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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 558 codice penale: Induzione al matrimonio mediante inganno

Chiunque, nel contrarre matrimonio avente effetti civili, con mezzi fraudolenti occulta all’altro coniuge l’esistenza di un impedimento che non sia quello derivante da un precedente matrimonio è punito, se il matrimonio è annullato a causa dell’impedimento occultato, con la reclusione fino a un anno ovvero con la multa da lire quattrocentomila a due milioni.


Giurisprudenza annotata

Induzione al matrimonio con inganno

Perché si realizzi l'ipotesi prevista dall'art. 129-"bis" c.c., che disciplina la responsabilità del coniuge (e del terzo) al quale sia imputabile la nullità del matrimonio, occorre un doppio collegamento tra la situazione in cui si sostanzia la causa di invalidità del matrimonio e il coniuge a cui carico si pongono gli oneri patrimoniali a favore dell'altra parte: un obiettivo nesso eziologico ed una attribuibilità soggettiva che, senza identificarsi con l'elemento psicologico della attribuibilità soggettiva che, senza identificarsi con l'elemento psicologico delle fattispecie penali previste dagli art. 139 c.c. e 558 c.p., giustifichi detta responsabilità quanto meno sotto il profilo della consapevolezza del fatto invalidante e dell'omesso rifiuto di contrarre matrimonio. Ad integrare tale elemento soggettivo non è però necessario che il coniuge o il terzo, ai quali sia imputabile la causa di nullità, abbiano dolosamente posto in essere la situazione invalidante, nè che siano consapevoli degli effetti giuridici che da essa conseguono. (Nella specie, in applicazione al principio di cui alla massima, l'art. 129-"bis" c.c. è stato ritenuto correttamente applicato ad una ipotesi in cui l'invalidità del matrimonio celebrato con rito religioso era stata determinata dalla simulazione unilaterale coscientemente voluta da uno dei coniugi).

Cassazione civile sez. I  19 marzo 1980 n. 1826  

 

Il fatto costitutivo del delitto di cui all'art. 558 c.p. consiste nel contrarre matrimonio avente effetti civili, occultando fraudolentemente all'altro coniuge l'esistenza di un impedimento diverso da quello derivante da un precedente matrimonio; l'impedimento deve concretarsi in una vera e propria causa di annullamento del matrimonio, mentre la condotta dell'agente consiste nel porre in essere mezzi fraudolenti idonei ad occultare l'impedimento di che trattasi, non bastando quindi il mero silenzio e neppure un mero contegno omissivo ma necessitando mezzi positivi di inganno per captare l'altrui volontà.

Corte appello Roma  21 dicembre 1977

 

 



 
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