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Art. 587 codice penale

Abrogato dalla L. 5 agosto 1981, n. 442.


Giurisprudenza annotata

Omicidio e lesione personale
Per la configurabilità della fattispecie delittuosa prevista dall'art. 587 c.p. è necessario che il coniuge, la figlia o la sorella dell'agente abbiano effettivamente tenuto un'illegittima relazione carnale, e non basta perciò la supposizione o l'erronea opinione della sua esistenza da parte del soggetto. Tuttavia non occorre la sorpresa in flagranza degli amanti, essendo sufficiente che la scoperta dell'illecito rapporto avvenga per via indiretta, attraverso la conoscenza di fatti che, per la loro oggettiva portata sintomatica, non lascino dubbi sull'esistenza dell'illegittima relazione carnale.
Cassazione penale sez. I 25 febbraio 1980

Il particolare stato emotivo che caratterizza l'autonoma figura di omicidio prevista dall'art. 587 c.p. non impedisce di prendere in considerazione, ai fini della commisurazione della pena, le modalità con le quali si è estrinsecata la condotta criminosa.
Cassazione penale sez. V 06 novembre 1979

Condizione indispensabile per la configurabilità dell'omicidio a causa di onore è l'immediatezza della reazione, la quale non può essere ritenuta sussistente qualora tra la scoperta dell'illegittima relazione carnale e l'azione omicida sia intercorso un lasso di tempo sufficiente a dar luogo alla riflessione ed alla scelta del comportamento da tenere a seguito dell'apprendimento. (Nella specie l'immediatezza della relazione è stata esclusa sia sotto il profilo cronologico - per la decorrenza di 18 ore tra la scoperta della relazione e l'uxoricidio - che sotto quello psicologico in conseguenza di interventi pacificatori positivamente verificatisi nel predetto termine).
Cassazione penale sez. I 23 marzo 1979

Per la configurabilità delle speciali fattispecie dell'omicidio e delle lesioni personali a causa d'onore, è necessario non solo che vi sia una relazione carnale illecita del coniuge effettivamente verificatasi (onde non basta la supposizione o anche la convinzione, peraltro erronea, della sua esistenza) ma altresì, che il fatto sia commesso nell'atto in cui è scoperta la relazione illegittima; il che, se non esige che la scoperta avvenga mediante la sorpresa in "ipsis rebus venereis", potendo avvenire la scoperta stessa anche in via indiretta, per la confessione del coniuge o dell'amante o per le confidenze di un terzo, e neppure che l'azione sia commessa simultaneamente alla scoperta, esige pur sempre che l'azione si compia allorché non sia decorso un lasso di tempo sufficiente per dar luogo alla riflessione o, comunque, tale da escludere l'attualità della conoscenza dell'offesa all'onore e della indignazione seguitane.
Cassazione penale sez. I 26 ottobre 1977



 
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