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Art. 430 codice penale: Disastro ferroviario

Chiunque cagiona un disastro ferroviario è punito con la reclusione da cinque a quindici anni.


Giurisprudenza annotata

Disastro ferroviario

Sussiste il nesso di causalità, in termini di vera e propria certezza e non solo di elevata credibilità razionale, tra l’omessa installazione ed attivazione su di un locomotore del sistema di ripetizione automatica dei segnali (RSC) ed il verificarsi di un disastro ferroviario colposo, determinato dall’inosservanza, da parte dei macchinisti, del segnale giallo che obbligava a ridurre la velocità, e del successivo segnale rosso, che imponeva di fermare il mezzo dai medesimi condotto.

Cassazione penale sez. IV  19 ottobre 2006 n. 41944  

 

In tema di disastro colposo, ed in particolare di disastro ferroviario, rientrando tale fattispecie nella categoria dei delitti (colposi) di pericolo, il reato si perfeziona con l'insorgere del pericolo, che non deve, necessariamente, identificarsi con la probabilità di deragliamento; invero, tale elemento (il pericolo) deve ritenersi sussistente quando la condotta dell'agente risulti idonea, secondo il principio della causalità adeguata, a determinare il disastro e quando il rapporto di possibile derivazione causale sia intuibile sulla base della comune esperienza e perciò prevedibile dall'agente. (Fattispecie di casellante ferroviario che aveva dimenticato aperte le barriere, sì da consentire, mentre sopraggiungeva un treno, il passaggio di veicoli. Il conduttore del treno, di ciò accortosi, azionando il freno rapido, riuscì a fermare il convoglio sul tratto di passaggio a livello senza danno per alcuno, per la momentanea, casuale assenza di traffico.

Cassazione penale sez. IV  28 marzo 1988

 

Il pericolo di disastro ferroviario consiste in un fatto da cui è probabile che derivi effettivamente danno notevole per i trasportati e gli addetti ai servizi o per le persone che, comunque, si trovino negli impianti ferroviari; deve, perciò, essere concreto ed apprezzabile e il danno temuto deve essere di tale entità da interessare un certo numero di persone e attivare la commozione della comunità al punto che le sue dimensioni concretino un effettivo pericolo per la incolumità pubblica.

Cassazione penale sez. IV  11 luglio 1986



 
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