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Art. 494 codice penale: Sostituzione di persona

Chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sè o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno.


Giurisprudenza annotata

Sostituzione di persona

E' sufficiente la falsa attribuzione della qualità di esercente una professione a integrare il reato di sostituzione di persona, atteso che la legge ricollega a detta qualità gli effetti giuridici tipici della corrispondente professione intellettuale; né si richiede che il fatto tenda all'illegale esercizio della professione, essendo sufficiente che venga coscientemente voluto e sia idoneo a trarre in inganno la fede pubblica (nella specie, l'imputata si era finta avvocato per ottenere la fiducia di un cliente e indurlo quindi ad aprire col suo aiuto un conto corrente postale, procurandosi poi i relativi assegni e la carta Postamat attraverso la consegna dei relativi moduli di richiesta recanti la firma contraffatta del correntista).

Cassazione penale sez. V  02 luglio 2014 n. 46505  

 

La falsa attribuzione della qualità di esercente una professione integra il reato di sostituzione di persona atteso che la legge ricollega a detta qualità gli effetti giuridici tipici della corrispondente professione intellettuale, mentre non è necessario che il fatto tenda all'illegale esercizio della professione o che miri alla mera soddisfazione di una vanità personale, essendo sufficiente che venga coscientemente voluto e sia idoneo a trarre in inganno la fede pubblica. (Fattispecie, nella quale l'imputato si qualificava come collega del medico curante della persona offesa). (Rigetta, App. Milano, 07/10/2013 )

Cassazione penale sez. II  05 giugno 2014 n. 30229  

 

Il dolo specifico del delitto di sostituzione di persona consiste nel fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio patrimoniale o non patrimoniale, ovvero di recare ad altri un danno. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che ha ravvisato gli estremi del reato di cui all'art. 494 c.p. con riferimento alla condotta di un calciatore che, al fine di prendere parte ad una partita nonostante fosse stato squalificato, si era attribuito la identità di altro giocatore). (Dichiara inammissibile, App. Potenza, 03/10/2013 )

Cassazione penale sez. V  26 maggio 2014 n. 41012  

 

Integra il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.), la condotta di colui che crei ed utilizzi un "profilo" su social network, utilizzando abusivamente l'effige di una persona del tutto inconsapevole, al fine di comunicare con altri iscritti e di condividere materiale in rete.

Cassazione penale sez. V  23 aprile 2014 n. 25774  

 

Integra il delitto di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) la condotta di colui che crea ed utilizza un "profilo" su social network, utilizzando abusivamente l'immagine di una persona del tutto inconsapevole, associata ad un "nickname" di fantasia ed a caratteristiche personali negative. (In motivazione, la Corte ha osservato che la descrizione di un profilo poco lusinghiero sul "social network" evidenzia sia il fine di vantaggio, consistente nell'agevolazione delle comunicazioni e degli scambi di contenuti in rete, sia il fine di danno per il terzo, di cui è abusivamente utilizzata l'immagine). (Rigetta, App. Reggio Calabria, 16/05/2013 )

Cassazione penale sez. V  23 aprile 2014 n. 25774  

 

Il delitto di sostituzione di persona non è assorbito in altra figura criminosa, in presenza di un unico fatto, contemporaneamente riconducibile sia alla previsione di cui all'art. 494 c.p. sia a quella di altra norma a tutela della fede pubblica. (In applicazione di tale principio, la Corte ha escluso il concorso apparente di norme tra i reati di sostituzione di persona e falsità in certificati nella condotta dell'imputato, che aveva falsificato la carta d'identità del soggetto, cui successivamente si era sostituito per commettere ulteriori reati). Annulla in parte con rinvio, App. Roma, 05/03/2013

Cassazione penale sez. II  19 dicembre 2013 n. 6597  

 

In tema di falsità in scrittura privata, il delitto di cui all’art. 485 c.p. assorbe quello di sostituzione di persona, di cui all’art. 494 c.p. laddove si tratti di un unico fatto riconducibile ad entrambe le previsioni criminose; diversamente, laddove si ravvisi una pluralità di fatti si verifica un concorso materiale di reati.

Corte appello Torino sez. I  19 maggio 2012 n. 1910  

 

L'inserimento, in una chat di incontri personali, del numero di telefono cellulare di un'altra persona, ignara, in associazione a uno pseudonimo (il telematico nickname) al fine di danneggiare la stessa persona facendola apparire sessualmente disponibile, integra il reato di sostituzione di persona di cui all'art. 494 c.p. nella modalità dell'attribuzione di un falso nome.

Cassazione penale sez. V  28 novembre 2012 n. 18826  

 

Integra il reato di sostituzione di persona, di cui all'art. 494 c.p., la condotta di chi inserisce in una "chat" di incontri personali i dati identificativi di altra persona, ad insaputa di quest'ultima.

Cassazione penale sez. V  28 novembre 2012 n. 18826  

 

La condotta di chi passa alla timbratura il tesserino magnetico appartenente ad un collega, attestandone falsamente la presenza sul luogo di lavoro, non integra il reato di cui all'art. 494 c.p. (sostituzione di persona), atteso che nella specie non si riscontra l'elemento caratterizzante della fattispecie delittuosa ovverosia l'attribuzione al soggetto attivo e la conseguente rappresentazione nei confronti dei terzi, allo scopo di indurli in errore per far conseguire a sé o ad altri un vantaggio ovvero per arrecare ad altri un danno, di connotati che, pur non appartenendogli appaiono idonei a definirlo come una persona diversa da quella che egli effettivamente è ovvero rivestito di uno stato o dotato di una qualità a cui la legge riconnette effetti giuridici, che egli in realtà non possiede (nella specie, la Corte ha escluso la configurabilità del reato, in quanto in nessun momento l'imputato si era sostituito al collega, attribuendosi i dati identificativi di quest'ultimo e presentandosi all'esterno come tale, avendo egli effettuato una doppia vidimazione, marcando, oltre alla propria scheda magnetica, anche quella del coimputato, agendo, in definitiva, come una longa manus di quest'ultimo).

Cassazione penale sez. V  21 settembre 2012 n. 48662  

 

In tema di falsità in scrittura privata, il delitto di cui all’art. 485 c.p. assorbe quello di sostituzione di persona, di cui all’art. 494 c.p. laddove si tratti di un unico fatto riconducibile ad entrambe le previsioni criminose; diversamente, laddove si ravvisi una pluralità di fatti si verifica un concorso materiale di reati.

Corte appello Torino sez. I  19 maggio 2012 n. 1910  

 

Integra il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) la condotta di colui che crei ed utilizzi un account ed una casella di posta elettronica servendosi dei dati anagrafici di un diverso soggetto, inconsapevole, con il fine di far ricadere su quest'ultimo l'inadempimento delle obbligazioni conseguenti all'avvenuto acquisto di beni mediante la partecipazione ad aste in rete.

Cassazione penale sez. III  15 dicembre 2011 n. 12479  

 

La partecipazione ad aste on-line con l'uso di uno pseudonimo presuppone necessariamente che a tale pseudonimo corrisponda una reale identità, accertabile on-line da parte di tutti i soggetti con i quali vengono concluse compravendite. Sicchè, integra il reato di sostituzione di persona, di cui all'art. 494 c.p., la condotta di colui che crei ed utilizzi un account di posta elettronica, attribuendosi falsamente le generalità di un diverso soggetto, inducendo in errore gli utenti della rete internet, nei confronti dei quali le false generalità siano declinate e con il fine di arrecare danno al soggetto le cui generalità siano state abusivamente spese

Cassazione penale sez. III  15 dicembre 2011 n. 12479  

 

Chi utilizza tecniche di "phishing" per ottenere, tramite artifici e raggiri e inducendo in errore l'utente, le credenziali di autenticazione necessarie ad accedere abusivamente a spazi informatici esclusivi del titolare (ad esempio relativi alla gestione dei conti correnti on line) e a svolgere, senza autorizzazione, operazioni bancarie o finanziarie, può rispondere dei delitti di cui agli art. 494 (sostituzione di persona), 615 ter (accesso abusivo a sistemi informatici o telematici) e 640 c.p. (truffa). Sono penalmente responsabili coloro che, senza essere concorsi nel reato presupposto, nella piena consapevolezza della provenienza illecita o, comunque, accettandone il rischio - purché non desunto da semplici motivi di sospetto, bensì da una situazione fattuale inequivoca - a seguito di proposte di collaborazione in Internet, tramite e-mail, contatti in chat o messaggi allocati su pagine web, e la prospettazione di facili guadagni in relazione alla semplice attività richiesta ai cosiddetti "financial manager", pongono all'incasso e successivamente trasferiscono somme di denaro, tutte provenienti da delitti non colposi.

Tribunale Milano  07 ottobre 2011



 
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