale sez. I  15 novembre 2013 n. 3801  

 

Nel caso di condanna per associazione di tipo mafioso, l'applicazione della misura di sicurezza prevista dall'art. 417 c.p. non richiede l'accertamento in concreto della pericolosità del soggetto, dovendosi ritenere operante al riguardo una presunzione semplice desunta dalle caratteristiche del sodalizio criminoso e dalla persistenza nel tempo del vincolo malavitoso, la quale può essere superata quando siano acquisiti elementi idonei ad escludere in concreto la sussistenza della pericolosità. Rigetta, App. Palermo, 11/01/2010

Cassazione penale sez. I  12 gennaio 2011 n. 7196

 

Nel caso di condanna per associazione di tipo mafioso l'applicazione della misura di sicurezza, quale prevista dall'art. 417 cod. pen., non richiede l'accertamento in concreto della pericolosità del soggetto; il che, peraltro, non dà luogo alla configurabilità di una pericolosità sociale presunta "ex lege" (istituto espunto dall'ordinamento in forza dell'art. 31 della L. 10 ottobre 1986 n. 663), dovendosi invece ritenere l'operatività di una presunzione semplice (desunta dalle caratteristiche del sodalizio criminoso e dalla connaturata persistenza nel tempo del vincolo malavitoso), la quale è pertanto superabile quando siano acquisiti elementi idonei ad escludere la concreta sussistenza della pericolosità. Annulla in parte con rinvio, App. Palermo, 24 Maggio 2006

Cassazione penale sez. I  29 ottobre 2007 n. 6847  

 

In caso di condanna per uno dei delitti indicati nell'art. 417 c.p. la libertà vigilata deve essere applicata dal giudice senza effettuare alcun esame particolare della pericolosità del condannato, presunta dalla legge, mentre l'assegnazione ad una colonia agricola o a una casa di lavoro può essere ordinata soltanto con adeguata motivazione, in base all'accertamento di un grado qualificato di pericolosità sociale, più intenso di quello presunto dalla legge - l'omissione di tale motivazione costituisce vizio della sentenza che ne determina l'annullamento sul punto.

Cassazione penale sez. II  03 ottobre 1984



 
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