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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 609 quater codice penale: Atti sessuali con minorenne

Soggiace alla pena stabilita dall’articolo 609-bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che al momento del fatto: 1) non ha compiuto gli anni quattordici; 2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza.

Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 609-bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni.

Nei casi di minore gravità le pena è diminuita fino a due terzi.

Si applica la pena di cui all’articolo 609-ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci.

 


Giurisprudenza annotata

Atti sessuali con minorenni

In tema di violenza sessuale, la circostanza attenuante prevista dall'art.609 quater c.p. per i casi di minore gravità deve considerarsi applicabile, al pari dell'omologa prevista dall'art. 609 bis, comma 3 stesso codice, soltanto in tutte quelle fattispecie in cui, avuto riguardo ai mezzi, alle modalità esecutive ed alle circostanze dell'azione, sia possibile ritenere che la libertà sessuale, personale della vittima sia stata compressa in maniera non grave, ed implica la necessità di una valutazione globale del fatto, non limitata alle sole componenti oggettive del reato, bensì estesa anche a quelle soggettive ed a tutti gli elementi menzionati nell'articolo 133 c.p. (esclusa, nella specie, l'applicabilità dell'attenuante, atteso che la condotta posta in essere dall'imputato non era stata occasionale o sporadica, ma si era protratta per un lasso di tempo non esiguo e l'invasività degli atti avevano compromesso la libertà sessuale della minore in modo non lieve, danneggiando il normale sviluppo sessuale della stessa).

Cassazione penale sez. IV  13 febbraio 2015 n. 8532  

 

È nulla, per violazione degli art. 25 cost. e 2 c.p., la risoluzione del rapporto di lavoro disposta dall'amministrazione scolastica a seguito di sentenza penale di condanna ma in assenza di procedimento disciplinare, quale effetto automatico conseguente a pena accessoria interdittiva, allorché quest'ultima sia stata introdotta da legge successiva alla commissione dei fatti addebitati. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva dichiarato la nullità del licenziamento intimato ad un docente condannato per il reato di cui all'art. 609 quater c.p., in quanto la pena accessoria dell'interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole, di cui all'art. 609 nonies c.p., era stata introdotta dalla l. 6 febbraio 2006 n. 38, in epoca posteriore alla condotta ascritta). Rigetta, App. Genova, 28/06/2011

Cassazione civile sez. lav.  05 gennaio 2015 n. 8  

 

In tema di atti sessuali con minorenne, ai fini del riconoscimento dell'attenuante speciale prevista dall'art. 609- quater, quarto comma, cod. pen., deve farsi riferimento al fatto nella sua globalità e non può essere esclusa sulla scorta della valutazione dei medesimi elementi costitutivi della fattispecie criminosa (età della vittima e atto sessuale) essendo, invece, necessario considerare tutte le caratteristiche oggettive e soggettive del fatto che possono incidere in termini di minore lesività rispetto al bene giuridico tutelato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretto il mancato riconoscimento della circostanza attenuante sul presupposto della tipologia e delle modalità degli atti sessuali, che venivano praticati sulla vittima contemporaneamente da due uomini). (Rigetta, App. Trieste, 25/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  26 novembre 2014 n. 965  

 

Il reato di cui all'art. 609-quater c.p. (atti sessuali con minorenne), commesso dal pubblico ufficiale, è procedibile d'ufficio solo se il fatto è stato commesso nell'esercizio delle proprie funzioni (esclusa la procedibilità di ufficio ne caso de quo relativo al rapporto tra un conducente di scuolabus ed una ragazzina tredicenne, conosciuta proprio perché utilizzatrice dei servizio pubblico, con la quale egli aveva intrattenuto una corrispondenza telematica la cui finalità era quella di indurre la ragazzina ad avere il suo primo rapporto sessuale con lui. La Corte ha sottolineato che ai fini della procedibilità d'ufficio dei reato contestato, era necessario che il fatto fosse stato commesso nell'esercizio delle proprie funzioni, non a causa delle stesse, e che il reato fosse stato consumato in costanza dell'affidamento per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza e custodia, non, come nel caso di specie, mentre il minore si trovava a casa propria, insieme con i genitori che, peraltro, denunziando il fatto per aver osservato in tempo reale la conversazione della figlia con l'indagato, avevano dimostrato di possedere il pieno controllo delle attività della stessa).

Cassazione penale sez. III  07 maggio 2014 n. 37849  

 

In tema di atti sessuali con minorenne, l'attenuante speciale prevista dall'art. 609 quater comma 4 c.p., non può essere esclusa sulla scorta della valutazione dei medesimi elementi costitutivi della fattispecie criminosa (età della vittima e atto sessuale), essendo, invece, necessario considerare tutte le caratteristiche oggettive e soggettive del fatto che possono incidere in termini di minore lesività rispetto al bene giuridico tutelato. (Fattispecie in cui la corte territoriale aveva negato la circostanza attenuante sul presupposto che l'atto sessuale con la minore era stato consumato ma aveva omesso di valutare altre circostanze, quali il consenso della persona offesa al rapporto sessuale, l'esistenza di una relazione sentimentale con l'imputato, l'assenza di costrizione fisica). Annulla con rinvio, App. Catanzaro, 10/10/2011

Cassazione penale sez. III  15 ottobre 2013 n. 45179  

 

In tema di violenza sessuale, la circostanza attenuante prevista dall'art. 609 quater c.p. per i casi di minore gravità deve considerarsi applicabile, al pari dell'omologa prevista dall'art. 609 bis comma 3 stesso codice, in tutte quelle fattispecie in cui - avuto riguardo ai mezzi, alle modalità esecutive ed alle circostanze dell'azione - sia possibile ritenere che la libertà sessuale personale della vittima sia stata compressa in maniera non grave. (Nella specie, l'attenuante è stata negata in considerazione della tipologia degli atti sessuali, ricomprendente rapporti orali che avevano provocato alla persona offesa sensazioni molto dolorose). Rigetta, App. Brescia, 27/02/2012

Cassazione penale sez. IV  12 aprile 2013 n. 18662  



 
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