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Art. 491 codice penale: Documenti equiparati agli atti pubblici agli effetti della pena

Se alcuna delle falsità prevedute dagli articoli precedenti riguarda un testamento olografo, ovvero una cambiale o un altro titolo di credito trasmissibile per girata o al portatore, in luogo della pena stabilita per la falsità in scrittura privata nell’articolo 485, si applicano le pene rispettivamente stabilite nella prima parte dell’articolo 476 e nell’articolo 482.

Nel caso di contraffazione o alterazione di alcuno degli atti suddetti, chi ne fa uso, senza essere concorso nella falsità, soggiace alla pena stabilita nell’articolo 489 per l’uso di atto pubblico falso.


Giurisprudenza annotata

Documenti equiparati agli atti pubblici agli effetti della pena

In tema di falsità in scrittura privata, è configurabile l'aggravante di cui all'art. 491 c.p., oltre che nel caso di alterazione di un testamento olografo, anche nel caso di contraffazione integrale del medesimo, nel senso, cioé, della formazione di un atto totalmente falso che assuma forma e contenuto apparenti di un atto dispositivo di ultima volontà di taluno.

Cassazione penale sez. V  09 maggio 2012 n. 23613  

 

L'aggravante di cui all'art. 491 c.p. si applica anche nel caso di contraffazione integrale di un testamento olografo e cioè di formazione di un atto totalmente falso che assuma forma e contenuto apparenti di atto dispositivo di ultima volontà di taluno.

Cassazione penale sez. V  09 maggio 2012 n. 23613  

 

Il reato di ricettazione (art. 648 c.p.) e quello di falsità in titoli di credito (art. 485 e 491 c.p.) possono concorrere tra loro, non ponendosi alcun problema di alternatività o di specialità. Infatti, a parte il rilievo che trattasi di fattispecie che tutelano beni diversi, il fulcro naturalistico della prima condotta è rappresentato dalla ricezione o dall'occultamento della cosa, mentre nel secondo delitto l'azione qualificante è costituita dalla formazione di una scrittura falsa o dall'alterazione di una scrittura vera. In questa prospettiva, è del tutto irrilevante la circostanza che per compiere la falsificazione il soggetto debba avere previamente acquisito il possesso del titolo di credito, giacché tale possesso costituisce un antefatto non punibile rispetto alla fattispecie incriminatrice del falso ed è del tutto irrilevante, nella prospettiva della ricettazione, laddove il titolo non sia di provenienza delittuosa.

Cassazione penale sez. II  27 settembre 2011 n. 36911  

 

Il reato di sostituzione di persona può ritenersi assorbito in altra figura criminosa solo quando ci si trovi in presenza di un unico fatto, contemporaneamente riconducibile sia alla previsione di cui all'art. 494 c.p., sia a quella di altra norma posta a tutela della fede pubblica; per contro, si ha concorso materiale di reati quando ci si trovi in presenza di una pluralità di fatti e quindi di azioni diverse e separate. (Ciò che la Corte ha ritenuto nella condotta dell'imputato che, dopo essersi presentato sotto falso nome, aveva poi rilasciato delle cambiali firmandole con le false generalità dichiarate, commettendo quindi il reato di cui agli art. 485 e 491 c.p., contestatogli esattamente in concorso).

Cassazione penale sez. II  18 marzo 2010 n. 17767  

 

La girata “per l’incasso” di un assegno bancario in favore di un istituto di credito non legittima l’istituto medesimo all’esercizio del credito “nomine proprio”, sicché, avendo tale girata natura di semplice mandato a riscuotere, come tale priva di effetti traslativi del diritto inerente al titolo, l’eventuale falsificazione di questo è punibile ai sensi dell’art. 485 c.p. e non dell’art. 491 c.p.

Cassazione penale sez. V  03 febbraio 2009 n. 9727  



 
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