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Art. 569 codice penale: Pena accessoria

La condanna pronunciata contro il genitore per alcuno dei delitti preveduti da questo capo importa la perdita della potestà dei genitori o della tutela legale.


Giurisprudenza annotata

Pena accessoria

È costituzionalmente illegittimo l'art. 569 c.p., nella parte in cui stabilisce che, in caso di condanna pronunciata contro il genitore per il delitto di soppressione di stato, previsto dall'art. 566 comma 2 c.p., consegua di diritto la perdita della potestà genitoriale, così precludendo al giudice ogni possibilità di valutazione dell'interesse del minore nel caso concreto. Incidendo la pena accessoria su una potestà che coinvolge non soltanto il suo titolare ma anche, necessariamente, il figlio minore, in tanto può ritenersi giustificabile l'interruzione di quella "relatio", in quanto essa si giustifichi proprio in funzione di tutela degli interessi del minore, sicché all'irragionevole automatismo legale va sostituita - quale soluzione costituzionalmente più congrua - una valutazione concreta del giudice, così da assegnare all'accertamento giurisdizionale sul reato null'altro che il valore di "indice" per misurare la idoneità o meno del genitore ad esercitare le proprie potestà, come del resto imposto dalle numerose convenzioni internazionali sulla protezione dei minori (sent. n. 31, 134 del 2012).

Corte Costituzionale  23 gennaio 2013 n. 7  

 

È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità, in riferimento agli art. 2, 3, 29, 30 e 117 cost., dell'art. 569 c.p., nella parte in cui stabilisce che, in caso di condanna pronunciata contro il genitore per il delitto di soppressione di stato, previsto dall'art. 566 comma 2 c.p., consegua di diritto la perdita della potestà genitoriale, così precludendo al giudice ogni possibilità di valutazione dell'interesse del minore nel caso concreto.

Cassazione penale sez. VI  07 giugno 2012 n. 23167  

 

In relazione alla q.l.c., in riferimento agli art. 2, 3, 27, comma 3, 30 e 31 cost., dell'art. 569 c.p., nella parte in cui prevede "l'applicazione automatica della pena accessoria della perdita della potestà genitoriale a seguito della commissione del reato di cui all'art. 567 c.p.", non è fondata l'eccezione di inammissibilità per difetto di motivazione in ordine ai parametri evocati. Sia pure in forma concisa, ma sufficiente, l'ordinanza di rimessione dà conto delle ragioni che la sostengono.

Corte Costituzionale  23 febbraio 2012 n. 31  

 

È costituzionalmente illegittimo, per violazione del principio di ragionevolezza, l'art. 569 c.p., nella parte in cui stabilisce che, in caso di condanna pronunciata contro il genitore per il delitto di alterazione di stato, previsto dall'art. 567, comma 2, c.p., consegua di diritto la perdita della potestà genitoriale, così precludendo al giudice ogni possibilità di valutazione dell'interesse del minore nel caso concreto.

Corte Costituzionale  23 febbraio 2012 n. 31  

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento all'art. 30 cost., della previsione di cui all'art. 569 c.p., nella parte in cui commina l'automatica applicazione della pena accessoria della perdita della potestà parentale a carico dei genitori per i delitti previsti dal capo III del titolo X del libro II c.p.

Corte Costituzionale  23 giugno 1988 n. 723  

 

Non è manifestamente infondata, in relazione all'art. 30 cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 569 c.p. nella parte in cui stabilisce che nel caso di condanna per il reato di cui all'art. 566 c.p. (supposizione o soppressione di stato) debba essere obbligatoriamente irrogata la perdita della potestà parentale, senza che al giudice venga attribuito alcun sindacato circa l'opportunità di applicare, nel caso concreto, la pena accessoria, determinando in tal modo la possibilità che quest'ultima si traduca in un rilevante danno per il minore incolpevole e con ciò violando il principio costituzionale che presiede al rapporto parentale e lo qualifica fonte di diritti e doveri reciproci.

Tribunale Roma  04 aprile 1986

 

È rilevante, e non manifestamente infondata, in riferimento all'art. 30 cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 569 c.p. il quale prevede l'automatismo dell'applicazione "ipso iure" della pena accessoria della perdita della patria potestà a seguito di condanna per i delitti di cui al capo III del titolo nono del libro secondo c.p. (delitti contro lo stato di famiglia), risultando anacronistica tale disposizione, non più in sintonia con gli orientamenti della vigente Costituzione e del nuovo diritto di famiglia imperniato sulla prevalenza assoluta dell'interesse del minore, laddove si impedisce al giudice di valutare se l'irrogazione nel caso concreto, costituisca danno per il minore.

Tribunale Roma  04 aprile 1986



 
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