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Art. 443 codice penale: Commercio o somministrazione di medicinali guasti

Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio o somministra medicinali guasti o imperfetti è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a lire duecentomila.


Giurisprudenza annotata

Commercio di medicinali guasti

Non si ravvisa il "fumus delicti" dei reati contraffazione o adulterazione di medicinali di cui all'art. 440, comma 3, c.p. e di commercio di medicinali imperfetti di cui all'art. 443 c.p. nella condotta del produttore che abbia realizzato un farmaco privato del suo principio attivo e sostituito con altro principio attivo di minore o nessuna efficacia, in assenza della prova che tale sostituzione lo abbia reso pericoloso per la salute pubblica, non potendo tale elemento essere dedotto aprioristicamente dalla (implicita) inefficacia curativa del farmaco medesimo o dalle difficoltà diagnostiche indotte da tale inefficacia a Corte, pur confermando la natura di reati di pericolo presunto delle fattispecie in esame, ha rilevato che comune alle stesse è comunque il requisito della pericolosità per la salute pubblica come conseguenza delle condotte indicate, requisito non desumibile da argomentazioni pur logiche, ma formulate esclusivamente su base indiziaria).

Cassazione penale sez. I  07 novembre 2013 n. 50566  

 

La realizzazione, in funzione della successiva messa in commercio, di un farmaco privato del suo principio attivo, sostituito con altro di minore o di nessuna efficacia, che non lo renda pericoloso per la salute pubblica integra il reato di cui all'art. 443 c.p. in quanto in tal modo il farmaco medesimo non viene né adulterato né contraffatto ma reso solo imperfetto. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato la decisione del tribunale del riesame che aveva ritenuto configurabile il delitto di cui all'art. 440 c.p.). Annulla con rinvio, Trib. lib. Roma, 04/07/2013

Cassazione penale sez. I  07 novembre 2013 n. 50566  

 

Il reato di commercio o somministrazione di medicinali guasti o imperfetti integra una fattispecie di pericolo presunto, in quanto mira ad impedirne l'impiego a scopo terapeutico, sanzionando ogni condotta che renda probabile o possibile la loro concreta utilizzazione. (Fattispecie relativa a preparati medicinali realizzati dall'imputato - in assenza dei presupposti per invocare la cosiddetta "eccezione galenica" - utilizzando specialità private della confezione, sminuzzate in un mortaio, mescolate con additivi ed infine inserite in capsule sprovviste di pellicola protettiva, senza garantire, all'interno di tali capsule, una percentuale costante di principio attivo ed eccipienti). Rigetta, App. Cagliari sez. dist.Sassari, 09/05/2012

Cassazione penale sez. fer.  29 agosto 2013 n. 39187  

 

La detenzione per la somministrazione di medicinali guasti o imperfetti (nel caso di farmaci scaduti) non integra la fattispecie di reato prevista dall'art. 443 c.p. perché la norma incriminatrice ivi contenuta riguarda soltanto chi detiene per il commercio, pone in commercio o somministra medicinali guasti o imperfetti; ne segue che, in forza del principio di tassatività, non è possibile assimilare alla ipotesi della detenzione per il commercio, espressamente prevista, quella della detenzione per la somministrazione. Pertanto, nel caso di fattispecie colposa, in relazione alla quale non è configurabile il tentativo, l'imputato deve essere assolto perché il fatto non sussiste.

Tribunale Piacenza  29 novembre 2010

 

Il ritrovamento di medicinali scaduti all'interno di una valigia a bordo di un veicolo, non implicano l'imputazione al detentore delle chiavi del veicolo del reato di commercio o somministrazione di medicinali guasti qualora difetti la prova della destinazione delle specialità medicinali alla commercializzazione e alla vendita, posta anche l'assenza di avventori o clienti sul luogo.

Tribunale Napoli sez. IV  10 dicembre 2009

 

La fattispecie criminosa descritta dall'art. 443 c.p., e cioè il commercio o la somministrazione di medicinali guasti, mira ad impedire l'utilizzazione a scopo terapeutico di medicinali imperfetti e sanziona ogni condotta che renda probabile o possibile la concreta utilizzazione del medicinale guasto. (Fattispecie relativa al rinvenimento in uno studio medico d'ingente quantitativo di farmaci e altro materiale sanitario, scaduto da molto tempo, frammisto a prodotti in corso di validità e in parte utilizzato).

Cassazione penale sez. fer.  28 agosto 2008 n. 39051  

 

Deve escludersi la ricorrenza dell'elemento soggettivo (colpa), necessario perché si configuri il reato di somministrazione di medicinali guasti o imperfetti di cui agli art. 443 e 452 c.p., in capo al farmacista che, avendo adottato ogni misura necessaria per verificare tempestivamente la scadenza dei farmaci, quali la dotazione di contenitori per la raccolta degli scaduti e l'utilizzo di uno scadenziario informatizzato per segnalare i farmaci in scadenza, abbia per errore detenuto un'unica confezione di vaccino influenzale scaduto, eclissata nel fondo del cassetto del frigorifero e, pertanto, celata alla vista del farmacista medesimo e dei suoi collaboratori.

Corte appello Milano sez. II  16 gennaio 2008 n. 163  

 

Non integra il reato di somministrazione di medicinali guasti o imperfetti di cui all'art. 443 c.p., nella forma colposa di cui all'art. 452 c.p., la mera detenzione in farmacia di un farmaco scaduto, ancorché non separato dagli altri e privo di indicazioni atte ad evidenziarne l'intervenuta scadenza, in assenza di prova che il farmaco medesimo sia effettivamente detenuto per la commercializzazione (nello specifico la S.C. d'Appello ha sottolineato come il farmaco oggetto di contestazione, un vaccino influenzale rinvenuto in farmacia durante il periodo estivo, afferiva ad una stagione oramai definitivamente conclusa, con la conseguenza che nessun medico o paziente avrebbe potuto prescriverlo o richiederlo laddove, peraltro, il farmacista aveva già acquistato il vaccino influenzale per la stagione successiva).

Corte appello Milano sez. II  16 gennaio 2008 n. 163  

 

È tale da far escludere la mera dimenticanza e da far legittimamente propendere per la volontarietà, la condotta del farmacista che abbia detenuto in farmacia numerose confezioni di farmaci scaduti, collocandoli nei medesimi cassetti contenenti gli altri medicinali in vendita; tale condotta integra, pertanto, il reato di somministrazione di medicinali guasti o imperfetti nella forma dolosa di cui all'art. 443 c.p.

Cassazione penale sez. I  31 ottobre 2007 n. 2906  

 



 
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