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Art. 481 codice penale: Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità

Chiunque, nell’esercizio di una professione sanitaria o forense o di un altro servizio di pubblica necessità attesta falsamente in un certificato, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire centomila a un milione.

Tali pene si applicano congiuntamente se il fatto è commesso a scopo di lucro.


Giurisprudenza annotata

Falsità ideologica in certificati

Le false attestazioni contenute nella relazione di accompagnamento alla dichiarazione di inizio di attività edilizia (DIA) integrano il reato di falsità ideologica in certificati (art. 481 cod. pen.), in quanto detta relazione ha natura di certificato in ordine alla descrizione dello stato attuale dei luoghi, alla ricognizione degli eventuali vincoli esistenti sull'area o sull'immobile interessati dall'intervento, alla rappresentazione delle opere che si intende realizzare e all'attestazione della loro conformità agli strumenti urbanistici ed al regolamento edilizio. (Annulla con rinvio, App. Lecce, 19/04/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 giugno 2014 n. 50621  

 

In tema di falsità in atti, il certificato di esecuzione dei lavori (CEL) rilasciato da committenti privati e funzionale a far conseguire al destinatario la qualificazione SOA per l'esecuzione di appalti pubblici costituisce certificato emesso da soggetto esercente un servizio di pubblica necessità e non atto pubblico, sicchè la sua falsificazione assume rilievo penale esclusivamente nei limiti di cui all'art. 481 cod. pen., e cioè solo nel caso di falso ideologico, e non anche nel caso di falsità materiale, non essendo l'art. 481 cod. pen. richiamato dall'art. 482 cod. pen. (In motivazione, la Corte ha evidenziato che la regolamentazione del CEL ad opera di norme di diritto pubblico non ha rilievo dirimente ai fini dell'individuazione della natura dell'atto, poichè la legge, nel disciplinare la procedura di qualificazione degli appaltatori di lavori pubblici, ha specificamente indicato quali attività della sequenza procedimentale possono considerarsi espressione dell'esercizio di funzioni di natura pubblicistica). (Rigetta in parte, App. Brescia, 26/10/2012 )

Cassazione penale sez. V  10 giugno 2014 n. 32046  

 

Integra il reato di cui all'art. 481 c.p. la condotta del legale che autentichi la firma apocrifa del cliente, ritenendosi sufficiente che l'atto sia idoneo al conseguimento di un qualsiasi effetto giuridicamente apprezzabile.

Cassazione penale sez. V  27 marzo 2014 n. 28505  

 

In tema di falsità aventi ad oggetto attività edilizie, deve attribuirsi alla denuncia di inizio di attività (c.d. d.i.a.), natura esclusivamente dichiarativa, con conseguente configurabilità, nel caso che essa abbia contenuto mendace, del reato di cui all'art. 483 c.p., dovendosi invece riconoscere natura certificativa alla relazione tecnica dalla quale la dichiarazione dev'essere accompagnata, al cui autore si applica il disposto di cui all'art. 29 comma 3 t.u. edilizia emanato con d.P.R. n. 380 del 2001, in base al quale egli assume la qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità e risponde quindi, in caso di falsità, del reato di cui all'art. 481 c.p. (Nella specie, in applicazione del principio affermato nella prima parte della massima, la Corte ha escluso che potesse qualificarsi come falsità materiale in atto pubblico l'avvenuto inserimento, in una denuncia di inizio di attività, dopo che la stessa era stata presentata all'ufficio competente a riceverla, di un'aggiunta manoscritta finalizzata a meglio descrivere le opere che si intendevano realizzare).

Cassazione penale sez. III  24 settembre 2013 n. 41480  

 

Integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico e non quello di falso ideologico in certificati commesso da persone esercenti un servizio di pubblica necessità la condotta del medico che attesti falsamente di avere sottoposto a visita medica un minore prima dell'assunzione al lavoro, considerato che la dichiarazione di idoneità al lavoro è un atto pubblico, dotata di una propria individualità ed autonomia, stante il dovere, attribuito dalla legge al medico, non già di certificare, ma di accertare e, quindi, di attestare - attraverso, non solo la documentazione esibita dall'interessato, ma anche mediante la visita ed il controllo diretto - lo stato di salute del soggetto ai fini dell'assunzione al lavoro, con conseguente funzione pubblicistica della data, di necessità anteriore all'assunzione. Rigetta, App. Caltanisetta, 07/06/2011

Cassazione penale sez. V  24 settembre 2012 n. 7538  

 

Il reato di falso previsto e punito dall'art. 481 c.p. è, per pacifica giurisprudenza, plurioffensivo, poiché lede sia la fede pubblica che, eventualmente, i diritti dei soggetti che possano essere danneggiati da tale falsificazione. Questi ultimi soggetti sono pertanto, a pieno titolo, legittimati a costituirsi parte civile.

Tribunale Milano sez. IV  25 maggio 2012

 

Integra il reato di falsità ideologica in certificati commesso da persone esercenti un servizio di pubblica necessità l'attestazione resa dal direttore dei lavori e dal proprietario dell'immobile nel rispetto della normativa in materia di sicurezza della costruzione con riguardo ad un fabbricato in cui al posto di una scala in cemento armato vi sia un vuoto spaziale. (In motivazione la Corte ha precisato che il concetto di sicurezza di cui all'art. 25 del d. P.R. n. 380 del 2001 deve essere inteso nella più ampia accezione quale presenza nel fabbricato di caratteristiche edificatorie conformi alle previsioni progettuali ed alle prescrizioni normative, funzionali alla sicurezza del fabbricato, sia con riguardo alla sua stabilità strutturale che all'esigenza di prevenzione di danni a persone o cose). Rigetta, App. Trieste, 22 settembre 2011

Cassazione penale sez. V  11 maggio 2012 n. 39513

 

Integra il reato di falsità ideologica in certificati (art. 481 c.p.) non solo la falsificazione della dichiarazione di inizio attività (cosiddetta d.i.a.) ma anche quella riguardante la relazione di accompagnamento alla stessa, avendo essa natura di certificato in ordine alla descrizione dello stato attuale dei luoghi, alla ricognizione degli eventuali vincoli esistenti sull'area o sull'immobile interessati dall'intervento, alla rappresentazione delle opere che si intende realizzare e all'attestazione della loro conformità agli strumenti urbanistici ed al regolamento edilizio. Dichiara inammissibile, App. Bologna, 11 febbraio 2011

Cassazione penale sez. III  17 aprile 2012 n. 35795  

 

In tema di cosiddetto giudicato cautelare, la preclusione derivante da una precedente pronuncia del tribunale del riesame può essere superata quando si prospettino nuovi elementi di valutazione e di inquadramento dei fatti, acquisiti da ulteriori sviluppi delle indagini pur se riguardanti circostanze precedenti alla decisione preclusiva. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha censurato la decisione con cui il tribunale del riesame ha rigettato l'istanza di revoca del decreto di sequestro preventivo avente per oggetto parte di un cantiere per la ristrutturazione di un edificio e della relativa pratica edilizia in originale - nell'ambito di indagini per i reati di cui agli artt. 481, 483, 479, 323 e 361 c.p. - omettendo di esaminare il dato nuovo, rispetto alla materia precedentemente valutata, costituito dall'esclusione di pericoli per l'equilibrio statico dell'immobile, oggetto di sequestro, definitivamente accertata in sede civile e coincidente con il profilo di pericolo per la pubblica incolumità che concorreva a definire l'esigenza cautelare nel precedente giudizio in sede penale).

Cassazione penale sez. V  14 dicembre 2011 n. 5959  

 



 
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