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Art. 485 codice penale: Falsità in scrittura privata

Chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma, in tutto o in parte, una scrittura privata falsa, o altera una scrittura privata vera, è punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne faccia uso, con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Si considerano alterazioni anche le aggiunte falsamente apposte a una scrittura vera, dopo che questa fu definitivamente formata.


Giurisprudenza annotata

Falsità in scrittura privata

La falsità contemplata dall'art. 485 c.p. è soltanto la falsità materiale: la quale, consistendo nella formazione di una scrittura contraffatta, ovvero nell'alterazione di una scrittura vera già formata, incide sull'autenticità del documento. Pertanto si può ritenere che la prova della falsità di un testamento possa essere fornita dimostrando l'incapacità fisica dell'apparente testatore a formare il documento; ma lo stesso risultato non può essere ottenuto dimostrando la sua incapacità di intendere e di volere, poiché questa non contraddice la possibilità che la scheda testamentaria sia genuina, in quanto redatta dallo stesso testatore di suo pugno. L'incapacità naturale può inficiare, bensì, il contenuto volitivo della scheda rendendo il testamento annullabile ai sensi dell'art. 428 c.c., in quanto recante una manifestazione di volontà viziata dall'incapacità del suo autore; ma non può in alcun modo influire sulla sua autenticità: donde l'inidoneità a fornire la prova di un reato di falsità materiale.

Cassazione penale sez. V  02 dicembre 2014 n. 9300  

 

Costituisce falso in scrittura privata la contraffazione o l'alterazione di un certificato assicurativo di autovettura e il relativo tagliando in modo da far risultare coperta da assicurazione l'autovettura che ne era sprovvista.

Tribunale Napoli sez. VI  02 dicembre 2014 n. 15904  

 

È illegittima la declaratoria di falsità di un testamento olografo recante parti aggiunte "ictu oculi" individuabili, in quanto ai fini della configurabilità del falso penalmente rilevante è necessario che ricorra un'alterazione significativa del documento originale, non sussistente nel caso in cui la parte aggiunta o alterata sia nettamente e agevolmente distinguibile dalla parte originaria; in tal caso, infatti, e qualora ne ricorrano i presupposti, la falsità deve essere dichiarata in parte qua, salvo che il senso ed il valore del documento risultino del tutto stravolti dalle predette aggiunte, tanto da non poter ricostruire l'originaria volontà dello scrivente, di guisa che la falsità investa l'intero documento. (Annulla con rinvio, App. Torino, 22/10/2013 )

Cassazione penale sez. V  04 novembre 2014 n. 50355  

 

Se la parte aggiunta e/o alterata del documento (nella specie, testamento olografo) è nettamente e agevolmente distinguibile dalla parte originaria, la falsità, se deve essere dichiarata, deve esserlo solo limitatamente a tali 'aggiunte'; infatti, solo se il senso e il valore dell'intero documento risultassero del tutto sconvolti da tali 'innesti', tanto da non potersi ricostruire l'originaria volontà di chi lo scrisse, la falsità (ai fini penalistici) investirebbe l'intero documento.

Cassazione penale sez. V  04 novembre 2014 n. 50355  

 

Poiché il delitto di falsità in scrittura privata ex art. 485 c.p., richiede, oltre alla formazione della scrittura privata, l'uso di questa, assume la veste di persona offesa in tale reato e, quindi, la titolarità del diritto di querela, pure il soggetto che riceve un danno in conseguenza di tale uso e non, soltanto, la persona della quale, sia stata falsificata la firma anche se, nel caso di specie, tali soggetti coincidono.

Tribunale Trento  24 gennaio 2014 n. 63  

 

Integra il reato di falso in scrittura privata apporre la sottoscrizione apocrifa su un assegno al fine di incassarlo. (Nel caso di specie l'imputato si era presentato presso l'istituto di credito con un documento d'identità falso, perché appartenente ad altro soggetto, ma con la propria fotografia ed aveva incassato l'assegno apponendo la falsa firma di girata dell'intestatario del documento d'identità).

Ufficio Indagini preliminari Torino  20 dicembre 2013

 

I reati di contraffazione di impronte di una pubblica autenticazione e falso in scrittura privata possono concorrere, trattandosi di fattispecie incriminatrici che tutelano beni giuridici diversi: il primo la fede pubblica in relazione ai mezzi simbolici attestanti la provenienza dell'atto, il secondo la fede pubblica con riferimento alle attestazioni di verità di fatti giuridicamente rilevanti. Rigetta, App. Torino, 26/11/2012

Cassazione penale sez. V  05 luglio 2013 n. 38975  

 

In tema di falsità in scrittura privata, non si configura il reato contestato di falsità nella sottoscrizione di assegni, laddove risulti che l’imputato, che aveva sottratto il carnet di assegni di proprietà di un amico che l’aveva ospitato, nella compilazione degli stessi ai fini del loro incasso presso l’istituto di credito non scriveva il nome e cognome del titolare, ma apponeva la propria firma e presentava il proprio documento di identità. (Nella specie l’imputato veniva mandato assolto dal reato di falso perché il fatto non sussiste; veniva invece condannato per il furto aggravato alla pena di mesi sette di reclusione e € 240 di multa.).

Tribunale La Spezia  13 giugno 2013 n. 500  

 

Sussiste un concorso formale tra il reato di falsità in scrittura privata di cui all'art. 485 c.p., e quello di false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all'autorità giudiziaria, di cui all'art. 374 bis c.p., nell'ipotesi in cui la falsa attestazione di qualità e condizioni personali inesistenti, da produrre come prova in un procedimento dinanzi all'a.g., venga realizzata mediante l'abusivo riempimento di un foglio già sottoscritto da un terzo, autore solo apparente dell'attestazione. Annulla in parte con rinvio, App. Palermo, 01/02/2012

Cassazione penale sez. VI  02 maggio 2013 n. 35318  

 

Non integra il reato di cui agli art. 477 e 482 c.p., ma la fattispecie prevista dall'art. 485 c.p., la condotta di chi abbia cancellato l'ultima cifra dell'anno di scadenza del contrassegno assicurativo di ciclomotore allo scopo di far apparire il mezzo regolarmente assicurato.

Tribunale Massa  13 settembre 2012 n. 1296  

 

Integra il delitto di falsità materiale in scrittura privata la modificazione di una realtà documentale preesistente rispetto a quella che l'autore del falso fa apparire; diversamente, ricorre la falsità ideologica in scrittura privata, priva di rilievo penale, quando il documento è genuino e proviene realmente da chi appare esserne l'autore, ma il suo contenuto non corrisponde al vero. Annulla in parte senza rinvio, App. Salerno, 13/12/2011

Cassazione penale sez. II  27 giugno 2012 n. 28076  



 
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