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Art. 428 codice penale: Naufragio, sommersione o disastro aviatorio

Chiunque cagiona il naufragio o la sommersione di una nave o di un altro edificio natante, ovvero la caduta di un aeromobile, di altrui proprietà, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni.

La pena è della reclusione da cinque a quindici anni se il fatto è commesso distruggendo, rimuovendo o facendo mancare le lanterne o altri segnali, ovvero adoperando falsi segnali o altri mezzi fraudolenti.

Le disposizioni di questo articolo si applicano anche a chi cagiona il naufragio o la sommersione di una nave o di un altro edificio natante, ovvero la caduta di un aeromobile, di sua proprietà, se dal fatto deriva pericolo per la incolumità pubblica.


Giurisprudenza annotata

Naufragio, sommersione, disastro aviatorio

Non integra il reato di disastro aviatorio qualsiasi precipitare a terra di un aeromobile governato dalla sola forza di gravità ma va accertato, alla luce degli elementi concretamente determinatisi, quali le dimensioni del mezzo, il numero dei passeggeri che può essere trasportato, il luogo effettivo di caduta, l'espansività e la potenza del danno materiale, se il fatto era in grado di esporre a pericolo l'integrità fisica di un numero indeterminato di persone; tale verifica deve essere eseguita dal giudice con giudizio ex ante, ovvero accertando, alla luce dei fattori conosciuti e conoscibili da parte dell'agente (esclusa, nella specie, la sussistenza del reato, atteso che l'evento non aveva rappresentato pericolo alcuno per la pubblica incolumità; un aeromobile di tipo Piper mentre si trovava praticamente a terra, avendo il pilota commesso un errore, aveva perso l'equilibrio ed era così andato a sbattere contro la recinzione dell'aeroporto).

Cassazione penale sez. IV  20 maggio 2014 n. 5397  

 

Integra il delitto di naufragio la condotta del comandante di nave militare italiana che, in conseguenza delle imprudenti e negligenti manovre, poste in essere nel corso delle attività di polizia per il contrasto all'immigrazione clandestina, in base all'accordo italo-albanese del 25 marzo 1997, provochi la collisione della sua nave con l'imbarcazione albanese la cui navigazione intendeva interdire, a nulla rilevando cha anche il comandante di quest'ultima abbia tenuto una condotta negligente. (Annulla in parte senza rinvio, App. Lecce, 29/06/2011 )

Cassazione penale sez. IV  09 maggio 2014 n. 24527  

 

Integra il delitto di naufragio la condotta del comandante di nave militare italiana che, in conseguenza delle imprudenti e negligenti manovre, poste in essere nel corso delle attività di polizia per il contrasto all'immigrazione clandestina, in base all'accordo italo - albanese del 25 marzo 1997, provochi la collisione della sua nave con l'imbarcazione albanese la cui navigazione intendeva interdire, a nulla rilevando cha anche il comandante di quest'ultima abbia tenuto una condotta negligente. (Annulla in parte senza rinvio, App. Lecce, 29/06/2011 )

Cassazione penale sez. IV  09 maggio 2014 n. 24527  

 

Ai fini della configurabilità del delitto di disastro aviatorio colposo, costituente un reato di pericolo astratto, va comunque verificata l'offensività del fatto alla luce del criterio della "contestualizzazione dell'evento", con giudizio ex ante, nel senso che occorre verificare dalla visuale di un osservatore avveduto, posto nella stessa situazione materiale dell'agente, e dunque, alla luce degli elementi concretamente determinatisi (quali le dimensioni del mezzo, il numero di passeggeri che può essere trasportato, il luogo effettivo di caduta, ecc.) se il fatto era in grado di esporre a pericolo l'integrità fisica di un numero indeterminato di persone, richiedendo il pericolo astratto, nella specie, la verosimiglianza della presenza di un numero indeterminato di persone nella sfera di esplicazione del fatto.

Cassazione penale sez. IV  19 giugno 2012 n. 36639

 

Per la configurabilità del reato di disastro aviatorio colposo, di cui al combinato disposto degli art. 428 comma 1 e 449 comma 2 c.p., pur trattandosi di reato di pericolo astratto, occorre che il giudice verifichi l'avvenuta concreta messa in pericolo del bene tutelato: a tal fine, occorre "contestualizzare" l'evento caduta verificatosi, apprezzando, secondo una prospettiva "ex ante", se le circostanze della vicenda rendevano verosimile il coinvolgimento di un numero indeterminato di persone nella sfera di esplicazione del fatto. (Ciò che nella specie è stato ritenuto relativamente alla caduta, durante un volo di trasferimento, di un elicottero destinato al servizio 118, con a bordo solo i due piloti, entrambi deceduti nell'impatto, sul rilievo che tale caduta era avvenuta in un braccio di mare caratterizzato da un intenso traffico marino, per la vicinanza di un porto, cosicché poteva ritenersi verosimile che la caduta potesse determinare un pericolo per l'incolumità pubblica, per la possibilità che si verificasse un impatto tra velivolo e navi o altri natanti).

Cassazione penale sez. IV  19 giugno 2012 n. 36639  

 

Sussiste il pericolo di reiterazione del reato di cui all'art. 428 c.p. e all'art. 589 comma 3 c.p. in considerazione della gravità del fatto e del comportamento dall'indagato. Deve essere esclusa la legittimazione del CODACONS a presentare richiesta di riesame non figurando il medesimo tra coloro ai quali l'art. 311 c.p.c. attribuisce tale potere, né sussiste un suo diritto di presentare memorie in quanto i diritti e le facoltà riconosciuti alla persona offesa dall'art. 90 c.p.p. non possono essere esercitati nel procedimento incidentale "de libertate".

Cassazione penale sez. IV  10 aprile 2012 n. 18851  

 

Il reato di disastro colposo di cui all'art. 449 cod. pen. richiede un avvenimento grave e complesso con conseguente pericolo per la vita o l'incolumità' delle persone indeterminatamente considerate; è necessaria quindi una concreta situazione di pericolo per la pubblica incolumità nel senso della ricorrenza di un giudizio di probabilità relativo all'attitudine di un certo fatto a ledere o a mettere in pericolo un numero non individuabile di persone, anche se appartenenti a categorie determinate di soggetti; ed, inoltre, l'effettività' della capacita diffusiva del nocumento (cosiddetto pericolo comune) deve essere accertata in concreto, ma la qualificazione di grave pericolosità non viene meno allorché, casualmente, l'evento dannoso non si è verificato. (Fattispecie in cui la Corte ha ravvisato il reato di cui all'art. 449 in relazione all'art. 428 cod. pen. nella precipitazione di un elicottero in un giardino di una abitazione, dopo che si era levato in volo privo del pilota, che era disceso dal velivolo, lasciando il motore acceso). Rigetta, App. Torino, 06 Luglio 2006

Cassazione penale sez. IV  15 ottobre 2009 n. 7664  

 

Ai fini della sussistenza del delitto di cui agli art. 428 e 449, comma 2, c.p., perché si abbia naufragio non è necessario che il natante sia affondato, ma è sufficiente che lo stesso non sia più in grado di galleggiare regolarmente, risultando così inutilizzabile per la navigazione. (Fattispecie relativa all'incagliamento di una imbarcazione a motore sugli scogli da cui era conseguita l'apertura di due falle nello scafo e il danneggiamento delle eliche e del timone). Rigetta, App. Firenze, 24 ottobre 2005

Cassazione penale sez. IV  27 febbraio 2009 n. 13893

 

Il terzo ufficiale al quale sia stato affidato il comando della nave è penalmente responsabile del delitto colposo di naufragio, di cui agli art. 428 e 449 c.p., qualora il fatto sia conseguenza del ritardo nell'accostata e dell'impostazione di una rotta diversa da quella stabilita dal comandante.

Tribunale Tempio Pausania  23 ottobre 2007



 
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