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Art. 432 codice penale: Attentati alla sicurezza dei trasporti

Chiunque, fuori dei casi preveduti dagli articoli precedenti, pone in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti per terra, per acqua o per aria, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Si applica la reclusione da tre mesi a due anni a chi lancia corpi contundenti o proiettili contro veicoli in movimento, destinati a pubblici trasporti per terra, per acqua o per aria.

Se dal fatto deriva un disastro, la pena è della reclusione da tre a dieci anni.


Giurisprudenza annotata

Attentati alla sicurezza nei trasporti

Nei reati di attentato alla sicurezza dei trasporti (art. 432 c.p.) e di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità (art. 340 c.p.), il bene giuridico protetto va ravvisato, rispettivamente, nella pubblica incolumità e nel regolare ed ordinato andamento dell'attività della p.a. Ne consegue che il privato denunciante non assume la qualità di persona offesa e non è legittimato a proporre opposizione avverso la richiesta di archiviazione formulata dal p.m. Dichiara inammissibile, Gip Trib. Ascoli Piceno, 16 febbraio 2010

Cassazione penale sez. VI  25 gennaio 2011 n. 3412  

 

Il delitto di attentato alla sicurezza dei trasporti (art. 432, comma 1, c.p.) è reato a forma libera che può essere integrato da qualsiasi comportamento idoneo a determinare un evento di pericolo concreto e non necessariamente un danno materiale. (Fattispecie relativa ad attentato alla sicurezza di una linea ferroviaria).

Cassazione penale sez. I  22 dicembre 2009 n. 49  

 

Integra il delitto d'attentato alla sicurezza dei trasporti la condotta di chi, per facilitarsi la fuga da un treno dove aveva perpetrato dei furti, chiude i rubinetti di conduzione dell'aria compressa che alimenta l'apparato frenante delle carrozze, obbligando in tal modo i macchinisti ad azionare il freno d'emergenza e far proseguire la marcia del convoglio a bassa velocità fino alla più vicina stazione, atteso che tale condotta determina una situazione gravemente e concretamente pregiudizievole per la sicurezza del treno e dei viaggiatori. Dichiara inammissibile, App. Firenze, 20 Giugno 2006

Cassazione penale sez. IV  14 ottobre 2008 n. 45499  

 

Il delitto previsto dall'art. 432 c.p. è un reato a forma libera con evento di pericolo, posto a tutela della pubblica incolumità, con il limite applicativo determinato dalla necessità che la sicurezza messa in pericolo attenga ai trasporti pubblici (ossia ai servizi di trasporto destinati al pubblico, siano essi gestiti dallo Stato o da altro ente pubblico, o da un'impresa esercente pubblici servizi od anche da un privato concessionario od autorizzato), non potendo la nozione di pubblico trasporto farsi derivare dalle modalità e dai luoghi di transito, ma unicamente dalla fruizione di mezzi di trasporto da parte di un numero indeterminato di soggetti.

Cassazione penale sez. I  03 maggio 2006 n. 21833  

 

Il reato previsto dall'art. 432 c.p. è un reato con evento di pericolo, posto che non è richiesto il verificarsi di un danno materiale, essendo sufficiente l'insorgenza di uno stato di fatto che renda possibile il danno. Il verificarsi del disastro è, infatti, previsto dal comma 3 dell'art. 432 c.p. solo come circostanza aggravante. (Fattispecie in tema di causazione colposa dell'interruzione dell'alimentazione elettrica – “black out” - presso un aeroporto in cui è stata esclusa la sussistenza del reato di cui all'art. 432 c.p. posto che non era stato accertato il verificarsi di alcun pericolo concreto per la sicurezza dei trasporti, oltre a difettare l'elemento del dolo).

Tribunale Milano  30 giugno 2005

 

La tutela prevista dall'art. 432 c.p. attiene al trasporto pubblico e non si può estendere anche ai trasporti privati, ovvero alla circolazione di autoveicoli privati, poiché non è possibile traslare la natura pubblicistica della norma dalla strada statale alla circolazione che su di essa si svolge.

Tribunale Paola  18 luglio 2002

 

Il reato previsto dall'art. 432 comma 1 c.p. (attentato alla sicurezza dei trasporti), è un reato a forma libera con evento di pericolo, la cui valutazione deve essere riferita alle circostanze del caso concreto e non effettuata in astratto in relazione a situazioni predeterminate; tale accertamento si risolve in un pregiudizio di fatto che, se sorretto da adeguata motivazione immune da vizi logici e giuridici, sfugge al sindacato di legittimità. (La Corte, nella specie, ha ritenuto idonea ad integrare la situazione di pericolo richiesto dalla norma incriminatrice, la condotta di un pilota di un aeromobile leggero che viaggiava nella zona di un aeroporto tenendo spenta la radio di bordo, precludendosi volontariamente ogni contatto con la torre di controllo, pur trovandosi in una zona di avvicinamento all'aeroporto ad intenso traffico e viaggiando su un velivolo abbastanza lento e con limitate capacità di evitare una collisione, anche senza la ricorrenza di situazioni di rischio di collisione fra velivoli).

Cassazione penale sez. I  07 giugno 2000 n. 10023  

 

Il reato previsto dall'art. 432 comma 1 c.p. è reato di condotta a forma libera che può essere costituito da qualsiasi comportamento, attivo o omissivo, idoneo a determinare un evento di pericolo concreto, non necessariamente un danno materiale. L'indagine sulla sussistenza, o meno, del detto pericolo si risolve in un giudizio di fatto che, se sorretto da adeguata motivazione, immune da vizi logici e giuridici, sfugge al sindacato di legittimità.

Cassazione penale sez. I  02 maggio 1990

 

Nel caso di incidente automobilistico, provocato da colpa dei conducenti, con conseguenze particolarmente gravi alle persone e alle cose, ben può ricorrere, col concorso di altre condizioni, l'ipotesi di disastro colposo di cui all'art. 449 c.p. in relazione all'art. 434 stesso codice. Più specificamente, l'incidente che abbia posto in pericolo la sicurezza di un pubblico trasporto - nella specie autocorriera in servizio pubblico - può inquadrarsi nella previsione dell'art. 432 prima ed ultima parte in relazione all'art. 449 c.p. Nè è esclusa la sussistenza del disastro quando siano rimaste vittime del danno soltanto le persone trasportate, poiché la nozione di disastro prescinde dalla qualità dei soggetti passivi del reato e richiede un evento particolarmente grave e complesso che colpisca persone e cose, sia suscettibile di mettere in pericolo e realizzare il danno di un certo numero di persone, indipendentemente dalla loro più o meno intensa esposizione al rischio e di diffondere, altresì, un esteso senso di commozione e di allarme.

Cassazione penale sez. IV  20 dicembre 1989

 

Il delitto di cui all'art. 432 c.p. è un reato a forma libera con evento di pericolo oggettivo e concreto - quanto alla forma la legge non specifica la condotta delittuosa, ma considera tali tutti gli atti e le omissioni del reo, che da soli o insieme con eventuali forze naturali esterne siano tali da determinare un pericolo per la sicurezza dei trasporti - si tratta di reato con evento di pericolo perché per la sua esistenza non si richiede il verificarsi di un effettivo danno materiale che costituisce circostanza aggravante, ma è sufficiente l'insorgenza di uno stato di fatto che renda possibile il danno.

Cassazione penale sez. I  22 ottobre 1984

 



 
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