Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015

Codice penale Art. 445 codice penale: Somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica

Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015



Chiunque, esercitando anche abusivamente, il commercio di sostanze medicinali, le somministra in specie, qualità o quantità non corrispondente alle ordinazioni mediche, o diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire duecentomila a due milioni.

Giurisprudenza annotata

Commercio di medicinali guasti o scaduti

La configurabilità del reato di somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica di cui all'art. 445 c.p. presuppone la concreta offensività della condotta e cioè l'effettiva e reale capacità della stessa a porre in pericolo il bene giuridico tutelato dalla fattispecie.

Corte appello Catania  24 aprile 2009

 

Deve escludersi la sussistenza del reato di somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica di cui all'art. 445 c.p. in capo al farmacista trovato in possesso di una ricetta rimborsabile dal S.s.n. cui risulti applicata la fustella relativa ad un medicinale non corrispondente alla prescrizione medica, allorché, all'esito dell'istruttoria dibattimentale, non siano emersi elementi a supporto del fatto che il farmacista avesse effettivamente consegnato al paziente il medicinale "sbagliato", ed anzi sia emerso che l'incongruenza riscontrata fosse frutto di mero errore materiale nell'applicazione delle fustelle sulla ricetta medesima.

Tribunale Milano sez. IV  14 aprile 2008 n. 4534  

 

Il merito di somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica di cui all’art. 445 c.p. è un reato di pericolo la cui "ratio legis" non è quella di garantire la correttezza degli scambi commerciali nel particolare settore delle sostanze medicinali, ma quella di impedire la somministrazione in qualunque modo di farmaci pericolosi per la salute; integra la fattispecie, pertanto, la condotta del medico che abbia prescritto farmaci anabolizzanti vietati al trainer di una palestra, nella consapevolezza che lo stesso li avrebbe ceduti agli atleti, a nulla rivelando che le ricette fossero state predisposte “per amicizia” ed al di fuori di una qualsivoglia commerciale, sia pure abusiva.

Cassazione penale sez. I  19 febbraio 2008 n. 9788  

 

Non integra il reato di somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica di cui all'art. 445 c.p. la condotta del dirigente di una società sportiva che abbia somministrato agli atleti farmaci in modo improprio o a dosaggi superiori rispetto alle indicazioni autorizzate dal Ministero della salute (off-label), atteso che tale fattispecie prevede e punisce un reato proprio che può essere commesso unicamente da chi somministri medicinali, esercitandone, anche abusivamente, il commercio e non da chi somministri i medicinali medesimi a titolo diverso e senza averne fatto commercio (la S.C. ha precisato che la nozione di commercio va intesa come attività di intermediazione nella circolazione di beni, svolta con continuità ed avvalendosi di un'organizzazione di mezzi, rivolta ad una cerchia indeterminata di soggetti).

Cassazione penale sez. II  29 marzo 2007 n. 21324  

 

L'art. 445 c.p. prevede e punisce un reato proprio, che può essere commesso soltanto da chi, esercitando (anche abusivamente) il commercio di medicinali, li somministri indebitamente a terzi, non anche da chi somministri medicinali per un titolo diverso, ovvero senza averne fatto commercio. (Nell'affermare il principio, la S.C. ha precisato che la nozione di commercio va intesa come attività di intermediazione nella circolazione di beni, svolta con professionalità o continuità ed avvalendosi di una sia pur rudimentale organizzazione di mezzi, rivolta ad una cerchia indeterminata di soggetti, utilizzatori o a loro volta intermediari, per la successiva distribuzione).

Cassazione penale sez. II  29 marzo 2007 n. 21324  

 

Deve escludersi la configurabilità del reato di somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica di cui agli art. 445-452 c.p. in capo al titolare della farmacia accusato di avere consegnato ad un cliente un farmaco diverso da quello indicato in ricetta, allorché la prova addotta di tale supposta condotta criminosa si limiti al riscontro della documentazione inviata dalla farmacia contestualmente all'inoltro della richiesta di rimborso della ricetta medesima al S.s.n.

Tribunale Milano sez. VII  30 ottobre 2006 n. 10333  

 

Va mandato assolto per non aver commesso il fatto l'imputato del reato di cui agli artt. 445-452 del codice penale ascrittogli per aver dispensato specialità medicinali non corrispondenti, per qualità e quantità, alle ordinazioni mediche, in esito all'agile istruttoria dalla quale sia emerso con tratti di credibilità estrema la ragionevole certezza che lo stesso non può aver commesso il fatto perché nel momento in cui il reato sarebbe stato commesso egli era assente, non potendosi giungere al punto di pensare che i collaboratori della farmacia (sentiti quali testi) si siano esposti al rischio di sanzioni penali giungendo a dire cose non vere nel tentativo di dargli una mano.

Tribunale Milano sez. VII  24 ottobre 2006 n. 10333  

 

Il delitto di cui all'art. 445 c.p., concernente la somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute, ha quale elemento tipicizzante la frode, contestandosi con tale fattispecie una forma di frode in commercio grave, perché incide sulla salute pubblica. La condotta attraverso cui porre in essere la norma in esame consiste, dunque, trattandosi di frode in commercio, nella somministrazione di farmaci in modo difforme rispetto a quanto pattuito con l’acquirente; la somministrazione di prodotti farmacologici o prodotti medicinali in modalità “off label” rappresenta evidentemente una fattispecie nella quale vi è un preciso accordo tra società sportiva e/o atleta da un lato e farmacista dall’altro e come tale non può sussumersi nella norma di cui all’art. 445 c.p.

Corte appello Torino sez. III  10 marzo 2006

 

Non integra il reato di somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica di cui all'art. 445 c.p. la condotta dei dirigenti e del medico di una società sportiva che abbiano somministrato agli atleti farmaci ed integratori alimentari (creatina) in modo improprio o a dosaggi superiori rispetto alle indicazioni autorizzate dal Ministero della salute (off-label), laddove risulti che gli atleti erano stati sufficientemente informati in ordine al trattamento loro somministrato ed avevano accettato consapevolmente di prendere parte ad una pratica censurabile, ma comune.

Corte appello Torino sez. III  09 marzo 2006



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