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Art. 566 codice penale: Supposizione o soppressione di stato

Chiunque fa figurare nei registri dello stato civile una nascita inesistente è punito con la reclusione da tre a dieci anni.

Alla stessa pena soggiace chi, mediante l’occultamento di un neonato, ne sopprime lo stato civile.


Giurisprudenza annotata

Delitti contro lo stato di famiglia

Nel reato di soppressione di stato, la condotta di occultamento consiste nel nascondere per un apprezzabile periodo di tempo il neonato, a tutti i soggetti legittimati a denunciare la nascita all'ufficiale dello stato civile e si protrae fino alla dichiarazione “tardiva” o alla formazione di ufficio dell'atto di nascita.

Cassazione penale sez. VI  21 maggio 2013 n. 26097  

 

L'integrazione del reato di soppressione dello stato civile, perpetuato mediante occultamento del neonato, non è escluso in presenza della dichiarazione tardiva dei genitori posto che il riconoscimento tardivo dell'infante non produce alcun effetto esimente in ordine alla consumazione della fattispecie criminosa commessa in precedenza.

Cassazione penale sez. VI  21 maggio 2013 n. 26097  

 

È costituzionalmente illegittimo l'art. 569 c.p., nella parte in cui stabilisce che, in caso di condanna pronunciata contro il genitore per il delitto di soppressione di stato, previsto dall'art. 566 comma 2 c.p., consegua di diritto la perdita della potestà genitoriale, così precludendo al giudice ogni possibilità di valutazione dell'interesse del minore nel caso concreto. Incidendo la pena accessoria su una potestà che coinvolge non soltanto il suo titolare ma anche, necessariamente, il figlio minore, in tanto può ritenersi giustificabile l'interruzione di quella "relatio", in quanto essa si giustifichi proprio in funzione di tutela degli interessi del minore, sicché all'irragionevole automatismo legale va sostituita - quale soluzione costituzionalmente più congrua - una valutazione concreta del giudice, così da assegnare all'accertamento giurisdizionale sul reato null'altro che il valore di "indice" per misurare la idoneità o meno del genitore ad esercitare le proprie potestà, come del resto imposto dalle numerose convenzioni internazionali sulla protezione dei minori (sent. n. 31, 134 del 2012).

Corte Costituzionale  23 gennaio 2013 n. 7  

 

È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità, in riferimento agli art. 2, 3, 29, 30 e 117 cost., dell'art. 569 c.p., nella parte in cui stabilisce che, in caso di condanna pronunciata contro il genitore per il delitto di soppressione di stato, previsto dall'art. 566 comma 2 c.p., consegua di diritto la perdita della potestà genitoriale, così precludendo al giudice ogni possibilità di valutazione dell'interesse del minore nel caso concreto.

Cassazione penale sez. VI  07 giugno 2012 n. 23167  

 

Non è manifestamente infondata, in relazione all'art. 30 cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 569 c.p. nella parte in cui stabilisce che nel caso di condanna per il reato di cui all'art. 566 c.p. (supposizione o soppressione di stato) debba essere obbligatoriamente irrogata la perdita della potestà parentale, senza che al giudice venga attribuito alcun sindacato circa l'opportunità di applicare, nel caso concreto, la pena accessoria, determinando in tal modo la possibilità che quest'ultima si traduca in un rilevante danno per il minore incolpevole e con ciò violando il principio costituzionale che presiede al rapporto parentale e lo qualifica fonte di diritti e doveri reciproci.

Tribunale Roma  04 aprile 1986

 

Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 569 c.p., nella parte in cui stabilisce l'obbligo per il giudice di applicare la pena accessoria della perdita della patria potestà in ogni caso di condanna per alcuno dei reati previsti dagli art. 566, 567 e 568 c.p., in riferimento all'art. 30 cost.

Tribunale Roma  04 aprile 1986

 

L'obbligo della dichiarazione di nascita del neonato grava su entrambi i genitori naturali anche se è imposta in via primaria al padre. (Applicazione in tema di occultamento di neonato - art. 566 comma 2 c.p.).

Cassazione penale sez. VI  18 ottobre 1978

 

Il reato di soppressione di stato (art. 566 comma 2 c.p.) consiste nell'impedire al neonato l'acquisto dello stato civile spettantegli senza attribuirgliene uno diverso e si consuma facendo in modo che egli non risulti nato, e si trovi in vita senza che sia dato conoscere a quale famiglia appartenga. (Nella specie era stata occultata la nascita di un bambino al fine di sottrarsi alle conseguenze di una relazione adulterina).

Cassazione penale sez. VI  18 ottobre 1978



 
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