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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 467 codice penale: Contraffazione del sigillo dello Stato e uso del sigillo contraffatto

Chiunque contraffà il sigillo dello Stato, destinato a essere apposto sugli atti del Governo, ovvero, non essendo concorso nella contraffazione, fa uso di tale sigillo da altri contraffatto, è punito con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da lire duecentomila a quattro milioni.


Giurisprudenza annotata

Contraffazione dei sigilli

In materia di falsità di sigilli, l'art. 467 c.p. indica come oggetto materiale della contraffazione il sigillo dello Stato "destinato a essere apposto sugli atti del Governo", espressione con la quale con il cosiddetto grande sigillo dello Stato, che il Guardasigilli appone con il proprio visto sui documenti contenenti il testo di atti aventi forza di legge, per attestare con il visto il riscontro formale del documento e con l'impronta del sigillo l'acquisizione del documento agli atti ufficiali. La contraffazione del sigillo recante la dicitura "Repubblica Italiana" e il relativo stemma, in uso presso le amministrazioni dello Stato, integra invece il reato ex art. 468 c.p.

Cassazione penale sez. V  26 ottobre 1999 n. 13271  

 

In materia di falsità di sigilli, l'art. 467 c.p. indica come oggetto materiale della contraffazione il sigillo dello Stato "destinato a essere apposto sugli atti del Governo", espressione con la quale si intende il cosiddetto grande sigillo dello Stato, che il Guardasigilli appone con il proprio visto sui documenti contenenti il testo di atti aventi forza di legge, per attestare con il visto il riscontro formale del documento e con l'impronta del sigillo l'acquisizione del documento agli atti ufficiali. La contraffazione del sigillo recante la dicitura "Repubblica Italiana" e il relativo stemma, in uso presso le amministrazioni dello Stato, integra invece il reato ex art. 468 c.p.

Cassazione penale sez. V  26 ottobre 1999 n. 13271  

 

In tema di falso, i delitti attinenti alla contraffazione di pubblici sigilli ed alla contraffazione delle impronte di pubblica certificazione o autenticazione possono concorrere con i delitti di falso documentale. Invero i beni tutelati e le condotte punite sono diversi, in quanto i delitti di contraffazione, tutelando direttamente la fede pubblica in relazione ai mezzi dei quali si serve la p.a. per attestare la provenienza dell'atto, prescindono dalla sussistenza del falso documentale e si perfezionano al momento della creazione del falso strumento, il cui uso è oggettivamente destinato alla produzione di una serie indefinita di atti falsi; i delitti di falso documentale, invece, pur diretti alla tutela della fede pubblica, hanno riferimento alle attestazioni di verità di fatti giuridicamente rilevanti, come evidenziati nel falso documento. (Nella fattispecie, la Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato che, condannato per la falsa attestazione di revisione apposta sulla carta di circolazione di un autoveicolo, aveva sostenuto che il fatto configurava solo l'ipotesi di falsità documentale, con conseguente competenza del pretore, in luogo di quella del tribunale, dal quale era stato giudicato).

Cassazione penale sez. V  01 marzo 1999 n. 7553  

 

In tema di falso, i delitti attinenti alla contraffazione di pubblici sigilli ed alla contraffazione delle impronte di pubblica certificazione o autenticazione possono concorrere con i delitti di falso documentale. Invero i beni tutelati e le condotte punite sono diversi, in quanto i delitti di contraffazione, tutelando direttamente la fede pubblica in relazione ai mezzi dei quali si serve la p.a. per attestare la provenienza dell'atto, prescindendo dalla sussistenza del falso documentale e si perfezionano al momento della creazione del falso strumento, il cui uso è oggettivamente destinato alla produzione di una serie indefinita di atti falsi; i delitti di falso documentale, invece, pur diretti alla tutela della fede pubblica, hanno riferimento alle attestazioni di verità di fatti giuridicamente rilevanti, come evidenziati nel falso documento. (Nella fattispecie, la Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato che, condannato per la falsa attestazione di revisione apposta sulla carta di circolazione di un autoveicolo, aveva sostenuto che il fatto configurava solo l'ipotesi di falsità documentale, con conseguente competenza del pretore, in luogo di quella del tribunale, dal quale era stato giudicato).

Cassazione penale sez. V  01 marzo 1999 n. 7553  

 

In tema di contraffazione del sigillo dello Stato, per "atti del Governo", di cui all'art. 467 c.p., deve intendersi esclusivamente l'attività propria del Governo in senso stretto, quale organo posto al vertice del potere esecutivo, e non l'attività, in senso lato, di tutta la serie di amministrazioni che costituiscono l'organizzazione dello Stato e attraverso le quali viene esercitato il complesso delle funzioni pubbliche.

Cassazione penale sez. V  28 gennaio 1997 n. 1977  

 

In tema di contraffazione del sigillo dello Stato, per atti del Governo, di cui all'art. 467 c.p., deve intendersi esclusivamente l'attività propria del Governo in senso stretto, quale organo posto al vertice del potere esecutivo e non l'attività, in senso lato, di tutta la serie di amministrazioni che costituiscono l'organizzazione dello Stato e attraverso le quali viene esercitato il complesso delle pubbliche funzioni.

Cassazione penale sez. V  28 gennaio 1997 n. 1977  



 
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