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Art. 609-decies codice penale: Comunicazione al tribunale per i minorenni

Quando si procede per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quinquies e 609-octies commessi in danno di minorenni, ovvero per il delitto previsto dall’articolo 609-quater, il procuratore della Repubblica ne dà notizia al tribunale per i minorenni.

Nei casi previsti dal primo comma l’assistenza effettiva e psicologica della persona offesa minorenne è assicurata, in ogni stato e grado del procedimento, dalla presenza dei genitori o di altre persone idonee indicate dal minorenne e ammesse dall’autorità giudiziaria che procede.

In ogni caso al minorenne è assicurata l’assistenza dei servizi minorili dell’Amministrazione della giustizia e dei servizi istituiti dagli enti locali.

Dei servizi indicati nel terzo comma si avvale altresì l’autorità giudiziaria in ogni stato e grado del procedimento.

 


Giurisprudenza annotata

Comunicazioni dal tribunale per i minorenni

Non è causa di improcedibilità dell'azione penale, per il reato di violenza sessuale su minore che abbia compiuto gli anni quattordici, la compresenza del legale di fiducia e dei genitori della vittima all'atto della presentazione orale della querela alla polizia giudiziaria, dovendosi qualificare la presenza degli stessi quale assistenza morale e tecnico-legale ai sensi dell'art. 609 decies c.p., che non viola il principio della personalità del diritto di querela. Rigetta, App. Perugia, 11/12/2009

Cassazione penale sez. III  16 febbraio 2011 n. 15584  

 

Quando si procede per i reati contro la libertà sessuale, la disposizione contenuta nel comma 2 dell'art. 609 decies c.p. prevede che, in ogni stato e grado del procedimento, in presenza di persone offese minori di età, cui devono parificarsi le persone maggiorenni che versano in situazioni psicofisiche minorate, sono obbligatorie specifiche forme di "assistenza affettiva e psicologica", che possono essere costituite anche dalla presenza di un familiare o di altra persona idonea in sede di svolgimento di atti processuali che comportano il coinvolgimento diretto della persona offesa. (Da queste premesse, la Corte ha ritenuto corretto che all'incidente probatorio ove doveva essere assunta la testimonianza della persona offesa dal reato di violenza sessuale, maggiore di età, ma affetta da deficit psichico, avesse partecipato l'insegnante di sostegno, cui la vittima si era rivolta in sede di primo racconto dei fatti).

Cassazione penale sez. III  04 marzo 2010 n. 16854  

 

Non v'è incompatibilità ad assumere l'ufficio di testimone per le "persone idonee" indicate dal minore ed ammesse dall'autorità giudiziaria procedente a presenziare al suo esame (art. 609 decies, cod. pen.), in quanto hanno la funzione di assicurare l'assistenza affettiva e psicologica del minore stesso. (Fattispecie nella quale l'assistenza era curata da una psicomotricista - logopedista che aveva seguito la vittima per problemi legati al bilinguismo ed all'obesità). Rigetta, App. Milano, 2 Ottobre 2008

Cassazione penale sez. III  16 aprile 2009 n. 20252  

 

La finalità di sfruttamento della proprietà dell'uomo sull'uomo è quella che distingue la fattispecie dell'art. 600 c.p. da ogni altra forma di inibizione della libertà personale, considerata quest'ultima come facoltà di spostamento nel tempo e nello spazio e tutelata dagli artt. 605-609-decies c.p. Nell'ipotesi in cui sono estranee finalità di sfruttamento di ogni tipo, infatti, difetta quell'elemento qualificante che, proprio ed anche sul piano specifico dell'estremo del dolo, caratterizza la fattispecie ex art. 600 c.p., e che solo consentirebbe, pertanto, di far ragionare del concorso di tale fattispecie con quella del sequestro di persona.

Tribunale Palermo sez. riesame  24 ottobre 2008

 

Una soddisfacente gestione del processo per abuso sul minore esige che sia sempre ricercata una sinergia con tutte le altre istituzioni che hanno competenza in materia di disagio infantile, attraverso innanzitutto un efficace coordinamento tra processo penale ed interventi civili a tutela del minore: la traccia normativa in tal senso è offerta dall’art. 609-decies del c.p., là dove si dispone che quando si procede per uno dei reati di cui si tratta il p.m. ne deve dare notizia al tribunale per minorenni, ma è la natura stessa degli illeciti che deve indurre i giudici a ricercare - pur mantenendo distinte le rispettive competenze e autonomie di intervento - uno stretto contatto tra i diversi procedimenti e le relative autorità giudiziarie, nonché i servizi sociali. L’intervento penale ha infatti una sua ragione d’essere in questo settore in quanto sia coordinato con tutte le istituzioni che hanno per compito quello di promuovere e realizzare il benessere del minore.

Tribunale minorenni Bari  07 novembre 2007

 

Nei processi per violenza sessuale contro minori, l'assistenza nell'esame testimoniale della persona offesa minorenne prevista dall'art. 609 decies c.p. deve essere richiesta dall'interessato e ammessa dal giudice. Ne consegue che l'esame svolto senza l'assistenza, non richiesta, non è (colpito da) sanzione di nullità, né inutilizzabile.

Cassazione penale sez. III  28 settembre 2005 n. 41676  



 
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