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Art. 48 codice penale: Errore determinato dall’altrui inganno

Le disposizioni dell’articolo precedente si applicano anche se l’errore sul fatto che costituisce il reato è determinato dall’altrui inganno; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona ingannata risponde chi l’ha determinata a commetterlo.


Giurisprudenza annotata

Errore indotto

Ove si proceda all'immatricolazione di un autoveicolo fornendo al pubblico ufficiale presupposti di fatto falsi, viene posta in essere una condotta che integra, senza dubbio, gli estremi del delitto di falso ideologico in atto pubblico "mediato", causato, cioè, mediante induzione in errore del pubblico ufficiale, cui è stata fornita una informazione non rispondente al vero. Infatti, a differenza di quanto previsto dalla figura contemplata dall'art. 483 c.p. - che prevede l'ipotesi in cui il pubblico ufficiale si limiti a trasfondere nell'atto la dichiarazione ricevuta, della cui verità risponde il dichiarante in relazione a un preesistente obbligo giuridico di affermare il vero, mentre il pubblico ufficiale risponde soltanto della conformita` dell'atto alla dichiarazione ricevuta ­ nell'ipotesi di cui agli artt. 48 e 479 c.p. la falsa dichiarazione viene assunta a presupposto di fatto dell'atto pubblico formato dal pubblico ufficiale, sicché la dichiarazione stessa non ha alcun rilievo autonomo, in quanto confluisce nell'atto pubblico e integra uno degli elementi che concorrono all'attestazione del pubblico ufficiale, alla quale si perviene mediante false notizie e informazioni ricevute dal privato.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. II  20 agosto 2014 n. 2485

 

Ove si proceda all'immatricolazione di un autoveicolo fornendo al pubblico ufficiale presupposti di fatto falsi, viene posta in essere una condotta che integra, senza dubbio, gli estremi del delitto di falso ideologico in atto pubblico "mediato", causato, cioè, mediante induzione in errore del pubblico ufficiale, cui è stata fornita una informazione non rispondente al vero. Infatti, a differenza di quanto previsto dalla figura contemplata dall'art. 483 c.p. - che prevede l'ipotesi in cui il pubblico ufficiale si limiti a trasfondere nell'atto la dichiarazione ricevuta, della cui verità risponde il dichiarante in relazione a un preesistente obbligo giuridico di affermare il vero, mentre il pubblico ufficiale risponde soltanto della conformita` dell'atto alla dichiarazione ricevuta ­ nell'ipotesi di cui agli artt. 48 e 479 c.p. la falsa dichiarazione viene assunta a presupposto di fatto dell'atto pubblico formato dal pubblico ufficiale, sicché la dichiarazione stessa non ha alcun rilievo autonomo, in quanto confluisce nell'atto pubblico e integra uno degli elementi che concorrono all'attestazione del pubblico ufficiale, alla quale si perviene mediante false notizie e informazioni ricevute dal privato.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. II  20 agosto 2014 n. 2485  

 

La norma di cui all’art. 94 bis c.strad. deve ritenersi speciale rispetto alla contestazione della procura di cui agli art. 48 e 479 c.p. per avere l’imputato in concorso con altri soggetti ignoti indotto in errore il pubblico ufficiale intestandosi falsamente dei veicoli. Il divieto di intestazione fittizia di veicoli introdotto con la l. 29 luglio 2010 n. 120 è illecito amministrativo i cui elementi costitutivi ricalcano esattamente quelli presenti nella fattispecie di “falso mediato”, pertanto ex art. 9 l. n. 689/1981 la norma speciale deve prevalere su quella generale.

Ufficio Indagini preliminari Monza  19 luglio 2014 n. 570  

 

Integra il reato di falso ideologico in atto pubblico mediante induzione in errore del pubblico ufficiale e non la diversa fattispecie di cui agli artt. 48 e 480 cod. pen., la presentazione di documentazione tecnica rappresentante in modo non veritiero lo stato edilizio di una struttura turistico-ricettiva al fine di ottenere l'attribuzione di una determinata classificazione secondo gli artt. 11 e seguenti della legge regione Abruzzo n. 11 del 1993, in quanto il provvedimento di cosiddetta "categorizzazione" non costituisce solo titolo abilitativo all'esercizio dell'attività, ma svolge altresì la preliminare funzione di attestazione dei parametri necessari per l'acquisizione della categoria richiesta. (Rigetta, App. L'Aquila, 15/07/2011 )

Cassazione penale sez. III  05 marzo 2014 n. 13984  

 

Il delitto di falso ideologico per induzione in errore, ex artt. 48 e 479 c.p., è configurabile anche rispetto ad una sentenza che, pur manifestando un giudizio a contenuto discrezionale, presuppone premesse necessarie per la sua adozione (quali la legittimazione processuale del difensore), quando tali presupposti, in realtà inesistenti, siano stati manifestati falsamente traendo in inganno l'autore della sentenza.

Cassazione penale sez. V  20 dicembre 2013 n. 5861  

 

Integra il reato di falso ideologico per induzione (art. 48 e 479 c.p.) la condotta dell'avvocato che, instaurando procedimenti civili nei confronti dell'Inps in forza di procure apparentemente rilasciate da persone in realtà ignare o già decedute, induce il giudice all'emissione di sentenze di accoglimento delle relative domande. Rigetta, Trib. lib. Roma, 12/06/2013

Cassazione penale sez. fer.  29 agosto 2013 n. 39192  

 

Non sussiste violazione del principio di necessaria correlazione tra accusa e sentenza, allorché, contestato all'imputato un reato a titolo di concorso personale, se ne affermi la responsabilità in sentenza ai sensi dell'art. 48 cod. pen. Annulla in parte con rinvio, App. Milano, 08/05/2013

Cassazione penale sez. fer.  01 agosto 2013 n. 35729  

 

Non dà luogo a violazione del principio di correlazione fra accusa e sentenza la pronuncia con cui l'imputato, rinviato a giudizio in concorso con altri per rispondere di un determinato reato, venga poi condannato ai sensi dell'art. 48 c.p. ove non venga evidenziato quale pregiudizio, e quali limitazioni del diritto di difesa, avrebbe in concreto subito l'imputato dalla qualificazione del fatto ritenuta in sentenza. Annulla App. Milano 8 maggio 2013

Cassazione penale sez. fer.  01 agosto 2013 n. 35729

 

Dà luogo alla configurabilità del reato di falso ideologico in atto pubblico mediante induzione in errore del pubblico ufficiale (artt. 48, 479 c.p.), la richiesta di accatastamento di immobile che si faccia apparire, contrariamente al vero, come già completato, atteso che il provvedimento conseguentemente adottato dall'Agenzia per il territorio comporta l'implicita attestazione dell'avvenuto completamento, la cui verifica, d'altra parte, non rientra nelle competenze di detto ufficio, al quale la legge attribuisce solo poteri di controllo strettamente attinenti alla posizione fiscale dell'immobile denunciato (nella specie, l'implicita attestazione di avvenuto completamento assumeva rilevanza ai fini della positiva definizione di una pratica di condono edilizio).

Cassazione penale sez. V  11 luglio 2013 n. 40785  

 

Integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico, mediante induzione in errore del pubblico ufficiale (artt. 48 e 479 cod. pen.), la condotta di colui che presenti all'Agenzia del territorio dichiarazioni e planimetrie dalle quali risulti, contrariamente al vero, che un immobile, già destinato a residenza turistico-alberghiera, sia ripartito, a seguito di interventi di ristrutturazione, in svariate distinte unità a destinazione residenziale, pur in assenza del mancato completamento delle strutture indispensabili per la fruibilità residenziale dell'immobile, inducendo così i funzionari della predetta Agenzia a formare una falsa scheda catastale. Rigetta, App. Genova, 19/10/2012

Cassazione penale sez. V  11 luglio 2013 n. 40785  



 
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