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Art. 47 codice penale: Errore di fatto

L’errore sul fatto che costituisce il reato esclude la punibilità dell’agente. Nondimeno, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo.

L’errore sul fatto che costituisce un determinato reato non esclude la punibilità per un reato diverso.

L’errore su una legge diversa dalla legge penale esclude la punibilità, quando ha cagionato un errore sul fatto che costituisce reato.


Giurisprudenza annotata

Errore di fatto

Ai fini dell'applicazione dell'art. 47 cod. pen., non è sufficiente che l'imputato affermi di non avere avuto la consapevolezza su un elemento costitutivo del reato che caratterizza il fatto tipico, ricadendo su chi invoca l'errore l'onere di provare - o almeno di allegare elementi specifici che consentano una verifica dell'assunto - di aver agito presupponendo una realtà diversa da quella effettiva. (Fattispecie in tema di ignoranza dell'età della persona offesa del reato di prostituzione minorile commesso in epoca antecedente all'introduzione dell'art. 602-quater, cod. pen.). (Rigetta, App. Roma, 28/11/2012 )

Cassazione penale sez. III  07 ottobre 2014 n. 949  

 

In tema di diffamazione, l'errore sulla veridicità dei fatti o sulla correttezza dei giudizi oggetto della condotta incriminata non esclude il dolo richiesto dalla norma perché non ricade sugli elementi costitutivi della fattispecie, potendo il reato essere consumato anche propalando la verità, ed essendo sufficiente, ai fini della configurabilità dell'elemento soggettivo, la consapevolezza di formulare giudizi oggettivamente lesivi della reputazione della persona offesa. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la sentenza impugnata che aveva affermato la colpevolezza di un'imputata, la quale - priva delle necessarie competenze specialistiche - aveva espresso, rappresentandosi una situazione diversa da quella reale sulla base dei giudizi espressi dalla sua ginecologa di fiducia, valutazioni critiche sull'attività di ostetrica compiuta dalla persona offesa). (Rigetta, Trib. Messina, 13/05/2013 )

Cassazione penale sez. V  07 ottobre 2014 n. 47973  

 

I motivi nuovi di impugnazione devono essere inerenti ai temi specificati nei capi e punti della decisione investiti dall'impugnazione principale già presentata, essendo necessaria la sussistenza di una connessione funzionale tra i motivi nuovi e quelli originari. (Nella specie, la Corte ha ritenuto inammissibili i motivi aggiunti di appello con cui era stata prospettata la sussistenza delle condizioni per ritenere l'imputato non punibile per errore sul fatto che costituisce il reato, ai sensi dell'art. 47 c.p., dopo che, nell'originario atto di impugnazione, erano stati dedotti motivi concernenti l'elemento materiale del reato, ed era stata sollecitata, nelle conclusioni, l'assoluzione dell'imputato con la formula "perché il fatto non sussiste" ovvero, in subordine, e senza addurre argomentazioni pertinenti in proposito, "perché il fatto non costituisce reato"). (Dichiara inammissibile, App. Ancona, 29/10/2012 )

Cassazione penale sez. VI  02 ottobre 2014 n. 45075  

 

Le leggi tributarie richiamate dall'art 76, comma 3, d.P.R. n. 115/2002 sono qualificate quale legge extrapenale rispetto al delitto di cui all'art 95 del medesimo d.P.R., pertanto l'errore sul periodo di riferimento della dichiarazione dei redditi richiesta ai fini della istanza di ammissione al beneficio del gratuito patrocinio a spese dello Stato non può essere qualificato come errore sul fatto ai sensi dell'art 47 c.p. e non vale a scusare eventuali errori sulla dichiarazione stessa.

Cassazione penale sez. IV  12 giugno 2014 n. 27969

 

In tema di applicabilità della causa di esclusione della punibilità di cui all'art. 47 c.p., il dubbio su una circostanza di fatto che costituisce elemento essenziale della fattispecie criminosa non è di per sé sufficiente ad escludere il dolo in quanto, mentre l'errore determina il convincimento circa l'esistenza di una situazione che non corrisponde alla realtà, chi agisce nel dubbio è invece consapevole di potersi esporre a violare la legge, cosicché il compimento dell'azione comporta l'accettazione del rischio nella causazione dell'evento, concretizzando così una forma di responsabilità a titolo di dolo eventuale. (Fattispecie nella quale la Corte ha giudicato corretta la condanna di soggetto imputato di prostituzione minorile per condotte anteriori all'introduzione dell'art. 602 quater c.p. e perpetrate nonostante il dubbio circa la minore età della persona offesa). (Annulla in parte con rinvio, App. Catanzaro, 05/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  06 maggio 2014 n. 37837  

 

L'eccesso colposo in legittima difesa non comporta l'assoluzione dell'imputato ma la riqualificazione del reato addebitatogli come reato colposo con conseguente applicazione delle disposizioni concernenti i delitti colposi, considerato che l'art. 55 c.p. non configura alcuna fattispecie scriminante o esimente, limitandosi a ribadire in tema di cause di giustificazione la disciplina generale dell'errore e della colpa di cui agli art. 43 e 47 c.p. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha censurato la decisione del giudice di merito - che aveva assolto l'imputato dal reato di omicidio preterintenzionale aggravato, ritenendo che lo stesso avesse agito in stato di legittima difesa ancorché con reazione eccessiva rispetto all'entità del pericolo - anziché provvedere alla riqualificazione del fatto come omicidio colposo, ex art. 589 c.p.). (Annulla con rinvio, G.u.p. Trib. Venezia, 19/12/2012 )

Cassazione penale sez. V  13 febbraio 2014 n. 11806  

 

In tema di circolazione stradale, la segnaletica di località sia di inizio che di fine centro abitato, in virtù del combinato disposto di cui agli art. 131 commi 4 e 6 d.P.R. n. 495 del 1992, incide direttamente sulla disciplina della guida in riferimento al limite di velocità, di guisa che l'errore sulla interpretazione di detta segnaletica, tipizzata per forme e colori, si risolve in un irrilevante errore di diritto, sub specie di errore su norma extrapenale che integra la norma penale - nella specie la previsione di cui all'art. 589 cod. pen. - ai sensi dell'art. 47, comma terzo, cod. pen. (Fattispecie relativa alla responsabilità dell'imputato, in ordine al reato di cui all'art. 589 cod. pen., escludendo che un cartello che non risponde alle caratteristiche tipizzate dalla legge e recante la dicitura 'arrivederci a..." valga ad ingenerare nell'automobilista il legittimo convincimento di essere fuoriuscito dal perimetro urbano, integrando l'errore scusabile). Rigetta, App. Catanzaro, 28/03/2011

Cassazione penale sez. IV  18 gennaio 2012 n. 6405  



 
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