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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 585 codice penale: Circostanze aggravanti

Nei casi preveduti dagli artt. 582, 583 e 584, la pena è aumentata da un terzo alla metà, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti prevedute dall’articolo 576; ed è aumentata fino a un terzo, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti prevedute dall’articolo 577, ovvero se il fatto è commesso con armi o con sostanze corrosive.

Agli effetti della legge penale, per “armi” s’intendono: 1) quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona; 2) tutti gli strumenti atti ad offendere, dei quali è dalla legge vietato il porto in modo assoluto, ovvero senza giustificato motivo.

Sono assimilate alle armi le materie esplodenti e i gas asfissianti o accecanti.


Giurisprudenza annotata

Aggravanti

È esclusa la procedibilità a querela delle lesioni lievi in danno del coniuge, in quanto la disposizione di cui all'art. 582 comma 2 c.p. prevede, nell'ipotesi di lesioni lievissime cui sia applicabile l'art. 585 c.p., la procedibilità d'ufficio, contestualmente chiarendo che la ricorrenza dell'aggravante di cui all'art. 577 c.p.p., comma 2, richiamata dall'art. 585 c.p., costituisce un'eccezione a tale previsione. Ciò è reso evidente dalla lettera della norma che individua tale ipotesi, in contrapposizione alla regola appena fissata della procedibilità di ufficio attribuita al caso della presenza delle altre circostanze aggravanti di cui all'art. 585 c.p., genericamente richiamate (Cass., sez. VI, 31 maggio 2013 n. 23827).

Ufficio Indagini preliminari La Spezia  21 novembre 2014 n. 389  

 

Sussiste l'aggravante di cui all'art. 585, comma secondo, n. 2, cod. pen., (lesione personale procurata con l'uso di strumenti atti ad offendere), nel caso in cui le lesioni siano procurate con l'uso di un tubo di gomma, considerato che devono considerarsi armi improprie tutti gli strumenti, ancorché non da punta o da taglio, che in particolari circostanze di tempo e di luogo possono essere utilizzati per l'offesa alla persona; né agli stessi fini rileva che si tratti di un uso momentaneo od occasionale dello strumento atto ad offendere, poiché per la configurabilità della stessa aggravante non si richiede che concorra la contravvenzione di cui all'art. 4 della legge n. 110 del 1975. (Annulla con rinvio, Trib. Bergamo, 27/09/2013 )

Cassazione penale sez. V  07 ottobre 2014 n. 44864  

 

Sussiste l'aggravante di cui all'art. 585, comma secondo, n. 2 cod. pen., nel caso di lesioni personali provocate da un coltello 'multiusò, cioè dal coltello che, oltre alla lama da taglio, incorpora altre funzioni (forbice, apribottiglie, cacciavite ecc.), trattandosi di strumento che, al di là della sua diffusione e dell'ordinario impiego per scopi pacifici ed innocui, può, in determinate circostanze, essere usato per offendere e, in quanto tale, riconducibile alla nozione di arma di cui all'art. 585, comma secondo, n. 2, cod. pen. (Rigetta, App. Catanzaro, 16/05/2013 )

Cassazione penale sez. V  04 luglio 2014 n. 51237  

 

In tema di armi improprie, anche un bicchiere di vetro, utilizzato come corpo contundente in un contesto aggressivo, diventa strumento atto ad offendere ed è arma ai fini dell'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 585, comma secondo, c.p..

Cassazione penale sez. V  05 febbraio 2014 n. 30786  

 

In tema di rapina la circostanza aggravante dell’uso di armi è da intendersi come uso di strumenti atti ad offendere (art. 585 c.p.) (Nel caso di specie l’imputato, mediante la minaccia con un coltello di cm 45 si impossessava di bottiglie di birra che la titolare del locale era stata costretta a consegnare).

Tribunale La Spezia  13 dicembre 2013 n. 10041

 

È legittimo il diniego di permesso di soggiorno per lavoro subordinato, motivato con richiamo alla condanna - in data 15 febbraio 2012 - del tribunale di Piacenza alla pena della reclusione di anni 2 e della multa di € 300,00 per lesioni personali aggravate in concorso, ex art. 110, 582 e 585, c.p., nonché per rapina aggravata in concorso e con l'uso delle armi, ex art. 110, 116, 628 commi 1 e 3 n. 1) c.p., condanna di per sé ostativa al rilascio/rinnovo del richiesto permesso di soggiorno; ma l'amministrazione non si è limitata a riportare la summenzionata condanna quale elemento ostativo al rilascio del titolo avendo, altresì, valutato detta condotta come particolarmente offensiva e del tutto ingiustificata, anche in considerazione dell'inserimento dell'interessato nel tessuto sociale, ritenendola indice di una sua particolare pericolosità sociale; la Questura ha, altresì, valutato come, data la condotta complessiva dell'istante (tra l'altro, segnalato in data 20 settembre 2011 all'autorità giudiziaria dalla Stazione dei Carabinieri di San Giorgio Piacentino, per porto d'armi ed oggetti atti ad offendere, ex art. 4 l. n. 110 del 1975), l'inserimento nel tessuto sociale ed il mero svolgimento di attività lavorativa non potessero essere ritenuti prevalenti sull'interesse pubblico al mantenimento dell'ordine e della sicurezza: ai sensi del combinato disposto degli art. 4 comma 3 e 5 comma 5, d.lg. n. 286 del 1998, la condanna del cittadino extracomunitario per un reato di cui all'art. 380 commi 1 e 2 c.p.p., comporta automaticamente il diniego ope legis del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno, che costituisce quindi per la p.a. un atto vincolato, "ad abundantiam" fondato pure sulla rilevata pericolosità sociale dell'interessato.

T.A.R. Parma (Emilia-Romagna) sez. I  23 maggio 2013 n. 196  

 

Il reato di lesioni lievissime aggravato ex art. 585 c.p., in quanto commesso in danno del coniuge, è procedibile a querela. Annulla in parte senza rinvio, App. L'Aquila, 13/10/2011

Cassazione penale sez. VI  07 maggio 2013 n. 23827  

 

Sussiste l'aggravante di cui all'art. 585, comma 2, c.p. nel caso in cui le lesioni siano procurate con l'uso di un bastone.

Corte appello Catanzaro  07 gennaio 2013

 

Avendo la Corte costituzionale dichiarato l'incostituzionalità dell'art. 1 ter comma 13 lett. c) d.l. 1 luglio 2009 n. 78 (Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini), introdotto dalla legge di conversione 3 agosto 2009 n. 102, nella parte in cui faceva derivare automaticamente il rigetto della richiesta di emersione del lavoratore extra comunitario dalla pronuncia nei suoi confronti di una sentenza penale di condanna per uno dei reati previsti e puniti dall'art. 381 c.p.p., senza prevedere che la p.a. ne accertasse la pericolosità sociale, risulta illegittimo il provvedimento di rigetto della domanda (nella specie, datata 23 settembre 2010) di emersione dal lavoro irregolare sul presupposto dell'esistenza, a carico dell'interessato, di una condanna alla pena di mesi 6 di reclusione per il reato di lesioni aggravate (art. 582 e 585 c.p.), riportata per un reato per il quale è previsto, ex art. 381, c.p.p., l'arresto facoltativo in flagranza e, pertanto, ritenuta dalla p.a. ostativa al rilascio del titolo richiesto, malgrado l'assenza del citato accertamento.

T.A.R. Parma (Emilia-Romagna) sez. I  19 dicembre 2012 n. 357  

 

Anche un bicchiere di vetro, adoperato come corpo contundente in un contesto aggressivo, diventa strumento atto ad offendere ed è dunque da considerarsi arma ai fini dell'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 585 c.p.

Cassazione penale sez. V  12 giugno 2012 n. 35237  

 

In tema di lesioni volontarie, anche un bicchiere di vetro, adoperato come corpo contundente in un contesto aggressivo, diventa strumento atto a offendere ed è arma ai fini dell'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 585 comma 2, c.p. Ciò che rileva, infatti, è la potenzialità offensiva dell'oggetto, non richiedendo la norma aggravante che l'uso dello strumento offensivo integri anche la contravvenzione di cui all'art. 4 l. 18 aprile 1975 n. 110.

Cassazione penale sez. V  12 giugno 2012 n. 35237  

 

In tema di lesioni personali aggravate deve essere ravvisata l’aggravante dell'uso dello strumento atto ad offendere ex art. 585, commi 1 e 2, c.p., poiché, oltre gli strumenti da punta e taglio e gli altri oggetti specificamente indicati, rientra nella categoria delle armi improprie ai sensi dell'art, 4, comma 2, della l. n. 110 del 1975, anche "qualsiasi strumento che, nelle circostanze spazio-temporali dell'azione, sia potenzialmente utilizzabile per l'offesa alla persona" (Cass. 19 luglio 2011 n. 42428), a nulla rilevando che il porto di esso avvenga, o non, per giustificato motivo, essendo determinante il solo dato oggettivo costituito dalla riconducibilità dell'oggetto alla categoria delle armi improprie.

Ufficio Indagini preliminari Torino  16 febbraio 2012 n. 281  



 
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