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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 433 codice penale: Attentati alla sicurezza degli impianti di energia elettrica e del gas, ovvero delle pubbliche comunicazioni

Chiunque attenta alla sicurezza delle officine, delle opere, degli apparecchi o di altri mezzi destinati alla produzione o alla trasmissione di energia elettrica o di gas, per la illuminazione o per le industrie, è punito, qualora dal fatto derivi pericolo alla pubblica incolumità, con la reclusione da uno a cinque anni.

La stessa pena si applica a chi attenta alla sicurezza delle pubbliche comunicazioni telegrafiche, qualora dal fatto derivi pericolo per la pubblica incolumità.

Se dal fatto deriva un disastro, la pena è della reclusione da tre a dieci anni.


Giurisprudenza annotata

Incolumità pubblica

È ravvisabile il concorso formale tra il reato di attentato alla sicurezza degli impianti di energia elettrica e del gas ed il reato di tentato danneggiamento sia in relazione al diverso bene tutelato dalle due norme (l'incolumità pubblica nel primo e il patrimonio nel secondo) sia in relazione al fatto che nel delitto di attentato, che ha natura di reato di pericolo, non è necessaria la produzione di un effettivo danneggiamento. Annulla senza rinvio, Trib. lib. Rovigo, 21 settembre 2007

Cassazione penale sez. III  09 gennaio 2008 n. 12418  

 

Si configura un'ipotesi di "crollo", di cui all'art. 433 c.p., nei casi in cui qualunque disgregazione strutturale di una costruzione sia tale da consentire alla forza di gravità di prevalere sulla forza di coesione dei singoli elementi costitutivi.

Cassazione penale sez. IV  19 maggio 2000 n. 4147  

 

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 443 c.p. devono considerarsi guasti i medicinali che si sono alterati per qualsiasi causa, come il naturale deperimento, la vetustà, la fermentazione, i medicinali non preparati secondo la tecnica farmaceutica ovvero, anche se non guasti, difettosi per qualsiasi causa.

Cassazione penale sez. I  27 ottobre 1982

 



 
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