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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 612 codice penale: Minaccia

Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro.

Se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d’ufficio.


Giurisprudenza annotata

Minaccia

In tema di minaccia, il giudice non può limitarsi a dire che una certa frase minacciosa (senza spiegare perché assuma tale natura) è stata sentita dal testimone, senza soffermarsi anche sugli elementi costitutivi del reato, e cioè sulla natura minacciosa della frase e sull'elemento soggettivo del reato.

Cassazione penale sez. V  28 novembre 2014 n. 1221  

 

Risponde del reato di minaccia aggravata ai sensi dell'art. 612, comma 2, c.p., l'imputato che, nel minacciare di morte per mezzo di una pistola la persona offesa, pur non mostrando l'arma, detenga comunque in casa delle armi e tale circostanza sia nota alla vittima.

Tribunale La Spezia  31 ottobre 2014 n. 1015  

 

Le norme del codice penale previste dall'art. 581 e dall'art. 612 tutelano beni giuridici diversi : la prima tutela l'incolumità personale, mentre la seconda tutela la libertà morale (cassata la decisone che aveva ritenuto ricompresa nel reato di minaccia la condotta dell'imputato che aveva messo le mani al collo della persona offesa).

Cassazione penale sez. V  13 ottobre 2014 n. 6407  

 

Il reato di minaccia che si concretizza attraverso l'invio di uno scritto richiede il riferimento esplicito, chiaro ed inequivocabile ad un male ingiusto, idoneo, in considerazione delle concrete circostanze di tempo e di luogo, ad ingenerare timore in chi risulti esserne il destinatario. (Fattispecie nella quale la Corte ha escluso che potesse costituire minaccia la comunicazione via "e-mail", mediante la quale l'imputato prospettava in termini generici al proprio contraente una legittima azione giudiziaria civile e la diffusione di notizie relative all'inadempimento negoziale commesso nei suoi confronti). (Annulla senza rinvio, Trib. Rieti, 18/07/2013 )

Cassazione penale sez. V  30 settembre 2014 n. 51246  

 

Il delitto di minaccia è reato di pericolo che non presuppone la concreta intimidazione della persona offesa, ma solo la comprovata idoneità della condotta ad intimidirla (nella specie, la Corte ha sottolineato che la minaccia di 'tagliare le palle', rivolta in un contesto di elevata conflittualità, è certamente idonea a produrre effetti intimidatori sul soggetto passivo, indipendentemente dal fatto che il turbamento psichico si verifichi, oppure no, in concreto).

Cassazione penale sez. V  26 settembre 2014 n. 3855  

 

Integra l’ipotesi di minaccia aggravata dal metodo mafioso e dall’uso dell’arma anziché quella di tentato omicidio la condotta di colui il quale spari numerosi colpi in rapida sequenza in direzione della parte offesa, a distanza ravvicinata, senza tuttavia colpirla, poiché una simile condotta più che una volontà omicida denota un chiaro intento intimidatorio; ai fini della perfezione delle fattispecie rileva infatti non tanto l’idoneità dell’azione quanto l’univocità degli atti o la direzione dell’azione stessa. (Nella specie la contestazione di tentato omicidio veniva riformulata in minaccia aggravata.).

Tribunale Napoli sez. I  29 luglio 2014 n. 7003  

 

Nel reato di minaccia, l'elemento essenziale è rappresentato dalla limitazione della libertà psichica mediante la prospettazione del pericolo che un male ingiusto possa essere cagionato dall'autore alla vittima, senza che sia necessario che uno stato di intimidazione si verifichi concretamente in quest'ultima, essendo sufficiente la sola attitudine della condotta ad intimorire ed irrilevante l'indeterminatezza del male minacciato, purché questo sia ingiusto e possa essere dedotto dalla situazione contingente.

Tribunale S.Maria Capua V.  11 luglio 2014 n. 3065  



 
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