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Art. 588 codice penale: Rissa

Chiunque partecipa a una rissa è punito con la multa fino a lire seicentomila.

Se nella rissa taluno rimane ucciso, o riporta lesione personale, la pena, per il solo fatto della partecipazione alla rissa, è della reclusione da tre mesi a cinque anni. La stessa pena si applica se l’uccisione, o la lesione personale, avviene immediatamente dopo la rissa e in conseguenza di essa.


Giurisprudenza annotata

Rissa

È del tutto irrilevante che la rissa sia iniziata da tre persone, posto che tale reato è configurabile anche nel caso in cui i partecipanti non siano stati coinvolti tutti contemporaneamente nella colluttazione e l'azione si sia sviluppata in varie fasi e si sia frazionata in distinti episodi, tra i quali non vi sia stata alcuna apprezzabile soluzione di continuità, essendosi tutti seguiti in rapida successione, in modo da saldarsi in un'unica sequenza di eventi.

Tribunale Roma sez. X  29 ottobre 2014 n. 15539  

 

Ai fini della configurabilità del reato di rissa è necessario e sufficiente che i corrissanti siano in numero non inferiore a tre.

Cassazione penale sez. V  07 febbraio 2014 n. 12508  

 

Non è ravvisabile il delitto di rissa quando un gruppo di persone assale altre persone e queste ultime si difendono. Rigetta, Ass.App. Roma, 19/12/2011

Cassazione penale sez. I  10 aprile 2013 n. 21353  

 

In tema di delitto di rissa, l'aggravante di cui all'art. 588, comma 2, c.p., è applicabile anche nei confronti del compartecipe che abbia riportato lesioni personali, in quanto colui che partecipa volontariamente alla condotta violenta collettiva diretta a offendere oltre che a difendere, si assume la responsabilità per rissa semplice o aggravata a seconda degli effetti della colluttazione.

Corte appello Perugia  22 febbraio 2013 n. 11  

 

Per la configurazione del reato di rissa è necessario e sufficiente che, nella violenta contesa, vi siano gruppi contrapposti, con volontà vicendevole di attentare all'altrui incolumità personale. Dichiara inammissibile, App. Napoli, 6/11/2009

Cassazione penale sez. VI  15 maggio 2012 n. 24630  

 

Sussistendo il reato di rissa laddove lo scambio di colpi tra le avverse fazioni sia reciproco ed entrambe vicendevolmente siano trascese nelle vie di fatto, per aver tutti i partecipanti concorso materialmente e consapevolmente all’episodio, la prova può derivare dalla circostanza che feriti e contusi si siano registrati in entrambe le fila, o che le lesioni riscontrate a carico della parte che assume essere stata aggredita siano state lievi e trascurabili rispetto a quelle che potrebbero ipotizzare a fronte di un pestaggio.

Corte appello Terni  29 ottobre 2011 n. 668  

 

Il provvedimento di diniego della regolarizzazione adottato in ragione dell'affermata condanna del richiedente per il reato di rissa, richiamato genericamente insieme all'art. 588 c.p., è viziato per insufficiente motivazione e deve essere annullato.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. II  14 giugno 2011 n. 5276  

 

Il reato di rissa (art. 588 cod. pen.) è configurabile anche nel caso in cui i partecipanti non siano stati coinvolti tutti contemporaneamente nella colluttazione e l'azione si sia sviluppata in varie fasi e si sia frazionata in distinti episodi, tra i quali non vi sia stata alcuna apprezzabile soluzione di continuità, essendosi tutti seguiti in rapida successione, in modo da saldarsi in un'unica sequenza di eventi. Rigetta, App. Palermo, 17 Marzo 2010

Cassazione penale sez. V  03 novembre 2010 n. 7013  

 

Non costituisce prova sufficiente della partecipazione attiva ad una rissa la semplice circostanza per taluni degli imputati di avere riportato una lesione, pur attestata da referti medici, non implicando di per sé un intervento attivo, essendo ovviamente parimenti compatibile con un colpo ricevuto nel tentativo di dividere altri, mentre la totale assenza di ogni sia pur lieve traccia di un coinvolgimento in riferimento a molti degli altri imputati sottoposti a visita appare pienamente compatibile con la tesi difensiva, tesa ad escludere una partecipazione indiscriminata di tutti i soggetti chiamati a risponderne (Nella specie, nell'istituto penitenziario si verificava una violenta rissa, prima a mani nude e poi usufruendo di manici di scopa e altri oggetti contundenti reperiti in loco, tra due gruppi di detenuti appartenenti a due diverse etnie alla fine dell'ora d'aria ed al rientro in sezione; gli agenti della Polizia penitenziaria presenti, non essendo in numero sufficiente ad impedire lo scontro, chiudevano i cancelli della sezione del carcere di uno dei due gruppi, ove si svolgeva il fatto, e poi, all'arrivo dei rinforzi fermavano tutti i presenti).

Tribunale Torino sez. V  27 maggio 2010

 

La configurabilità del reato di rissa aggravata da eventi lesivi o morte non è idonea ad escludere la ricorrenza, a carico dei corrissanti non autori materiali della lesione o dell'omicidio, anche del concorso anomalo in uno di questi ulteriori reati, data la loro consapevole partecipazione a un'azione criminosa realizzata con modalità tanto accese da determinare in concreto conseguenze di particolare gravità per l'incolumità personale. (Nell'enunciare tale principio con riferimento a una rissa aggravata dall'uccisione di uno dei partecipi, la Corte ha sottolineato che vanno considerate autonomamente la posizione dell'autore materiale dell'omicidio, il quale risponde, indifferentemente, a titolo di dolo, preterintenzione o colpa secondo i principi generali, e quella degli altri corrissanti, che rispondono a titolo di dolo, se del caso anche misto a colpa, qualora siano stati in grado di prevedere, accettandone l'eventualità, almeno un fatto di lesioni, così contribuendo causalmente alla realizzazione dell'evento più grave, pur non previsto, per non aver fatto quanto in loro potere per impedirlo). Annulla con rinvio, App. Milano, 31 marzo 2009

Cassazione penale sez. I  03 febbraio 2010 n. 16762  

 

Il delitto previsto dall'art. 588 c.p. implica la compresenza di almeno tre contendenti suddivisi in gruppi contrapposti che rappresentino più centri di aggressione animati dalla vicendevole volontà di attentare all'altrui incolumità personale.

Ufficio Indagini preliminari Bari  21 dicembre 2009

 

I reati di lesioni personali e omicidio, commessi nel corso di una rissa, concorrono con il reato di rissa aggravata ex art. 588, comma 2, c.p., anche nel caso in cui il corissante ne debba rispondere a titolo di concorso anomalo ex art. 116 c.p. Rigetta, Ass.App. Firenze, 04 marzo 2009

Cassazione penale sez. I  19 novembre 2009 n. 283



 
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