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Art. 577 codice penale: Altre circostanze aggravanti. Ergastolo

Si applica la pena dell’ergastolo se il fatto preveduto dall’articolo 575 è commesso: 1) contro l’ascendente o il discendente; 2) col mezzo di sostanze venefiche, ovvero con un altro mezzo insidioso; 3) con premeditazione; 4) con concorso di talune delle circostanze indicate nei numeri 1 e 4 dell’articolo 61.

La pena è della reclusione da ventiquattro a trenta anni, se il fatto è commesso contro il coniuge, il fratello o la sorella, il padre o la madre adottivi, o il figlio adottivo o contro un affine in linea retta.


Giurisprudenza annotata

Ergastolo

Il delitto di omicidio aggravato punito con l'ergastolo è imprescrittibile sia in base all'attuale disciplina, sia in base a quella precedente alla riforma dell'art. 157 c.p., introdotta con la l. n. 251 del 2005, anche se quest'ultima deve qualificarsi come disciplina "più favorevole", in quanto tale applicabile ai fatti commessi sotto la sua vigenza, giacché, in base ad essa, il reato al quale è astrattamente irrogabile l'ergastolo per effetto della configurabilità dell'aggravante può essere estinto per prescrizione quando vengono concretamente riconosciute dal giudice circostanze attenuanti prevalenti o equivalenti. (Annulla senza rinvio, Ass.App. Reggio Calabria, 06/12/2012)

Cassazione penale sez. I  01 aprile 2014 n. 35407  

 

Il delitto di omicidio aggravato, punibile in astratto con la pena dell'ergastolo, commesso prima della modifica dell'art. 157 c.p. introdotta dalla l. n. 251 del 2005, è imprescrittibile, soltanto se il reato sia stato in concreto punito con la pena perpetua. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto estinto per prescrizione il delitto di omicidio aggravato, commesso prima dell'entrata in vigore della l. n. 251 del 2005, trattandosi di un reato punibile, in virtù dell'attenuante speciale di cui all'art. 8 d.l. 152 del 1991, con la pena da dodici a ventiquattro anni, per il quale era maturato il termine di prescrizione, pari a quindici anni, prorogabile fino ad anni ventidue e mesi sei). (Conf. a n. 42040 del 2014, non massimata). (Annulla in parte senza rinvio, Ass.App. Catanzaro, 25/05/2012)

Cassazione penale sez. I  24 marzo 2014 n. 42041  

 

 

Aggravanti

Non osta alla configurabilità dell'aggravante della premeditazione il fatto che il soggetto agente abbia condizionato l'attuazione del proposito criminoso alla mancata verificazione di un evento ad opera della vittima, quando la condizione risolutiva si pone come un avvenimento previsto, atto a far recedere la più precisa e ferma risoluzione criminosa del reo. (Fattispecie in cui l'omicidio era stato programmato per il caso in cui la vittima avesse ribadito il rifiuto di riallacciare il rapporto di convivenza con il reo). Rigetta, Ass.App. Roma, 15/12/2011

Cassazione penale sez. I  12 febbraio 2013 n. 19974  

 

Elementi costitutivi della circostanza aggravante della premeditazione sono un apprezzabile intervallo temporale tra l'insorgenza del proposito criminoso e l'attuazione di esso, tale da consentire una ponderata riflessione circa l'opportunità del recesso (elemento di natura cronologica) e la ferma risoluzione criminosa perdurante senza soluzioni di continuità nell'animo dell'agente fino alla commissione del crimine (elemento di natura ideologica). Rigetta, Ass.App. Salerno, 30/01/2012

Cassazione penale sez. V  09 aprile 2013 n. 34016  

 

Integra il reato di tentato omicidio aggravato ai sensi dell'art. 577, comma 1, n. 2 c.p., la condotta dell'agente che, nell'ambito del normale traffico cittadino, speroni l'automobile condotta dalla vittima, costituendo tale comportamento “mezzo insidioso” di natura ingannevole, recante in sé un pericolo nascosto idoneo a sorprendere l'attenzione della vittima e a rendere più difficoltosa la difesa.

Cassazione penale sez. I  05 febbraio 2013 n. 11561  

 

Sussiste l'aggravante prevista dall'art. 577 comma 2 c.p. quando la condotta omicidiaria sia commessa da cittadino straniero nei confronti di altra persona, anch'ella straniera, con la quale intercorra rapporto coniugale contratto all'estero e non riconosciuto formalmente in Italia, rilevando ai fini del riconoscimento della circostanza non il dato formale ma la sussistenza di stabili vincoli affettivi tra agente e vittima.

Cassazione penale sez. I  03 luglio 2012 n. 29709  

 

Non sussiste l'interesse della parte civile a proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza di condanna che abbia escluso per l'imputato l'aggravante della premeditazione (art. 577, n. 3, c.p.), poiché questa, pur potendo determinare una più grave sanzione, non influisce sull'entità della pretesa risarcitoria, che in sede civile può dar luogo ad un'adeguata liquidazione del danno subito, indipendentemente dall'entità della pena inflitta e, quindi, dal particolare disvalore sociale del fatto connesso alla sussistenza della premeditazione.

Cassazione penale sez. I  01 marzo 2011 n. 31843  

 

Ai fini della configurabilità dell'aggravante del rapporto di "coniugio", prevista dall'art. 577, comma secondo, cod. pen., è irrilevante l'intervenuta separazione legale tra i coniugi. Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Ancona, 17/02/2010

Cassazione penale sez. I  01 febbraio 2011 n. 7198  

 

Sono compatibili l'aggravante dalla generale disposizione dell'art. 61 n. 11 c.p. e dalla disposizione specifica dell'art. 577 n. 1 (abuso del rapporto di paternità) c.p., in ragione del diverso fondamento oggettivo e della diversa ratio che caratterizzano le circostanze in questione, la prima avente natura oggettiva e consistente in una relazione di fatto tra l'imputato e la parte lesa che agevola la commissione del reato, la seconda avente natura soggettiva ed incentrata esclusivamente nel legame genitoriale preso in considerazione di per sé ed al di fuori di altre condizioni quali la coabitazione e l'ospitalità.

Cassazione penale sez. I  12 novembre 2009 n. 6587  

 

Non sussiste alcuna incompatibilità tra la circostanza aggravante prevista dall'art. 61 n. 11 cod. pen. (abuso di autorità o di particolari relazioni) e quella specifica di cui all'art. 577 n. 1 dello stesso codice (abuso del rapporto di paternità), dati il diverso fondamento oggettivo e la diversa "ratio" che caratterizzano le due fattispecie circostanziali in questione, la prima avente natura oggettiva e consistente in una relazione di fatto tra l'imputato e la parte offesa che agevola la commissione del delitto, la seconda avente natura soggettiva ed incentrata esclusivamente sul legame genitoriale preso in considerazione di per sé e al di fuori di altre condizioni quali la coabitazione e l'ospitalità. Rigetta, Ass.App. Brescia, 05 dicembre 2008

Cassazione penale sez. I  12 novembre 2009 n. 6587  

 

Deve escludersi la sussistenza della circostanza aggravante prevista al n. 4 dell'art. 577 c.p. quando le modalità della condotta non costituiscano un "quid pluris" rispetto all'attività necessaria ai fini della consumazione del reato, e che rendono la condotta stessa particolarmente riprovevole per la gratuità e la superfluità dei patimenti cagionati alla vittima a mezzo di una azione efferata.

Corte assise Milano  17 ottobre 2009

 

Qualora, in virtù della concessione dell'attenuante ad effetto speciale della cosiddetta "dissociazione attuosa" prevista dall'art. 8 d.l. 13 maggio 1991 n. 152, convertito in l. 12 luglio 1991 n. 203 (provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata), alla pena per delitto punito con l'ergastolo nella sua forma aggravata (nella specie, omicidio volontario aggravato a norma dell'art. 577 c.p.) sia sostituita la prevista pena detentiva temporanea (da dodici a venti anni di reclusione), le circostanze aggravanti che determinavano la previsione della pena perpetua devono considerarsi obliterate dal riconoscimento di quella attenuante, sicché le residue circostanze attenuanti che siano state riconosciute simultaneamente ad essa, in assenza di altre circostanze di segno opposto, non possono confluire in un giudizio di comparazione, ma devono essere valutate ai fini delle diminuzioni di pena ulteriori a norma degli art. 65 e 67 c.p. Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Catania, 05/12/2007

Cassazione penale sez. V  08 ottobre 2009 n. 4977  

 



 
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