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Art. 488 codice penale: Altre falsità in foglio firmato in bianco. Applicabilità delle disposizioni sulle falsità materiali

Ai casi di falsità su un foglio firmato in bianco diversi da quelli preveduti dai due articoli precedenti, si applicano le disposizioni sulle falsità materiali in atti pubblici o in scritture private.


Giurisprudenza annotata

Altre falsità su foglio firmato in bianco

II criterio distintivo fra il reato di cui all'art. 486 e quello di cui all'art. 488 c.p. sta in ciò che il primo esige nel soggetto attivo il possesso di un documento che importa l'obbligo o la facoltà di riempirlo, mentre il secondo presuppone che l'autore del reato abbia conseguito il possesso del foglio in bianco in modo illegittimo ovvero legittimamente, ma senza obbligo o facoltà di riempirlo.

Cassazione penale sez. V  21 settembre 2004 n. 44292  

 

Ai fini della fattispecie di cui agli artt. 488 e 485 c.p. (falsità su foglio firmato in bianco costituente scrittura privata, diversa da quella prevista dagli artt. 486 e 487 c.p.), per "vantaggio" va intesa ogni possibile utilità materiale o morale che l'agente si ripromette di conseguire. (Secondo la suprema Corte in tale nozione rientra, dunque, anche la sospensione dello sfratto che la parte si ripromette di ottenere mediante l'esibizione di un falso contratto di affitto, essendo irrilevante, ai fini del falso, la possibilità di realizzare il risultato avuto di mira).

Cassazione penale sez. V  24 marzo 1993

 

In tema di falsità in foglio firmato in bianco, quando l'agente sia del tutto sfornito del diritto di riempire il documento per averne acquistato il possesso in modo illegittimo, o quando, pur avendone acquistato legittimamente il possesso, non sia provvisto al momento del riempimento di valido mandato "ad scribendum" (o perché tale mandato non sia mai esistito, o perché non sia valido in quel momento), il delitto di falso non rientra nello schema dell'art. 486 c.p., ma in quello dell'art. 488, ed è punibile quale falsità materiale a norma dell'art. 485 o 491.

Cassazione penale sez. II  12 novembre 1982

 

Commette il reato di cui agli artt. 488 e 491 c.p. colui che, avendo ricevuto una cambiale in bianco con facoltà di riempimento, la completi dopo che l'obbligazione siasi estinta. (Nella specie è stata esclusa l'ipotesi criminosa prevista dall'art. 486 c.p.

Cassazione penale sez. I  06 aprile 1982

 

L'ipotesi prevista dall'art. 488 c.p., per la quale sono applicabili le pene stabilite per le falsità materiali, ricorre quando l'agente sia venuto in possesso del foglio firmato in bianco per un titolo diverso da quello che importa l'obbligo o la facoltà di riempirlo. Ciò può avvenire così se il foglio sia posseduto per causa legittima (furto, rapina, estorsione), come quando sia posseduto per causa legittima, ma manchi nel possessore l'obbligo o la facoltà di riempimento.

Cassazione penale sez. V  06 aprile 1981

 

Quando l'agente sia del tutto sfornito del diritto di riempire il foglio in bianco - per averne acquistato il possesso mediante frode, violenza o caso fortuito - quando pur avendone acquistato legittimamente il possesso non sia provvisto al momento del riempimento di valido mandato "ad scribendum" - o perché tale mandato non sia mai esistito o perché non sia valido in quel momento - il delitto di falso non rientra nello schema dell'art. 486, ma in quello dell'art. 488 c.p. ed è punibile a norma dell'art. 485 o 491.

Cassazione penale sez. V  22 gennaio 1981

 

Il criterio distintivo fra il reato di cui all'art. 486 c.p. e quello di cui all'art. 488 c.p. consiste nel fatto che il primo esige nel soggetto attivo il possesso di un documento che importi l'obbligo o la facoltà di riempirlo, mentre il secondo presuppone che l'autore del reato abbia conseguito il possesso del foglio in bianco in modo illegittimo (ad esempio per furto, appropriazione indebita, truffa) ovvero legittimamente, ma senza obbligo o facoltà di riempirlo (ad esempio, a titolo di custodia).

Cassazione penale sez. I  13 novembre 1980

 

Sussiste il delitto di falsità materiale di cui agli art. 488 e 491 c.p. nell'ipotesi di riempimento abusivo di una cambiale in bianco, rilasciata in garanzia, effettuato prima che la inadempienza si sia verificata ovvero dopo che la obbligazione sia stata estinta.

Cassazione penale sez. I  13 novembre 1980

 

Peculiare caratteristica del delitto di falsità ideologica previsto dall'art. 486 c.p., che lo distingue da quello contemplato dall'art. 488 c.p., è la sussistenza al momento del riempimento del diritto di completarlo conferito in precedenza dall'autore all'agente.

Cassazione penale sez. V  14 gennaio 1980

 

Il delitto di falsità materiale previsto dall'art. 488 c.p. si verifica non solo quando colui che commette la falsità sia del tutto sfornito del diritto di riempire il foglio in bianco per averne acquistato il possesso in modo illegittimo, ma anche quando pur avendone acquistato legittimamente il possesso non sia provvisto al momento del riempimento di valido mandato "ad scribendum", o perché tale mandato non sia mai esistito o perché non sia valido in quel momento (per esempio, in caso di prestazioni corrispettive, perché soggetto alla condizione sospensiva dell'esecuzione della prestazione da effettuarsi per prima).

Cassazione penale sez. V  14 gennaio 1980

 

La cambiale in bianco fatta firmare con inganno integra il delitto di cui all'art. 488 c.p., con il quale può concorrere quello di cui all'art. 640 c.p.

Cassazione penale sez. V  24 ottobre 1978



 
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