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Art. 583 codice penale: Circostanze aggravanti

La lesione personale è grave, e si applica la reclusione da tre a sette anni: 1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni; 2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo; 3) se la persona offesa è una donna incinta e dal fatto deriva l’acceleramento del parto (1).

La lesione personale è gravissima, e si applica la reclusione da sei a dodici anni, se dal fatto deriva: 1) una malattia certamente o probabilmente insanabile; 2) la perdita di un senso; 3) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella; 4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso; 5) l’aborto della persona offesa (1).

(1) Numero abrogato dalla L. 22 maggio 1978, n. 124.


Giurisprudenza annotata

Aggravanti

Se pure non ogni alterazione della fisionomia del viso costituisce sfregio, sono certamente tali le alterazioni che ne turbano l'armonia con effetto sgradevole o di ilarità, anche se non di ripugnanza:il tutto rapportato ad un osservatore comune, di gusto normale e di media sensibilità (riconosciuta, nella specie, la responsabilità dell'imputato ex art. 583 , n. 4 c.p., avendo colpito la persona offesa con una macchinetta del caffè e avendogli causato uno sfregio permanente).

Cassazione penale sez. V  07 ottobre 2014 n. 5326  

 

Integra la fattispecie di cui all'art. 583, comma primo, n. 2 c.p., anche l'avulsione di un solo dente incisivo, atteso che una menomazione anche minima, purché apprezzabile, della potenzialità di un organo appare sufficiente per aversi indebolimento permanente dell'organo della masticazione ai sensi dell'art. 583, comma primo, n. 2 c.p..

Cassazione penale sez. V  07 ottobre 2014 n. 4177  

 

In tema di lesioni personali, integra la malattia di cui all'art. 582 c.p. il trauma contusivo, ancorché privo di alterazioni di natura anatomica, purché caratterizzato da alterazioni da cui deriva una limitazione funzionale o un significativo processo patologico, ovvero una apprezzabile compromissione delle funzioni dell'organismo. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata nella parte in cui ha desunto la prova della malattia anche dalle dichiarazioni della persona offesa circa il forte dolore avvertito). (Dichiara inammissibile, App. Caltanissetta, 27/03/2012 )

Cassazione penale sez. V  06 maggio 2014 n. 40978  

 

In caso di contestazione suppletiva nel giudizio direttissimo che determini l’attribuzione del reato alla cognizione del tribunale in composizione collegiale, il giudice monocratico deve disporre la trasmissione degli atti a quest’ultimo per via orizzontale e non al p.m. anche quando, in forza della diversa configurazione o qualificazione del fatto contestato, si sarebbe dovuta tenere l’udienza preliminare, e ciò in quanto il giudizio direttissimo è instaurabile anche per i reati per cui tale udienza è prevista, mentre la trasmissione degli atti al tribunale in composizione collegiale non comporta il mutamento del rito già regolarmente instaurato. (Fattispecie di intervenuta contestazione della circostanza aggravante di cui all’art. 583, comma 2, n. 4, c.p.).

Cassazione penale sez. V  18 marzo 2014 n. 24006  

 

In tema di lesioni aggravate, il pericolo di vita di cui all'art. 583, comma 1, n. 1, c.p. è configurabile quando esiste, in un momento qualunque del corso del processo morboso, la probabilità della morte dell'offeso, desunta, secondo l'id quod plerumque accidit, attraverso un giudizio obiettivo, non fondato su mere congetture, ma su una seria e grave constatazione del perturbamento prodotto nelle grandi funzioni organiche del soggetto e in base a tutti i sintomi che accompagnano la malattia; ne deriva che, in genere, non sono di per sé sufficienti alla insorgenza di detto pericolo la natura e la sede della lesione e il timore di gravi complicazioni, né l'avvenuta formulazione di prognosi riservata. (Nella specie, la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva desunto la sussistenza dell'aggravante del ricovero della vittima nel reparto di rianimazione dell'ospedale in stato di shock emorragico per una coltellata inferta in prossimità di un organo vitale).

Cassazione penale sez. V  12 novembre 2013 n. 2816  

 

In tema di lesioni personali, anche una menomazione minima, purché apprezzabile di un organo integra l'aggravante di cui all'art. 583 comma 1 n. 2 c.p. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sussistente l'aggravante in presenza di plurime fratture dentarie da cui era derivato un indebolimento permanente dell'organo della masticazione). Rigetta, App. Palermo, 21/10/2011

Cassazione penale sez. V  05 febbraio 2013 n. 27986  

 

In tema di lesioni volontarie, la previsione o la prevedibilità dell'evento integrante una delle circostanze aggravanti di cui all'art. 583 c.p. deve ritenersi sussistente quando la condotta dell'agente, per qualità del mezzo adoperato, direzione, violenza o reiterazione dei colpi, di per sé riveli l'intenzione di arrecare notevole danno. Annulla in parte con rinvio, App. Brescia, 15 dicembre 2011

Cassazione penale sez. V  14 novembre 2012 n. 18490  

 

Integra la malattia di cui all'art. 582 e 583 c.p. l'instaurazione nell'organismo di un meccanismo degenerativo, che, se non fronteggiato tempestivamente e costantemente con l'assunzione di terapia farmacologica, conduce ad ulteriori alterazioni e alla fase conclamata di AIDS. Rigetta, App. Milano, 12/03/2012

Cassazione penale sez. V  25 ottobre 2012 n. 8351  



 
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Commenti
19 Apr 2016 stefan daniel visan

sapete dirmi dopo quanto tempo ce la prescrizione del reato 583.cp