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Art. 42 codice penale: Responsabilità per dolo o per colpa o per delitto preterintenzionale.

Responsabilità obiettiva

Nessuno può essere punito per una azione od omissione preveduta dalla legge come reato, se non l’ha commessa con coscienza e volontà.

Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come delitto, se non l’ha commesso con dolo, salvi i casi di delitto preterintenzionale o colposo espressamente preveduti dalla legge.

La legge determina i casi nei quali l’evento è posto altrimenti a carico dell’agente come conseguenza della sua azione od omissione.

Nelle contravvenzioni ciascuno risponde della propria azione od omissione cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa.


Giurisprudenza annotata

Responsabilità per dolo o colpa

Ricorre il dolo eventuale quando si accerti che l'agente, pur non mirando direttamente alla causazione di un determinato evento, si è rappresentato la concreta possibilità che esso accada comunque come conseguenza del proprio comportamento, ed ha agito accettando il rischio di verificazione dell'evento, e quindi con volizione sia pure indiretta o eventuale di esso; si versa, invece, nella colpa con previsione quando l'agente prevede in concreto che la sua condotta possa cagionare l'evento ma agisce con il sicuro convincimento di poterlo evitare.

Cassazione penale sez. I  28 ottobre 2014 n. 52530  

 

Il dolo eventuale rappresenta un atteggiamento interiore assimilabile alla volizione che ricorre ogni qualvolta l'agente preveda chiaramente la concreta, significativa possibilità di verificazione dell'evento e, ciò nonostante, si determini ad agire, aderendo ad esso, per il caso in cui si verifichi.

Cassazione penale sez. VI  30 aprile 2014 n. 36400  

 

In tema di elemento soggettivo del reato, l'azione posta in essere con accettazione del rischio dell'evento può implicare per l'autore un maggiore o minore grado di adesione della volontà, secondo che egli consideri maggiore o minore la probabilità dell'avverarsi dell'evento. Se questo viene ritenuto certo o altamente probabile, l'autore non si limita ad accettare il rischio, ma accetta l'evento stesso che vuole; se l'evento, oltre che accettato, è perseguito, il dolo si colloca in un più elevato livello di gravità. Sicché, in relazione a tali diversi gradi di intensità, il dolo va qualificato come eventuale nel caso di accettazione del rischio e come diretto negli altri casi, con la precisazione che, se l'evento è perseguito come scopo finale, si ha il dolo intenzionale.

Ufficio Indagini preliminari Napoli  03 gennaio 2014 n. 2522  

 

In tema di colpa medica, nel caso di intervento chirurgico effettuato direttamente dal primario, degli eventuali errori manuali da lui commessi nel corso dell'effettuazione non possono essere chiamati a rispondere anche coloro che vi abbiano partecipato in qualità di aiuto o di assistente, non trattandosi, nella descritta fattispecie, della condivisione di scelte terapeutiche di cui anche l'aiuto e l'assistente assumono la responsabilità, quando non provvedano a segnalare la loro ritenuta inidoneità o rischiosità.

Cassazione penale sez. III  12 dicembre 2013 n. 5684  

 

Risponde del reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali l'amministratore di una società mero prestanome di altri soggetti che abbiano agito quali amministratori di fatto, in quanto l'accettazione della carica attribuisce allo stesso doveri di vigilanza e controllo sulla corretta gestione degli affari sociali, il cui mancato rispetto comporta responsabilità a titolo di dolo generico, nell'ipotesi di accertata consapevolezza che dalla condotta omissiva possano scaturire gli eventi tipici del reato, ovvero a titolo di dolo eventuale in caso di semplice accettazione del rischio che questi si verifichino. (Dichiara inammissibile, App. Genova, 06/12/2012 )

Cassazione penale sez. III  05 dicembre 2013 n. 7770  

 

Dolo eventuale e colpa cosciente sono accomunati dall'accettazione del rischio, che opera sotto il profilo cognitivo, mentre si differenziano l'uno dall'altra in quanto, dal punto di vista volitivo, la condotta dell'agente si orienta positivamente al verificarsi dell'evento che è accettato come ineludibile, dolo eventuale, oppure negativamente laddove l'evento è da espungere dal progetto di condotta, colpa cosciente.

Cassazione penale sez. II  23 ottobre 2013 n. 7027  

 

La contravvenzione di lottizzazione abusiva, sia negoziale sia materiale, può essere commessa anche per colpa: non è ravvisabile, infatti, alcuna eccezione al principio generale stabilito per le contravvenzioni dall'art. 42 comma 4 c.p. Il venditore non può predisporre l'alienazione degli immobili in una situazione produttrice di alterazione o immutazione circa la programmata destinazione della zona in cui gli stessi sono situati ed i soggetti che acquistano devono essere cauti e diligenti nell'acquisire conoscenza delle previsioni urbanistiche e pianificatorie di zona. Annulla Trib. Chieti, 3 gennaio 2013

Cassazione penale sez. III  15 ottobre 2013 n. 45611  

 

In tema di ricettazione, ricorre il dolo nella forma eventuale quando l'agente ha consapevolmente accettato il rischio che la cosa acquistata o ricevuta fosse di illecita provenienza, non limitandosi ad una semplice mancanza di diligenza nel verificare la provenienza della cosa, che invece connota l'ipotesi contravvenzionale dell'acquisto di cose di sospetta provenienza. Rigetta, App. Reggio Calabria, 29/11/2011

Cassazione penale sez. II  20 settembre 2013 n. 41002  

 

Deve ritenersi responsabile a titolo di omicidio colposo il proprietario che abbia ceduto a terzi il godimento (di un appartamento dotato di un impianto per il riscaldamento in pessimo stato di manutenzione, qualora l'evento lesivo sia riconducibile al cattivo funzionamento di tale impianto, atteso che il proprietario di un immobile è titolare di una specifica posizione di garanzia i nei confronti del cessionario delle facoltà di godimento del bene; posizione di garanzia, in virtù della quale il proprietario è tenuto a consegnare al secondo un impianto di riscaldamento revisionato in piena efficienza e privo di carenze funzionali e strutturali. Né tale responsabilità può essere esclusa in ragione della complessità tecnica degli adempimenti necessari a rendere l'impianto adeguato alle prescrizioni di settore, laddove il proprietario non possa non essere consapevole della vetustà dello stesso e della conseguente esistenza di situazioni di rischio che ne possano conseguire per i soggetti ai quali sia stata consentita l'utilizzazione del fabbricato.

Cassazione penale sez. IV  04 luglio 2013 n. 31356  



 
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