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Art. 593 codice penale: Omissione di soccorso

Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore degli anni dieci, o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente e di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’Autorità, è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a lire seicentomila.

Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’Autorità.

Se da siffatta condotta del colpevole deriva una lesione personale, la pena è aumentata; se ne deriva la morte, la pena è raddoppiata.


Giurisprudenza annotata

Omissione di soccorso

Non è integrato il reato di omissione di soccorso quando l'urto tra un autoveicolo e il motociclo è stato minimo, quasi un toccamento, non immediatamente avvertibile nel frenetico traffico mattutino dal conducente dell'autovettura che non ha avuto neanche la consapevolezza che dall'urto sia derivata la caduta a terra del guidatore del motoveicolo.

Tribunale Roma sez. X  28 novembre 2014 n. 18531  

 

Il reato di omissione di soccorso trova fondamento nella violazione del principio solidaristico espresso dall'art. 2 Cost., che s'impone indistintamente ai consociati, sempre che gli stessi non si siano già resi responsabili della sua violazione in termini ancor più radicali, attentando alla vita della persona cui dovrebbero portare soccorso, venendo in tali casi sanzionati a titolo di più diverse e più gravi figure di reato e sovvenendo, in caso di condotte analoghe a quelle prescritte dall'art. 593 c.p., quelle specifiche previsioni che contemplano diminuzioni di pena in caso di ravvedimento, quali l'art. 56 ult. comma c.p. nel caso di impedimento dell'evento a seguito di omicidio tentato e l'art. 62 n. 6 c.p. nel caso di spontanea ed efficace attivazione al fine di elidere o attenuare le conseguenze del reato (fattispecie relativa alla condotta dell'imputato che, nel pedinamento ossessivo della coniuge, l'aveva volontariamente urtata con lo specchietto retrovisore della propria autovettura, attingendola al braccio sinistro, scaraventandola contro un secchio di raccolta della nettezza urbana e facendole battere la testa ed il fianco destro, in tal modo provocandole lesioni guaribili in sette giorni).

Cassazione penale sez. VI  18 marzo 2014 n. 17621  

 

Nel reato di omissione di soccorso non ricorre il dolo, quale necessario elemento soggettivo dello stesso, qualora l'omissione sia dovuta ad un errore, ancorché colposo, compiuto dall'agente in ordine alla valutazione della situazione di pericolo percepita ovvero allorquando lo stesso agente, pur avendo riconosciuto la stessa, abbia poi errato nell'elezione delle modalità di soccorso pur poste in essere. Annulla senza rinvio, App. Perugia, 22 novembre 2011

Cassazione penale sez. V  14 febbraio 2013 n. 13310  

 

Il delitto di omissione di soccorso sussiste, sotto il profilo dell'omesso avviso all'autorità, anche se si accerti che l'assistenza sarebbe stata impossibile o inutile, mentre esso è escluso solo se la persona da assistere è già morta. Rigetta, App. Trieste, 14 marzo 2012

Cassazione penale sez. V  13 febbraio 2013 n. 18840  

 

Non sussiste il reato di cui agli art. 328 e 593 c.p. di rifiuto od omissione di atti di ufficio se il medico addetto al servizio di guardia medica ha provveduto, dopo aver ottenuto il consenso del paziente, a chiamare il "118" e a far ricoverare il paziente, con una ferita lacera dovuta a una caduta, in ospedale dove i sanitari hanno provveduto alla sutura della ferita.

Cassazione penale sez. VI  21 aprile 2011 n. 28005  

 

Per l'integrazione della fattispecie di omissione di soccorso è necessario che il soggetto da soccorrere sia incapace di provvedere a se stesso. (Nel caso di specie è stato ritenuto insussistente il reato poiché la persona offesa, nonostante fosse stata colpita con una spranga e fosse caduta in terra tra i rovi, era stata in grado di raggiungere la propria abitazione a piedi).

Corte appello Torino sez. III  19 marzo 2010

 

Il delitto di omissione di soccorso (art. 593 c.p.), avente natura di reato di pericolo, sussiste sotto il profilo dell'omesso avviso all'autorità anche se si accerti che l'assistenza sarebbe stata impossibile o inutile, mentre esso è escluso soltanto se la persona da assistere fosse già morta. Dichiara inammissibile, App. Bologna, 15 Giugno 2007

Cassazione penale sez. V  20 febbraio 2008 n. 29891  

 

In tema di omissione di soccorso, lo stato di pericolo è elemento costitutivo delle diverse ipotesi di reato previste nel primo e secondo comma dell'art. 593 c.p. e in quest'ultima fattispecie - a differenza della prima nella quale il pericolo è "presunto" in presenza delle situazioni descritte - lo stato di pericolo deve essere accertato, in base agli elementi che caratterizzano il reato, con valutazione ex ante e non ex post, sicché una volta ritenuto sussistente il pericolo a nulla rileva che allo stesso si sia egualmente potuto far fronte con interventi e mezzi diversi.

Cassazione penale sez. IV  19 settembre 2006 n. 36608  

 

Risponde di omissione di soccorso colui che, avendo scorto un corpo umano privo di sensi (ma non di vita) disteso al centro di una carreggiata viaria, si limiti a contattare telefonicamente l'autorità di polizia e/o quella sanitaria, allontanandosi quindi dal luogo, atteso che, nell'ipotesi prospettata, incombe sull'agente anche l'obbligo di trattenersi sul posto, assumendo le precauzioni atte a scongiurare (o a limitare) il rischio che il soggetto passivo possa subire ulteriori danni.

Cassazione penale sez. V  14 dicembre 2004 n. 3397  

 

Ai fini dell'obbligo di prestazione di soccorso in occasione di incidente stradale, non è sufficiente che l'investitore si fermi e incarichi terzi di richiedere i soccorsi, in quanto egli stesso deve prestare i soccorsi urgenti, ed attendere sul posto i soccorritori e le autorità preposte ai controlli, essendo irrilevante che altri abbiano prestato l'assistenza necessaria.

Tribunale Pisa  22 gennaio 2004

 

Per la configurabilità del delitto di omissione di soccorso (art. 593 c.p.) non è sufficiente la mera notizia che taluno versi in pericolo in luogo sottratto alla diretta percezione visiva dell'agente, ma occorre che sussista contatto materiale, attraverso gli organi sensoriali, tra quest'ultimo e la persona oggetto del ritrovamento.

Cassazione penale sez. V  15 marzo 2002 n. 20480  

 

Non è configurabile il delitto di omissione di soccorso, sotto il profilo del mancato avviso all'autorità, quando il soggetto obbligato a tale adempimento, per la qualifica rivestita, sia egli stesso emanazione dell'autorità cui l'avviso può essere dato. (In applicazione di tale principio la Corte ha escluso la sussistenza del reato in un'ipotesi in cui durante un'operazione di polizia giudiziaria era stata, per colpa, cagionata la morte di un uomo e gli ufficiali di p.g. che vi aveva partecipato avevano omesso di segnalare immediatamente il fatto).

Cassazione penale sez. IV  27 ottobre 2000 n. 13220  

 

Non sussiste l'obbligo di un immediato intervento soccorritore ai sensi dell'art. 593 c.p. ove non possano ravvisarsi gli estremi di una obiettiva situazione di pericolo, intesa come possibilità concreta e attuale di un danno futuro alla salute del pericolante (nella specie, si è escluso che possano integrare tali estremi lo stato di ansia e il persistente disagio provocati ad un soggetto affetto da diabete mellito, dalla rottura dell'unica fiala di insulina in suo possesso).

Tribunale Rieti  11 ottobre 1994



 
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