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Art. 489 codice penale: Uso di atto falso

Chiunque, senza essere concorso nella falsità, fa uso di un atto falso soggiace alle pene stabilite negli articoli precedenti, ridotte di un terzo.

Qualora si tratti di scritture private, chi commette il fatto è punibile soltanto se ha agito al fine di procurare a sè o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno.


Giurisprudenza annotata

Uso di atto falso

Non è punibile l’agente quando la falsificazione è stata commessa all’estero e difetta la condizione di procedibilità della richiesta del Ministro della Giustizia ex art. 10 c.p. inoltre, se non è stato fatto uso del citato atto falso, non può neanche configurarsi il diverso reato di cui all’art. 489 c.p.

Tribunale Perugia  30 luglio 2014 n. 1380  

 

Ai fini dell'integrazione del reato di uso di atto falso, é necessario che l'agente non abbia concorso nella falsità o che non si tratti di concorso punibile. (Dichiara inammissibile, App. Catania, 12/12/2013 )

Cassazione penale sez. V  08 luglio 2014 n. 42907  

 

Integra il reato di falsificazione materiale commessa dal privato in autorizzazioni amministrative (artt. 477- 482 cod. pen.) e non quello di uso di atto falso (art. 489 cod. pen.), la condotta di colui che espone all'interno della propria autovettura una riproduzione fotostatica a colori di un contrassegno con autorizzazione per invalidi al parcheggio di autoveicoli, in quanto l'uso personale - nell'interesse proprio - del documento falso consente di ritenere che il soggetto in questione, direttamente o ricorrendo all'opera altrui, sia l'autore della contraffazione. (Rigetta, App. Palermo, 23/05/2013 )

Cassazione penale sez. V  24 giugno 2014 n. 47079

 

Ai fini dell'integrazione del reato di uso di atto falso, è necessario che l'agente non abbia concorso nella falsità o che non si tratti di concorso punibile, sicché sussiste il reato quando la falsificazione non è punibile perché commessa all'estero, in difetto della condizione di procedibilità rappresentata dalla richiesta del ministro della giustizia ex art. 10 c.p., e l'agente abbia fatto uso dell'atto nello Stato.

Tribunale Roma sez. X  29 maggio 2014 n. 9491  

 

In tema di reati contro la fede pubblica, la nozione di uso di atto falso comprende qualsiasi modo di avvalersi del falso documento per uno scopo conforme alla natura dell'atto, con la conseguenza che ad integrare il reato è sufficiente la semplice esibizione del documento falso, quale che sia il significato che il soggetto intenda attribuire all'atto in esso contenuto. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di merito ha ritenuto integrato il reato di cui all'art. 489 c.p. nei confronti dell'imputato che, alla guida di un'auto, aveva esibito nel corso di un controllo di polizia un permesso internazionale di guida, apparentemente rilasciato dalle autorità del Senegal, ed, invece, risultato contraffatto).

Cassazione penale sez. V  19 novembre 2013 n. 4647  

 

Integra il delitto di uso di atto falso, la condotta del soggetto che esibisce alla polizia, durante un controllo, un falso libretto di circolazione e una falsa procura speciale. Dichiara inammissibile, App. Ancona, 29/03/2012

Cassazione penale sez. II  18 settembre 2013 n. 51414  

 

Il concorso nella falsità che esclude la responsabilità in ordine all'art. 489 c.p., deve consistere in un concorso punibile. Sicché, quando ciò non sia per essere stata la falsificazione commessa all'estero e faccia difetto la richiesta del Ministro della giustizia (come nel caso di specie), potrà procedersi per uso di atto falso ai sensi dell'art. 489 c.p., ove esibito agli organi di Polizia in occasione di controlli.

Tribunale Bologna  18 febbraio 2013 n. 747  

 

È ravvisabile il reato di uso di atto falso (art. 489 c.p.) e non quello più grave di falso ideologico per induzione in errore del pubblico ufficiale (artt. 48 e 479 c.p.) nella condotta del privato il quale, allo scopo di comprovare la propria qualità di proprietario di un bene immobile del quale voglia effettuare la vendita, esibisca al notaio incarico di provvedere alla stesura dell'atto una sentenza in copia fotostatica, recante la falsa attestazione di conformità all'originale e di passaggio in giudicato.

Cassazione penale sez. V  28 novembre 2012 n. 12304  

 

Risponde del reato di falso documentale anche colui che integra, anche solo moralmente o a mezzo di un puro supporto incentivo, l'attività dissimulatrice del materiale esecutore del reato. Invece, presupposto del reato di cui all'art. 489 c.p. è l'avvenuta consumazione del reato di falso, cui l'agente non abbia partecipato nemmeno a titolo di concorso morale.

Cassazione penale sez. V  22 giugno 2012 n. 39378  

 

Commette il reato di uso di atto falso (art. 489 c.p.) il paziente che, pur conoscendone la falsità, faccia uso di un certificato medico (nella specie, di proroga della prognosi di malattia) rilasciatogli dal medico senza previa visita.

Cassazione penale sez. V  02 febbraio 2012 n. 18687  

 

Ai fini dell'integrazione del reato di uso di atto falso p. e p. dall'art. 489 c.p. é necessario che l'agente non abbia concorso nella falsità, ovvero che non si tratti di concorso punibile, sicché sussiste il reato quando la falsificazione non é punibile perché commessa all'estero, in difetto della condizione di procedibilità rappresentata dalla richiesta del Ministro della Giustizia ex art. 10 c.p., e l'agente abbia fatto uso dell'atto nello Stato.

Tribunale La Spezia  16 luglio 2011 n. 818  

 

In tema di falso, integra la fattispecie criminosa di cui all'art. 489 c.p. e non invece quella di cui all'art. 497 bis c.p. la condotta del cittadino straniero che esibisca il passaporto falsificato nel visto, nella data di scadenza o nel codice di sicurezza all'atto dei controlli effettuati dalla polizia italiana laddove l'imputato esibisca un passaporto effettivamente a lui intestato e non abbia formato oggetto della contraffazione l'identità personale.

Tribunale La Spezia  18 aprile 2011 n. 358  



 
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