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Art. 538 codice penale: Misure di sicurezza

Alla condanna per il delitto preveduto dall’articolo 531 può essere aggiunta una misura di sicurezza detentiva. La misura di sicurezza detentiva è sempre aggiunta nei casi preveduti dagli articoli 532, 533, 534, 535 e 536.


Giurisprudenza annotata

Prostituzione

L'applicazione della misura di sicurezza detentiva prevista dall'art. 538 c.p. per i delitti in materia di prostituzione è facoltativa nei casi di favoreggiamento semplice o generico, previsti dall'art. 3 comma 1 n. 8 l. 20 febbraio 1958 n. 75, mentre è obbligatoria nei casi di favoreggiamento aggravato, previsti dall'art. 4 l. citata.

Cassazione penale sez. III  23 giugno 2011 n. 29984  

 

La condanna per il delitto di sfruttamento della prostituzione nonché per il delitto di prostituzione minorile comporta, in caso di accertamento in concreto della pericolosità sociale del soggetto agente, l'applicazione di una misura di sicurezza detentiva. Rimette il ricorso alle Sezioni Unite, Gip Trib. Modena, 3/12/2007

Cassazione penale sez. III  13 gennaio 2009 n. 8843  

 

L'art. 538 c.p., che prevede la possibilità di aggiungere alla sentenza di condanna una misura di sicurezza detentiva è tuttora applicabile anche dopo l'emanazione della l. 20 febbraio 1958, n. 75, dovendo trovare corrispondenza nelle fattispecie ivi disciplinate.

Tribunale Napoli  04 dicembre 2003

 

Ai sensi del comma 2 dell'art. 538 c.p., posto che la materia della liquidazione del danno erariale è attribuita dalla legge alla corte dei conti quale giudice esclusivo, risulta che si determina una inammissibile invasione della sfera di giurisdizione attribuita al giudice contabile, qualora in sede penale sia stata statuita la condanna del dipendente al risarcimento del danno con la liquidazione del relativo ammontare, con la conseguenza che la sentenza, per quanto concerne il "quantum debeatur", sarebbe viziata da difetto di giurisdizione e non avrebbe autorità di cosa giudicata.

Corte Conti reg. (Sardegna) sez. giurisd.  21 maggio 1993 n. 201  

 

Anche dopo la l. 20 febbraio 1958 n. 75, emanata per accentuare la lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui, è rimasto in vigore l'art. 538 c.p. e pertanto la misura di sicurezza ivi prevista resta applicabile ai reati di cui agli art. 3 e 4 della legge citata.

Cassazione penale sez. I  09 maggio 1985

 

È manifestamente infondata, in relazione all'art. 27 cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 538 c.c. prospettata perché la norma consente l'assegnazione ad una casa di lavoro, sulla base di una presunzione assoluta di pericolosità del reo. Infatti l'applicazione automatica della misura di sicurezza trova il suo ragionevole fondamento nel fatto che la pericolosità sociale del suo autore si manifesta "ex se", in relazione al fatto legalmente tipizzato secondo dati di comune esperienza.

Cassazione penale sez. III  02 luglio 1984



 
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