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Art. 419 codice penale: Devastazione e saccheggio

Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 285, commette fatti di devastazione o di saccheggio è punito con la reclusione da otto a quindici anni.

La pena è aumentata se il fatto è commesso su armi, munizioni o viveri esistenti in luogo di vendita o di deposito.


Giurisprudenza annotata

Devastazione e saccheggio

Da un punto di vista soggettivo, il discrimine tra danneggiamento e devastazione è dato dalla consapevolezza e volontà dell'agente di realizzare una condotta che si inserisce in un coacervo di fatti idoneo a provocare la lesione del bene giuridico dell'ordine pubblico.

Cassazione penale sez. VI  06 maggio 2014 n. 37367  

 

L'elemento oggettivo del reato di devastazione consiste in qualsiasi azione, con qualsivoglia modalità posta in essere, produttiva di rovina, distruzione o anche danneggiamento, che sia comunque complessivo, indiscriminato, vasto e profondo, di una notevole quantità di cose mobili o immobili, sì da determinare non solo un pregiudizio del patrimonio di uno o più soggetti, ma anche offesa e pericolo concreti dell'ordine pubblico inteso in senso specifico come buon assetto o regolare andamento del vivere civile, cui corrispondono nella collettività il senso della tranquillità e della sicurezza (riconosciuta la responsabilità degli imputati che, all'interno di un Centro di Identificazione e di Espulsione, dopo aver divelto il piano in cemento armato di un tavolo, lo avevano utilizzato come ariete per tentare lo sfondamento di un cancello laterale del centro; non riuscendo nell'intento, avevano cominciato a danneggiare i servizi igienici per procurarsi oggetti da scagliare contro le Forze dell'Ordine e, infine, rientrati presso i padiglioni, avevano appiccato fuoco a quanto vi si trovava).

Cassazione penale sez. I  02 aprile 2014 n. 37251  

 

Integra l'ipotesi di cui all'art. 419 c.p. (devastazione) la condotta posta in essere da alcuni tifosi che, negli scontri avvenuti dopo l'incontro, avevano danneggiate numerose autovetture in sosta, vetrine ed insegne di negozi.

Cassazione penale sez. I  18 marzo 2014 n. 37576

 

In materia di reato di devastazione, ai fini della sussistenza della responsabilità a titolo di concorso non è necessario che l'agente compia materialmente un atto di danneggiamento, purchè partecipi consapevolmente ai disordini diffusi. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto configurabile la responsabilità a titolo di concorso a carico dell'imputato che aveva lanciato fumogeni nel corso di gravi disordini verificatisi in occasione di un evento sportivo). (Dichiara inammissibile, App. L'Aquila, 06/07/2011 )

Cassazione penale sez. I  07 novembre 2013 n. 3759  

 

Ai fini della configurabilità del delitto di devastazione e saccheggio, trattandosi di reato contro l'ordine pubblico, è indifferente la gravità del danno in concreto prodotto, purché sia accertato che i fatti posti in essere abbiano leso non soltanto il patrimonio, ma anche l'ordine pubblico. (Dichiara inammissibile, App. L'Aquila, 06/07/2011 )

Cassazione penale sez. I  07 novembre 2013 n. 3759  

 

È manifestamente infondata l'eccezione di legittimità costituzionale dell'art. 419 c.p. per contrasto con il principio di tassatività e determinatezza delle fattispecie penali, previsto all'art. 25 cost., in quando l'enunciazione della condotta del reato, pur descritta genericamente in termini di "devastazione" o "saccheggio", consente al giudice, avuto riguardo anche alla finalità di incriminazione ed al contesto ordinamentale in cui si colloca, di stabilire con precisione il significato delle parole, che isolatamente considerate potrebbero anche apparire non specifiche, ed al destinatario della norma di avere una percezione sufficientemente chiara ed immediata del valore precettivo di essa. Annulla in parte con rinvio, App. Genova, 09/10/2009

Cassazione penale sez. I  13 luglio 2012 n. 42130  

 

Il reato di devastazione e saccheggio (art. 419 c.p.) risulta integrato allorché le condotte di distruzione e danneggiamento, anche aventi a oggetto uno specifico bene, siano attuate con modalità tale da ledere il bene dell'ordine pubblico. (Nella specie, accogliendo il ricorso del p.m., è stata annullata con rinvio l'ordinanza del tribunale del riesame che aveva escluso il reato contestato a carico di un indagato chiamato a rispondere dell'episodio di un incendio appiccato a un veicolo dei carabinieri, avvenuto durante una manifestazione, e ciò senza adeguatamente considerare le condotte antecedenti, concomitanti e susseguenti all'incendio del veicolo: creazione di barricate con cassonetti rovesciati dati alle fiamme, lancio di pietre verso i veicoli delle forze di polizia e gli agenti in servizio di ordine pubblico, utilizzo durante l'assalto al veicolo di armi improprie, quali bastoni e un palo utilizzato per attingere il militare alla guida del veicolo).

Cassazione penale sez. I  19 giugno 2012 n. 26144  

 

Il delitto di devastazione di cui all'art. 419 c.p. assorbe le condotte di violenza "reale" che aggrediscono beni patrimoniali (quali danneggiamenti, furti e altre condotte lesive di interessi patrimoniali) con una intensità e vastità tale da generare un pericolo per l'ordine pubblico; la fattispecie incriminatrice, invece, non assorbe le condotte connotate dall'uso di violenza contro la "persona", le quali integrano concorrenti fattispecie autonome di reato. (Nella specie, la Corte ha ritenuto erronea la decisione del tribunale del riesame che aveva ravvisato l'assorbimento nel reato di devastazione di quello di resistenza a pubblico ufficiale).

Cassazione penale sez. I  19 giugno 2012 n. 26144  

 

Il reato di devastazione e saccheggio di cui all'art. 419 c.p. è integrato laddove le condotte di danneggiamento e depredazione, anche se aventi ad oggetto un unico bene materiale, siano poste in essere con modalità talmente vaste ed intense da ledere il bene giuridico dell'ordine pubblico, inteso quale forma di civile e corretta convivenza. Tale delitto, inoltre, assorbe le condotte di violenza reale su beni patrimoniali, ma non quelle connotate dall'uso di violenza alle persone, che, ai sensi dell'art. 81 comma 1, si pongono come concorrenti fattispecie autonome di reato

Cassazione penale sez. I  19 giugno 2012 n. 26144  

 

Le ipotesi di devastazione e saccheggio, contemplate dall'art. 419 c.p., richiedono la costante presenza di due elementi: una pluralità di agenti e una molteplicità indiscriminata di ruberie. In tali circostanze, la diffusione diviene inscindibilmente connessa alla diffusività dell'azione dei responsabili. La situazione di "guerriglia urbana", anche se con episodi circoscritti a un solo quartiere, rende configurabile il delitto di devastazione.

Cassazione penale sez. V  23 gennaio 2012 n. 18032  

 

L'elemento oggettivo del delitto di cui all'art. 419 c.p. (devastazione e saccheggio) consiste, nell'ipotesi della commissione di fatti di devastazione, in qualsiasi azione, con qualsivoglia modalità posta in essere, produttiva di rovina, distruzione o anche danneggiamento, che sia comunque complessivo, indiscriminato, vasto e profondo, di una notevole quantità di cose mobili o immobili, sì da determinare non solo un pregiudizio del patrimonio di uno o più soggetti e con esso il danno sociale conseguente alla lesione della proprietà privata, ma anche offesa e pericolo concreti dell'ordine pubblico inteso in senso specifico come buon assetto o regolare andamento del vivere civile, cui corrispondono, nella collettività, l'opinione e in senso della tranquillità e della sicurezza. (Fattispecie relativa all'assalto di un circolo giovanile organizzato da giovani di opposte tendenze politiche muniti di armi proprie e improprie, che si era risolto in aggressione a cose e persone con danni di notevole entità). (Conf. sez. I, 1 aprile 2010 n. 16554, Colombo, non massimato). Annulla con rinvio, Trib. lib. Firenze, 03/11/2009

Cassazione penale sez. I  01 aprile 2010 n. 22633  

 

L'elemento oggettivo del delitto di cui all'art. 419 c.p. (devastazione e saccheggio) consiste, nell'ipotesi della commissione di fatti di devastazione, in qualsiasi azione, con qualsivoglia modalità posta in essere, produttiva di rovina, distruzione o anche danneggiamento, che sia comunque complessivo, indiscriminato, vasto e profondo, di una notevole quantità di cose mobili o immobili, sì da determinare non solo un pregiudizio del patrimonio di uno o più soggetti e con esso il danno sociale conseguente alla lesione della proprietà privata, ma anche offesa e pericolo concreti dell'ordine pubblico inteso in senso specifico come buon assetto o regolare andamento del vivere civile, cui corrispondono, nella collettività, l'opinione e in senso della tranquillità e della sicurezza. (Fattispecie relativa all'assalto di un circolo giovanile organizzato da giovani di opposte tendenze politiche muniti di armi proprie e improprie, che si era risolto in aggressione a cose e persone con danni di notevole entità). Annulla con rinvio, Trib. lib. Firenze, 03 novembre 2009

Cassazione penale sez. I  01 aprile 2010 n. 16553  

 

A margine di un incontro di calcio, il lanciare pietre ed altri oggetti contundenti (in particolare: cose che, con ogni evidenza, erano state preventivamente sradicate dallo stesso impianto sportivo), lo sferrare violente e ripetute rappresaglie nei confronti degli agenti operanti, il forzare i cordoni di polizia allo scopo di aggredire la tifoseria avversaria, il distruggere sistematicamente autovetture, ambulanze, cose mobili e immobili di immediata pertinenza dello stadio, costituiscono condotte di materiale estrinsecazione (ciascuna nella sua oggettiva rilevanza causale o anche soltanto agevolatrice) del fatto-reato di devastazione complessivamente considerato, in quanto la consumazione dei fatti di danneggiamento nell'ambito di una serie ininterrotta di violenze e deliberate aggressioni ai danni delle forze dell'ordine è indice indubbio dell'idoneità dei fatti medesimi a esporre a concreto ed attuale pericolo il bene ordine pubblico protetto dalla norma incriminatrice.

Tribunale Avellino  15 ottobre 2007

 

Le condotte di più persone che non si limitino a ledere il patrimonio altrui, ma si concretizzino in una lesione dell'ordine pubblico con pericolo per l'incolumità altrui integrano il reato di devastazione di cui all'art. 419 c.p. e non già semplicemente quello di danneggiamento aggravato che deve pertanto ritenersi assorbito dal primo. Il reato di devastazione può, invece, concorrere con quello di violenza e minaccia a pubblico ufficiale previsto dall'art. 336 c.p. essendo diversi i beni giuridici tutelati e non sussistendo, tra le due norme, alcun rapporto di specialità.

Ufficio Indagini preliminari Milano  15 settembre 2006



 
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