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Art. 54 codice penale: Stato di necessità

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sè od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, nè altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo.

La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche se lo stato di necessità è determinato dall’altrui minaccia; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata risponde chi l’ha costretta a commetterlo.


Giurisprudenza annotata

Stato di necessità

Una condizione di difficoltà economica non può legittimare, ai sensi dell'art. 54 c.p., un'occupazione permanente di un immobile per risolvere, in realtà, in modo surrettizio, un'esigenza abitativa (nella specie, la Corte ha escluso la sussistenza della causa di giustificazione in capo all'imputata che, con quattro figlie minori a carico e priva di soluzione abitativa, avendo lasciato l'appartamento nel quale risiedeva in qualità di conduttrice perché non in grado di sostenere le spese di locazione a causa della precarietà lavorativa, aveva occupato un alloggio popolare).

Cassazione penale sez. II  06 febbraio 2015 n. 8603  

 

Il motivo plausibile e giustificato, ostativo al mancato svolgimento del diritto di visita da parte del genitore non affidatario, che può costituire valida causa di esclusione della colpevolezza, è individuabile in quello che, pur senza configurare l'esimente dello stato di necessità di cui all'art. 54 c.p., deve essere stato determinato dalla volontà di esercitare il diritto-dovere di tutela dell'interesse del minore, in situazioni, transitorie e sopravvenute, non ancora devolute al giudice per l'eventuale modifica del provvedimento di affidamento, ma integranti i presupposti di fatto per ottenerla (disattesa, nella specie, l'eccezione sollevata dall'imputata che aveva eccepito che i figli, trovandosi in periodo di vacanza, avevano manifestato la volontà di non veder il padre).

Cassazione penale sez. VI  11 dicembre 2014 n. 7611  

 

L'illecita occupazione di un bene immobile é scriminata dallo stato di necessità conseguente al danno grave alla persona, che ben può consistere, oltre che in lesioni della vita o dell'integrità fisica, nella compromissione di un diritto fondamentale della persona come il diritto di abitazione, sempre che ricorrano, per tutto il tempo dell'illecita occupazione, gli altri elementi costitutivi, e cioè l'assoluta necessità della condotta e l'inevitabilità del pericolo (riconosciuto, nella specie, lo stato di necessità in capo all'imputata cittadina extracomunitaria, la quale all'atto della occupazione dell'alloggio risultava in condizioni di salute assai precarie, in quanto sieropositiva, e per di più con gravidanza a rischio, tanto da aver partorito prima del termine).

Cassazione penale sez. II  17 ottobre 2014 n. 44363

 

Non sussiste l'ipotesi di stato di necessità tale da giustificare la condotta dell'imputato che, per indurre i Carabinieri a trasportare il proprio fratello prima in ospedale piuttosto che in carcere, tamponi ripetutamente la vettura dei Carabinieri sul quale è trasportato il fratello.

Cassazione penale sez. II  14 ottobre 2014 n. 45111  

 

Ai fini dell'integrazione dell'esimente dello stato di necessità, è necessario che il pericolo di un danno grave alla persona sia attuale ed imminente o, comunque, idoneo a fare sorgere nell'autore del fatto la ragionevole opinione di trovarsi in siffatto stato, non essendo all'uopo sufficiente un pericolo eventuale, futuro, meramente probabile o temuto, né potendo la scriminante operare sulla base di fatti sforniti di riscontri oggettivi e accertati in via presuntiva (esclusa, nella specie, la sussistenza dell'esimente invocata dall'imputato, il quale si era messo alla guida di un veicolo, nonostante la revoca della patente di guida causa la sottoposizione alla misura della sorveglianza speciale, per accompagnare la moglie in stato di gravidanza al pronto soccorso in quanto aveva avvertito un malessere. Lo stato di necessità era stato ritenuto non provato in assenza della produzione di certificato medico e in mancanza del trasferimento della donna, nell'immediatezza del fatto, in ospedale).

Cassazione penale sez. V  03 ottobre 2014 n. 49586  

 

Il riconoscimento dell'esimente dello stato di necessità di cui all'art. 54 c.p. per il reato di occupazione arbitraria di un appartamento di proprietà dello IACP ricorre solo in presenza di un pericolo attuale di un danno grave alla persona, non coincidendo la scriminante dello stato di necessità con l'esigenza dell'agente di reperire un alloggio e risolvere i propri problemi abitativi (nella specie, l'imputata non aveva allegato nulla, se non la sussistenza di un disagio abitativo; infatti, pur riconoscendo le problematiche legate alla nascita di un figlio, tuttavia, deve ritenersi che, con la sua azione, l'imputata aveva comunque finito per sottrarre una risorsa abitativa a soggetti aventi maggiore bisogno, secondo i criteri elaborati dall'ente pubblico che provvede all'assegnazione degli edifici residenziali pubblici in base a graduatorie che garantiscono le persone più bisognose).

Cassazione penale sez. II  25 settembre 2014 n. 43078  

 

L'esimente di cui all'art 54 c.p. richiede, per la sua configurabilità, che nel momento in cui l'agente agisca "contra ius", al fine di evitare un danno grave alla persona, il pericolo sia imminente e, quindi, individuato e circoscritto nel tempo e nello spazio. (Fattispecie relativa ad abusiva occupazione di alloggi Iacp, in cui la Corte ha affermato che lo stato di necessità può essere invocato solo per un pericolo attuale e transitorio e non per risolvere definitivamente la propria esigenza abitativa). (Rigetta, App. Napoli, 30/04/2013 )

Cassazione penale sez. II  25 settembre 2014 n. 43078  



 
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