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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 595 codice penale: Diffamazione

Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro.

Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a duemilasessantacinque euro.

Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro.

Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.


Giurisprudenza annotata

Diffamazione

Non lede l'onore altrui il giornalista che, per esprimere un giudizio negativo sul conferimento di un incarico politico, riferisca di procedimenti penali e disciplinari cui in passato venne sottoposta la persona incaricata, se i fatti riportati siano veri, il tono non sia offensivo e si dia correttamente conto dell'esito assolutorio di quei procedimenti.

Cassazione civile sez. III  12 marzo 2015 n. 4931  

 

Il legittimo esercizio del diritto di critica - anche in ambito politico, ove è consentito il ricorso a toni aspri e di disapprovazione più pungenti e incisivi rispetto a quelli comunemente adoperati nei rapporti tra privati - è pur sempre condizionato, come quello di cronaca, dal limite della continenza, intesa come correttezza formale dell'esposizione e non eccedenza dai limiti di quanto strettamente necessario per il pubblico interesse. Ove tuttavia la narrazione di determinati fatti sia esposta insieme ad opinioni dell'autore, in modo da costituire al contempo esercizio di cronaca e di critica, la valutazione della continenza richiede un bilanciamento dell'interesse individuale alla reputazione con quello alla libera manifestazione del pensiero, bilanciamento ravvisabile nella pertinenza della critica all'interesse dell'opinione pubblica alla conoscenza non del fatto oggetto di critica, ma di quella interpretazione del fatto. Rigetta, App. Roma, 18/10/2010

Cassazione civile sez. III  20 gennaio 2015 n. 841  

 

Deve essere escluso il carattere diffamatorio di un articolo in cui si faccia riferimento ad indagini penali utilizzando formule di cautela tali da far comprendere al "lettore di media attenzione e cultura" che l'articolo si riferisce ad indagini in corso e non a fatti accertati in giudizio, senza peraltro connotare di sicura illiceità il quadro complessivo ed il ruolo svoltovi dalla persona offesa.

Cassazione civile sez. III  20 gennaio 2015 n. 837  

 

La diffamazione tramite internet costituisca un'ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell'art. 595 c.p., comma 3, in quanto commessa con altro (rispetto alla stampa) mezzo di pubblicità idoneo a determinare quella maggior diffusività dell'offesa che giustifica un più severo trattamento sanzionatorio (confermato la condanna per il reato di diffamazione commesso mediante il caricamento in internet in condivisione con gli altri utenti della rete di un file contenete un'immagine attinente la vita privata della persona offesa).

Cassazione penale sez. V  16 gennaio 2015 n. 6785

 

Non sussiste l'esimente dell'esercizio del diritto di critica politica qualora l'espressione usata consista non già in un dissenso motivato espresso in termini misurati e necessari, bensì in un attacco personale lesivo della dignità morale ed intellettuale dell'avversario (confermata la responsabilità dell'imputato che in un volantino elettorale aveva accusato le persona offesa di vivere in un clima di illegalità).

Cassazione penale sez. V  31 ottobre 2014 n. 3557  

 

L'offesa dell'altrui reputazione necessaria ad integrare l'illecito diffamatorio presuppone necessariamente l'attitudine della comunicazione a rendere individuabile il soggetto diffamato, sulla base di elementi che, ancorché non univoci, siano oggettivamente tali da far convergere l'offesa o il fatto offensivo su un determinato soggetto (esclusa, nella specie, l'ipotesi diffamatoria, atteso che il mero fatto che alcuni concittadini della persona offesa avessero potuto ipotizzare che fosse proprio lui il soggetto cui si faceva riferimento in un locandina di giornale in merito ad una arresto per mafia, non valeva ad attribuire alla notizia quell'efficacia individualizzante di cui era, di per sé, oggettivamente priva).

Cassazione civile sez. III  10 ottobre 2014 n. 21424  

 

In tema di diffamazione, l'errore sulla veridicità dei fatti o sulla correttezza dei giudizi oggetto della condotta incriminata non esclude il dolo richiesto dalla norma perché non ricade sugli elementi costitutivi della fattispecie, potendo il reato essere consumato anche propalando la verità, ed essendo sufficiente, ai fini della configurabilità dell'elemento soggettivo, la consapevolezza di formulare giudizi oggettivamente lesivi della reputazione della persona offesa. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la sentenza impugnata che aveva affermato la colpevolezza di un'imputata, la quale - priva delle necessarie competenze specialistiche - aveva espresso, rappresentandosi una situazione diversa da quella reale sulla base dei giudizi espressi dalla sua ginecologa di fiducia, valutazioni critiche sull'attività di ostetrica compiuta dalla persona offesa). (Rigetta, Trib. Messina, 13/05/2013 )

Cassazione penale sez. V  07 ottobre 2014 n. 47973  

 

In tema di diffamazione a mezzo stampa, non ricorre l'esimente dell'esercizio del diritto di critica politica, che pure tollera l'uso di espressioni forti e toni aspri, ove tali espressioni siano generiche e non collegabili a specifici episodi, risolvendosi in frasi gratuitamente espressive di sentimenti ostili. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto immune da vizi la decisione impugnata che aveva escluso la sussistenza della scriminante del diritto di critica politica in relazione all'uso di espressioni quali attività di "compravendita di consiglieri", "simulata legalità dell'azione amministrativa" e "auspicio dell'intervento della magistratura", formulate senza che fosse compiuto alcun riferimento a vicende specifiche). (Annulla in parte con rinvio, App. Bari, 30/01/2012 )

Cassazione penale sez. V  26 settembre 2014 n. 48712  

 

La riparazione pecuniaria prevista dall'art. 12 l. 18 febbraio 1948 n. 47, ha natura di sanzione civilistica accessoria alla condanna per il reato di diffamazione commessa col mezzo della stampa, e l'omessa pronuncia da parte del giudice di merito sulla richiesta avanzata dalla persona offesa comporta l'annullamento della sentenza con rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello. (Annulla in parte con rinvio, App. Bari, 30/01/2012 )

Cassazione penale sez. V  26 settembre 2014 n. 48712



 
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Commenti
24 Mag 2015 Marta

Buongiorno sono un RUMENO mia compagnia e una PERUVIANA..ho un FIGLIO APENATO ………una persona mia DIFFAMATO, MINACCIATO DI MORTE tramite facebook ma non scritto nome nei cognome ..ma si facendo riferimento a questi 3..punti..”” i Rumeno.. i Peruviani i mio flglio apenna nato…( con questa persona unisce un contratto di vendita de immobile)..posso denunciare per diffamacion ..grazie