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Art. 617 bis codice penale: Installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche

Chiunque, fuori dei casi consentiti dalla legge, installa apparati, strumenti, parti di apparati o di strumenti al fine d’intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche tra altre persone è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

La pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso in danno di un pubblico ufficiale nell’esercizio o a causa delle sue funzioni ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato (1).

(1) Articolo aggiunto dalla L. 8 agosto 1974, n. 98.


Giurisprudenza annotata

Installazione di apparecchiature atte ad intercettare o impedire conversazioni

Integra il reato di installazione di apparecchiature atte a intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche (art. 617 bis e 623 bis c.p.), la condotta di colui che installi una telecamera - occultandola all'interno di una scatola di plastica, fissandola a un palo della luce e posizionandola ad alcuni metri dal suolo - con l'obiettivo rivolto all'ingresso di uno stabile, al fine di captare illecitamente immagini, ovvero comunicazioni e conversazioni di terzi. Né ha rilievo, ai fini della configurabilità del reato, l'effettiva intercettazione o registrazione di altrui comportamenti o comunicazioni, dovendosi avere riguardo alla sola attività di installazione e non a quella successiva dell'intercettazione o impedimento delle altrui comunicazioni, che rileva solo come fine della condotta, con la conseguenza che il reato si consuma anche se gli apparecchi installati, fuori dall'ipotesi di una loro inidoneità assoluta, non siano stati attivati o, addirittura, non abbiano funzionato.

Cassazione penale sez. V  14 dicembre 2010 n. 3061  

 

Integra il reato di installazione di apparecchiature atte a intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche (art. 617 bis e 623 bis c.p.), la condotta di colui che installi una telecamera - occultandola all'interno di una scatola di plastica, fissandola a un palo della luce e posizionandola ad alcuni metri dal suolo - con l'obiettivo rivolto all'ingresso di uno stabile, al fine di captare illecitamente immagini, ovvero comunicazioni e conversazioni di terzi. Né ha rilievo, ai fini della configurabilità del reato, l'effettiva intercettazione o registrazione di altrui comportamenti o comunicazioni, dovendosi avere riguardo alla sola attività di installazione e non a quella successiva dell'intercettazione o impedimento delle altrui comunicazioni, che rileva solo come fine della condotta, con la conseguenza che il reato si consuma anche se gli apparecchi installati, fuori dall'ipotesi di una loro inidoneità assoluta, non siano stati attivati o, addirittura, non abbiano funzionato.

Cassazione penale sez. V  14 dicembre 2010 n. 3061  

 

Il reato previsto dall'art. 617 bis c.p. anticipa la tutela della riservatezza e della libertà delle comunicazioni mediante l'incriminazione di fatti prodromici all'effettiva lesione del bene, punendo "l'installazione" di apparati o di strumenti, ovvero di semplici parti di essi, per intercettare o impedire comunicazioni o conversazioni telefoniche; pertanto, ai fini della configurabilità del reato deve aversi riguardo alla sola attività di installazione, concetto che va valutato in relazione alla sua idoneità ad essere considerato "fatto prodromico" alla lesione del bene protetto, sulla base della disposizione di cui all'art. 56 comma 1 c.p. Di conseguenza l'"installazione" è penalmente rilevante quando, in sé, costituisca atto idoneo, diretto in modo non equivoco a ledere il bene protetto.

Ufficio Indagini preliminari Nocera Inferiore  25 maggio 2010

 

La condotta di colui che installa all'interno dell'abitacolo di un'autovettura, occultando dietro il vano luci, un telefono cellulare sul quale è impostata la funzione di risposta automatica con suoneria disattivata al fine di captare le conversazioni all'interno di esso, non integra né il reato di cui all'art. 615-bis c.p., in relazione al 614 c.p., considerando l'abitacolo dell'autovettura non qualificabile come luogo o abitazione di privata dimora; e né la fattispecie di cui all'art. 617-bis c.p., posto che l'attività di intercettazione, non essendo idonea ad inserirsi nel canale comunicativo su cui viaggia il flusso di informazioni intercettato (inviato a distanza da un soggetto trasmittente nei confronti di un soggetto ricevente), non appare idonea a ledere il bene giuridico tutelato dalla norma, rappresentato dalla necessaria segretezza del canale di comunicazione e trasmissione delle informazioni.

Tribunale Potenza sez. riesame  19 dicembre 2008

 

L'occulta collocazione all'interno di un'autovettura di un telefono cellulare in grado di intercettare le conversazioni intercorse tra le persone a bordo non integra il reato d'installazione d'apparecchiature atte ad intercettare o impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche (art. 617 bis c.p.), non essendo in grado il congegno di captare le conversazioni di entrambi gli utilizzatori del telefono, né quello d'interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis c.p.), non essendo qualificabile l'autovettura come luogo di privata dimora.

Cassazione penale sez. V  23 ottobre 2008 n. 4926  

 

Il reato previsto dall'art. 617-bis c.p. anticipa la tutela della riservatezza e della libertà delle comunicazioni mediante l'incriminazione di fatti prodromici all'effettiva lesione del bene, punendo l'installazione di apparati o di strumenti, ovvero di semplici parti di essi, per intercettare o impedire comunicazioni o conversazioni telefoniche; pertanto ai fini della configurabilità del reato deve aversi riguardo alla sola attività di installazione e non a quella successiva dell'intercettazione o impedimento delle altrui comunicazioni, che rileva solo come fine della condotta, con la conseguenza che il reato si consuma anche se gli apparecchi installati, fuori dall'ipotesi di una loro inidoneità assoluta, non abbiano funzionato o non siano stati attivati.

Cassazione penale sez. II  24 settembre 2008 n. 37710  

 

Integrano gli estremi dei reati di cui agli art. 617, commi 1 e 3, e 617 bis c.p. l'installazione di un apparecchio radioricevente idoneo a intercettare le trasmissioni della centrale operativa delle forze dell'ordine e la conseguente cognizione delle comunicazioni intercorse tra la centrale operativa e le pattuglie delle forze dell'ordine operanti sul territorio. (Affermazione resa nell'ambito di un procedimento penale a carico di alcuni giornalisti e dipendenti di giornale che utilizzavano apparati ricetrasmittenti per captare le comunicazioni tra le forze dell'ordine sì da potersi portare sui luoghi degli interventi).

Cassazione penale sez. V  03 giugno 2008 n. 40249  

 



 
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