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Art. 582 codice penale: Lesione personale

Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni.

Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste negli artt. 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel n. 1 e nell’ultima parte dell’articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa (1).

(1)Articolo così modificato dalla L. 26 gennaio 1963, n. 24. Il secondo comma è stato successivamente così sostituito dalla L. 24 novembre 1981, n. 689.


Giurisprudenza annotata

Lesioni personali.

Il riconoscimento fotografico operato in sede di indagini di polizia giudiziaria costituisce un accertamento di fatto utilizzabile in giudizio in base ai principi di non tassatività dei mezzi di prova e del libero convincimento del giudice, per cui pur se nessuna parte processuale sottopone alla persona offesa l'album fotografico, di cui al verbale di identificazione, non ponendola nelle condizioni processuali di riconoscere l'imputato, il suddetto verbale può essere utilizzato come atto attestante il fatto storico in esso descritto ma non quale prova del riconoscimento dell'imputato da parte della persona offesa.

Tribunale Roma sez. X  27 novembre 2014 n. 76  

 

Non si da assorbimento o consunzione del delitto di abuso d'ufficio di cui all'art. 323 c.p. in quello di cui all'art. 582 c.p., quandoché la condotta del pubblico agente si esaurisca nella mera produzione delle lesioni personali e ricorra tra i due illeciti il nesso teleologico di cui allo art. 61 n. 2 c.p., configurandosi invece un rapporto di concorso formale tra i reati, i quali offendono beni giuridici distinti (fattispecie relativa all'accusa mossa all'imputato che, nella sua qualità di Agente della Polizia di Stato, aveva sottoposto a maltrattamenti e violenze tre ragazzi, tratti in arresto in flagranza di reato in occasione di incidenti di piazza e poi condotti presso la Questura).

Cassazione penale sez. I  25 novembre 2014 n. 4584  

 

È esclusa la procedibilità a querela delle lesioni lievi in danno del coniuge, in quanto la disposizione di cui all'art. 582 comma 2 c.p. prevede, nell'ipotesi di lesioni lievissime cui sia applicabile l'art. 585 c.p., la procedibilità d'ufficio, contestualmente chiarendo che la ricorrenza dell'aggravante di cui all'art. 577 c.p.p., comma 2, richiamata dall'art. 585 c.p., costituisce un'eccezione a tale previsione. Ciò è reso evidente dalla lettera della norma che individua tale ipotesi, in contrapposizione alla regola appena fissata della procedibilità di ufficio attribuita al caso della presenza delle altre circostanze aggravanti di cui all'art. 585 c.p., genericamente richiamate (Cass., sez. VI, 31 maggio 2013 n. 23827).

Ufficio Indagini preliminari La Spezia  21 novembre 2014 n. 389  

 

Il delitto di rapina impropria assorbe in sé soltanto quel minimo di violenza che si concreta nelle percosse, per cui risponde solo del delitto di lesioni aggravate colui che strattona un'altra persona per rubare il telefono cellulare procurandogli delle lesioni.

Tribunale Roma sez. X  08 ottobre 2014 n. 14895  

 

In tema di lesioni volontarie, ai fini della configurabilità del dolo, non è necessario che la volontà dell'agente sia diretta alla produzione di conseguenze lesive, ma è sufficiente, invece, il dolo eventuale insito nell'intenzione di infliggere all'altrui persona una violenza fisica (riconosciuta la sussistenza del reato in capo all'imputato che aveva danneggiato la persona offesa utilizzando una bomboletta spray contenente una sostanza irritante).

Cassazione penale sez. V  26 settembre 2014 n. 3856  

 

La nozione di "malattia", giuridicamente rilevante, comprende qualsiasi alterazione anatomica o funzionale che innesti un significativo processo patologico, anche non definitivo; vale a dire, qualsiasi alterazione anatomica che importi un processo di reintegrazione, pur se di breve durata; pertanto, la contusione costituisce malattia ai sensi dell'art. 582 c.p. (riconosciuta, nella specie, la sussistenza del reato nei confronti dell'imputato che aveva provocato una contusione escoriata al gluteo e al braccio della vittima che avevano richiesto un notevole lasso di tempo per assorbirsi).

Cassazione penale sez. V  30 maggio 2014 n. 44026  

 

In tema di lesioni personali, integra la malattia di cui all'art. 582 c.p. il trauma contusivo, ancorché privo di alterazioni di natura anatomica, purché caratterizzato da alterazioni da cui deriva una limitazione funzionale o un significativo processo patologico, ovvero una apprezzabile compromissione delle funzioni dell'organismo. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata nella parte in cui ha desunto la prova della malattia anche dalle dichiarazioni della persona offesa circa il forte dolore avvertito). (Dichiara inammissibile, App. Caltanissetta, 27/03/2012 )

Cassazione penale sez. V  06 maggio 2014 n. 40978  

 

Quando la violenza esercitata nei confronti di un pubblico ufficiale per costringerlo ad omettere un atto del proprio ufficio anteriormente all'inizio della sua esecuzione eccede il fatto di percosse e volontariamente provoca lesioni personali in danno dell'interessato, si determina un concorso tra il delitto di violenza o minaccia a pubblico ufficiale e quello di lesioni, e per quest'ultimo sussiste l'aggravante della connessione teleologica, a nulla rilevando che reato-mezzo e reato-fine siano integrati dalla stessa condotta materiale. (Annulla senza rinvio, App. Palermo, 20/02/2013 )

Cassazione penale sez. VI  17 aprile 2014 n. 32703  

 

Anche le alterazioni anatomiche minime, seppur sprovviste di apprezzabili conseguenze sul piano funzionale per l'organismo, dovrebbero essere ricondotte nell'ambito applicativo dell'art. 582 c.p. In tal modo, utilizzando un modulo ermeneutico che finisce inevitabilmente per circoscrivere, in misura assai rilevante, gli spazi di operatività riservati alla fattispecie incriminatrice delle percosse, destinata di fatto a regolare unicamente le situazioni in cui la condotta violenta abbia causato sensazioni fisiche dolorose non accompagnate da alcun postumo. (Nel caso di specie, infatti, è di palmare evidenza che la condotta tenuta dagli imputati abbia causato un'apprezzabile menomazione funzionale dell'organismo delle parti offese che hanno riportato lesioni tali che, alla luce di un criterio di credibilità razionale, hanno interferito sensibilmente sulla funzione di sistemi, apparati e organismi inerenti alla vita sia vegetativa che di relazione).

Tribunale Taranto sez. I  26 marzo 2014 n. 113  



 
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