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Art. 480 codice penale: Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative

Il pubblico ufficiale, che, nell’esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente, in certificati o autorizzazioni amministrative, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione da tre mesi a due anni.


Giurisprudenza annotata

Falsità ideologica

Ai fini della configurabilità del reato di falso ideologico è sufficiente il dolo generico che si concreta nella volontarietà della dichiarazione falsa, con la consapevolezza del suo carattere inveritiero, essendo irrilevanti le ragioni che hanno determinato l'agente ad operare l'attestazione e, quindi, qualsivoglia accertamento in ordine alla sua volontà di favorire sé o altri. (Fattispecie in cui l'imputato, falsificando la sottoscrizione della moglie, induceva il pubblico ufficiale ad attestare falsamente l'esistenza dei presupposti per l'iscrizione dei figli minori sul passaporto del padre). (Rigetta, App. Milano, 03/01/2014 )

Cassazione penale sez. V  09 luglio 2014 n. 41172

 

Integra il reato di falso ideologico in atto pubblico mediante induzione in errore del pubblico ufficiale e non la diversa fattispecie di cui agli artt. 48 e 480 cod. pen., la presentazione di documentazione tecnica rappresentante in modo non veritiero lo stato edilizio di una struttura turistico-ricettiva al fine di ottenere l'attribuzione di una determinata classificazione secondo gli artt. 11 e seguenti della legge regione Abruzzo n. 11 del 1993, in quanto il provvedimento di cosiddetta "categorizzazione" non costituisce solo titolo abilitativo all'esercizio dell'attività, ma svolge altresì la preliminare funzione di attestazione dei parametri necessari per l'acquisizione della categoria richiesta. (Rigetta, App. L'Aquila, 15/07/2011 )

Cassazione penale sez. III  05 marzo 2014 n. 13984  

 

Risponde del reato di falsità ideologica ex art. 480 c.p. il medico di base convenzionato con il Ssn (e quindi pubblico ufficiale) che rilascia un certificato medico di proroga della malattia senza effettuare alcuna verifica oggettiva delle condizioni di salute del paziente, semplicemente sulla base di dichiarazioni comunicate per telefono, senza che rilevi l'effettiva sussistenza (o meno) della malattia o l'induzione in errore da parte del paziente, in quanto la falsa attestazione contestata al medico non attiene alle effettive condizioni di salute del paziente, bensì al fatto che il sanitario ha emesso un certificato senza effettuare una previa visita; né può ritenersi sussistente l'elemento soggettivo della colpa laddove sia palesemente manifesta la consapevolezza di certificare una patologia medica senza un esame del paziente.

Cassazione penale sez. V  02 febbraio 2012 n. 18687  

 

Commette il reato di falso ideologico ex art. 480 c.p. il medico convenzionato con il servizio sanitario che rilasci un certificato (nella specie, di proroga della prognosi di malattia) a favore di un paziente senza averlo previamente visitato, e, quindi, senza alcuna verifica obiettiva delle condizioni di salute; essendo, a tal riguardo, irrilevante anche, in ipotesi, l'effettiva sussistenza della malattia.

Cassazione penale sez. V  02 febbraio 2012 n. 18687  

 

Integra il reato di cui agli art. 476 e 479 c.p. (falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici) - e non quello di cui all'art. 480 c.p. che ricorre soltanto nel caso in cui l'attestata veridicità della sottoscrizione sia priva della menzione di attività dal notaio compiute o percepite personalmente - il notaio che attesti falsamente di avere presenziato - nel proprio studio - alla firma apposta in calce ad un contratto di compravendita di un automobile e, quindi, alla personale identificazione della stessa.

Cassazione penale sez. V  28 giugno 2011 n. 30195  

 

Integra il reato di falso ideologico la formazione, da parte di membri di una Commissione di concorso per funzionario pubblico, di un "elenco di voti" delle prove scritte dei candidati ammessi alle prove orali, pubblicato sul sito internet della locale provincia e trasmesso agli organi competenti, in assenza dei verbali attestanti lo svolgimento delle prove del concorso, solo successivamente predisposti, così determinando lo stravolgimento delle scansioni temporali del procedimento caratterizzato da progressività. (La Corte ha precisato che "l'elenco dei voti" presuppone l'esistenza dei verbali dai quali deve essere tratto, sicché la previa formazione e pubblicazione di tale elenco e successivamente la formazione e pubblicazione dei verbali che tali voti indicano costituisce una procedura obiettivamente falsa). Annulla con rinvio, App. Trento, 14/05/2010

Cassazione penale sez. V  12 maggio 2011 n. 24917  

 

Integra gli estremi dei reati di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico (art. 479 c.p.) ed in certificati o autorizzazioni amministrative (art. 480 c.p.), la condotta di colui che, in qualità di titolare di scuola guida, falsifichi rispettivamente il registro delle presenze dei frequentanti e l'attestato finale di frequenza dei corsi per il recupero dei punti della patente a seguito di infrazioni del codice della strada, stante la natura pubblica di siffatta duplice attività di attestazione delle autoscuole - dotate delle necessarie autorizzazioni amministrative - che debbono consegnare l'attestazione finale anche ai competenti uffici amministrativi per l'aggiornamento dell'Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, il quale dipende, pertanto, dalla attività delegata alle scuole guida per consentire ai soggetti interessati di ritornare in possesso dei punti persi. Annulla con rinvio, App. Torino, 01 Marzo 2010

Cassazione penale sez. V  16 febbraio 2011 n. 13069  

 

Integra i reati di falsità ideologica in certificazioni amministrative (art. 480 c.p.) e di abusivo esercizio della professione medica la condotta consistente nell'operazione di integrale riempimento, da parte del titolare di una farmacia, dei dati relativi a ricettari di prescrizioni mediche intestati ad un medico convenzionato con il servizio sanitario nazionale, e da quest'ultimo già sottoscritti e timbrati in ogni foglio lasciato in bianco. (Fattispecie in cui i farmacisti, sostituendosi sistematicamente al medico di base, da cui avevano ricevuto in consegna dei moduli regionali già firmati, avevano essi stessi prescritto ai pazienti la relativa terapia farmacologica)

Cassazione penale sez. VI  08 febbraio 2011 n. 13315  

 

Risponde del delitto di falso ideologico in certificati il medico che consegni ricettari di prescrizioni firmati in bianco in ogni foglio e con il proprio timbro a farmacisti allorquando costoro li compilino in tutte le loro parti all'atto di fornire il medicinale al richiedente. La falsità ideologica risiede nella falsa attestazione del compimento della ricognizione del diritto dei pazienti all'assistenza farmacologica, essendo irrilevante che costoro fossero affetti da patologie croniche, posto che anche per loro il legislatore impone al medico, dopo la diagnosi iniziale e la prima prescrizione farmacologica, di attuare controlli intermedi predefiniti, al fine di emettere prescrizioni ripetute. Dello stesso reato rispondono anche i farmacisti, posto che l'attività di compilazione delle ricette non è meramente materiale, e ha carattere intrinsecamente diagnostico.

Cassazione penale sez. VI  08 febbraio 2011 n. 13315  

 

Integra il delitto di falso ideologico del pubblico ufficiale in atto pubblico - e non quello di cui all'art. 480 c.p. (falso ideologico in autorizzazioni amministrative) - la condotta dell'assistente dell'ufficio sanitario locale, il quale formi falsi libretti di idoneità sanitari destinati a marittimi in procinto di imbarcarsi, apponendovi le firme contraffatte dei medici e attestando falsamente la sottoposizione dei richiedenti alla visita medica e agli esami clinici preordinati al rilascio del medesimo libretto, considerato che l'autorità sanitaria competente al rilascio, in tal caso, non si limita a riprodurre attestazioni già documentate ma compie un'autonoma valutazione sullo stato di salute del richiedente; né assume rilievo, ai fini dell'esclusione dell'integrazione del delitto in questione, il fatto che il soggetto attivo non rivesta la qualità di funzionario ma quella di semplice assistente, in quanto, ai sensi del novellato disposto di cui all'art. 357 c.p., ciò che rileva è lo svolgimento in concreto della pubblica funzione, prescindendo dal rapporto di dipendenza del soggetto con l'ente pubblico e dalle sue caratteristiche. (Nella fattispecie il soggetto agente era addetto all'ufficio competente al rilascio del libretto sanitario con funzioni di compilatore materiale dei libretti e spesso di dirigente in assenza del titolare).

Cassazione penale sez. V  18 aprile 2008 n. 21839  

 

Integra il reato di falso ideologico in atto pubblico per induzione (art. 48 e 479 c.p.) - e non quello di falsità ideologica in certificati per induzione (art. 480 c.p.) - la condotta di colui che dichiari falsamente l'avvenuta prestazione di giornate lavorative necessarie per beneficiare di prestazioni previdenziali, in quanto gli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, previsti dalla l. n. 264 del 1949, da compilarsi a cura della commissione comunale per la manodopera agricola, sono atti pubblici che si distinguono dai certificati amministrativi poiché costituiscono documentazione di attività compiuta dal pubblico ufficiale alla quale la legge attribuisce valore costitutivo di diritti e di obblighi. (Nella specie, la Corte ha rilevato che dalla iscrizione in detti elenchi, che postula la verifica di determinate condizioni, deriva per gli iscritti il diritto a beneficiare di tutta la previdenza ed assistenza prevista dalle relative norme in materia di assegni familiari, assistenza sanitaria, indennità di disoccupazione e analoghe provvidenze). Rigetta, App. Napoli, 3 Ottobre 2006

Cassazione penale sez. V  21 febbraio 2008 n. 10774  

 

Integra il reato di falsità ideologica commessa dal p.u. in atto pubblico (art. 479 cod. pen.) - e non quello di falsità ideologica commessa dal p.u. in certificati o autorizzazioni amministrative (art. 480 cod. pen.) - la condotta del medico di base che rediga una proposta di trattamento sanitario obbligatorio nei confronti di un paziente del quale attesti falsamente l'alterazione psichica, senza sottoporlo a visita, considerato che il provvedimento che dispone il t.s.o. di un infermo di mente è adottato dal sindaco su proposta motivata di un medico, convalidata da un altro medico della struttura sanitaria pubblica, che si inserisce nell'attività della P.A. disciplinata dalla legge n. 180 del 1978 quale atto di impulso di natura costrittiva (derivando da esso l'obbligatoria soggezione del paziente ad ulteriori visite) di un procedimento amministrativo. Rigetta, App. L'Aquila, 14 febbraio 2007

Cassazione penale sez. V  18 dicembre 2007 n. 4451  



 
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