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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 57-bis codice penale: Reati commessi col mezzo della stampa non periodica

Nel caso di stampa non periodica, le disposizioni di cui al precedente articolo si applicano all’editore, se l’autore della pubblicazione è ignoto o non imputabile, ovvero allo stampatore, se l’editore non è indicato o non è imputabile.

Articolo aggiunto dalla L. 4 marzo 1958, n. 127.


Giurisprudenza annotata

Reati a mezzo stampa non periodica

Soggetto attivo del reato di cui all'art. 57 c.p. è anche chi, non essendo state osservate le prescrizioni concernenti la sua nomina, eserciti di fatto le mansioni di direttore responsabile del periodico. Ne consegue che l'omessa registrazione del mutamento del direttore responsabile non costituisce motivo di impunità per il soggetto che, sia pure irregolarmente, succede nella carica di direttore responsabile assumendone in concreto le mansioni. Invero, a norma dell'art. 58 c.p., le disposizioni dei precedenti artt. 57 e 57-bis si applicano anche nell'ipotesi della stampa clandestina, nel cui ambito ricade la violazione dell'art. 6 della legge sulla stampa, concernente l'obbligo della dichiarazione dei mutamenti.

Cassazione penale sez. V  21 aprile 1983

 

 

Internet

Non è configuratile la responsabilità per omissione a carico di quanti ricoprono ruoli amministrativi e gestionali in società operanti come Internet service provider, in relazione a contenuti diffamatori perpetrati da utenti del servizio, posto che non sono ravvisabili né una posizione di garanzia (la quale non può desumersi dalla normativa in materia di stampa, ostandovi il divieto di analogia in malam partem), né la concreta possibilità di effettuare un controllo preventivo sui dati caricati (dato che, in considerazione dell'ingente afflusso di dati, l'attivazione di un sistema di filtraggio non sarebbe efficace e altererebbe la funzionalità del servizio).

Corte appello Milano sez. I  27 febbraio 2013 n. 8611  

 

Per sostenere la responsabilità a titolo di omissione del "service" o "host provider" (che consente all'utente finale il collegamento ad internet ed i suoi ulteriori servizi) per il fatto illecito del "content provider" (autore materiale dell'immissione in rete dei dati illeciti, nella specie la divulgazione di materiale pedo-pornografico) occorre affermare a loro carico un obbligo giuridico di impedimento (non già dell'evento ma della stessa condotta illecita del "content provider") e quindi da un lato una sua posizione di garanzia e dall'altro lato una possibilità effettiva di controllo preventivo sul contenuto dei messaggi. Sotto il primo profilo non è ravvisabile una posizione di garanzia, stante l'assenza di una previsione specifica in tal senso e la non applicabilità in via analogica "in malam partem" - degli art. 57 e 57 bis c.p. Nè la posizione di garanzia può argomentarsi disposizione sostenendo l'esercizio precedente da parte di detto provider di un'attività pericolosa in quanto tale non può considerarsi la sua offerta di uno spazio nel web e l'apertura di un "link" con un determinato sito che rappresenta un'azione consentita e del tutto neutra per il diritto penale. Sotto il secondo profilo, non è ravvisabile la possibilità concreta di esercitare un efficace controllo sui messaggi ospitati sul proprio sito visto l'enorme afflusso dei dati che transitano sui servers e la possibilità costante di immissione di nuove comunicazioni.

Tribunale Milano  18 marzo 2004

 



 
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