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Art. 62 codice penale: Circostanze attenuanti comuni

Attenuano il reato, quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze attenuanti speciali, le circostanze seguenti: 1) l’avere agito per motivi di particolare valore morale o sociale; 2) l’aver agito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui; 3) l’avere agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o dall’Autorità, e il colpevole non è delinquente o contravventore abituale o professionale, o delinquente per tendenza; 4) l’avere, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di speciale tenuità, ovvero, nei delitti determinati da motivi di lucro, l’avere agito per conseguire o l’avere comunque conseguito un lucro di speciale tenuità, quando anche l’evento dannoso o pericoloso sia di speciale tenuità (1); 5) l’essere concorso a determinare l’evento, insieme con l’azione o l’omissione del colpevole, il fatto doloso della persona offesa; 6) l’avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso, e, quando sia possibile, mediante le restituzioni; o l’essersi, prima del giudizio e fuori del caso preveduto nell’ultimo capoverso dell’articolo 56, adoperato spontaneamente ed efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato.

(1) Numero così sostituito dalla L. 7 febbraio 1990, n. 19.


Giurisprudenza annotata

Attenuanti

In tema di stupefacenti, la pronta disponibilità della droga e l'atteggiamento disinvolto con cui il soggetto che la detiene ne realizza la commercializzazione rappresentano elementi che denotano la non occasionalità della detenzione a fini di cessione a terzi; ciò comporta l'esclusione delle circostanze attenuanti generiche previste dall'art. 62 bis c.p., pur in presenza di un fatto di lieve entità ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990. (Fattispecie in cui è stata esclusa la concessione delle attenuanti generiche, considerata la realizzazione della condotta in luogo pubblico e con un certo grado di professionalità).

Tribunale Perugia  04 febbraio 2015 n. 11  

 

Ai fini della configurabilità della attenuante della speciale tenuità del danno patrimoniale cagionato alla persona offesa si devono valutare, oltre al valore economico del bene, anche gli ulteriori effetti pregiudizievoli cagionati alla persona offesa dalla condotta delittuosa (nella specie, relativa ad un furto commesso da un agente all'interno del proprio Commissariato, la Corte ha escluso l'applicabilità dell'attenuante de quo, atteso che tale condotta aveva irrimediabilmente leso il rapporto fiduciario).

Cassazione penale sez. IV  13 febbraio 2015 n. 8530  

 

La rapina è un reato plurioffensivo, per cui, per la configurabilità dell'attenuante del danno di speciale tenuità, non basta che il bene mobile sottratto sia di modesto valore economico, ma occorre valutare anche gli effetti dannosi connessi alla lesione della persona contro cui è esercitata la violenza o la minaccia.

Cassazione penale sez. II  02 dicembre 2014 n. 51853  

 

Il delitto di alterazione di stato previsto dall'art. 567, comma 2, c.p., richiede il dolo generico che consiste nella contemporanea presenza nell'agente della consapevolezza della falsità della dichiarazione, della volontà di effettuarla e della previsione dell'evento di attribuire al neonato uno stato civile diverso da quello che gli spetterebbe secondo natura, mentre l'intenzione di favorire il neonato mediante l'attribuzione di un genitore diverso da quello naturale può essere valutata solo per l'eventuale concessione dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 1) c.p. (Annulla con rinvio, App. Milano, 25/01/2013 )

Cassazione penale sez. VI  30 ottobre 2014 n. 51662  

 

L'attenuante della provocazione deve essere esclusa quando il fatto provocatorio si ponga come mera occasione del delitto, da ricondurre ad un diverso movente o atteggiamento psicologico, insorto indipendentemente (esclusa, nella specie, la sussistenza dell'attenuante atteso che l'imputato, nel corso di una lite, aveva ferito a morte con un coltello il compagno della madre della di lui convivente, perchè esasperato dalle polemiche sorte nel nucleo familiare nel quale si era inserito; anche se l'imputato aveva percepito come una offesa l'invito della vittima a non farsi più vedere, nondimeno egli aveva reagito in maniera del tutto sproporzionata, aggredendo a mano armata un uomo più anziano e decisamente meno prestante di lui, che si era limitato a inveire nei suoi confronti e a dargli qualche spintone).

Cassazione penale sez. V  10 ottobre 2014 n. 48724  

 

La circostanza attenuante dell'attivo ravvedimento di cui all'art. 62 comma 1, seconda parte, c.p., si riferisce non già ad un atto di risarcimento patrimoniale parziale, ma all'elisione o all'attenuazione di quelle conseguenze del reato che non consistano in un danno patrimoniale o in un danno non patrimoniale, ma economicamente risarcibile, ai sensi dell'art. 185 c.p.. Tale interpretazione della norma è l'unica riconoscibile, perché diversamente verrebbero prese in considerazione condotte tra loro incompatibili -risarcimento parziale e risarcimento integrale- che comporterebbero il medesimo effetto (esclusa, nella specie, l'applicabilità dell'attenuante nei confronti degli imputati correi di una rapina aggravata con l'uso di armi che avevano pagato una somma pari ad € 300,00 a ciascuna delle persone offese).

Cassazione penale sez. II  03 ottobre 2014 n. 1748  

 

La circostanza attenuante comune di cui all'art. 62 n. 6 prima ipotesi (l'aver, prima dei giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso) è configurabile anche in relazione al reato di guida in stato di ebbrezza, giacché non è necessario prendere in esame l'oggettività giuridica dei reato, essendo compito dei giudice accertare esclusivamente se l'imputato - prima del giudizio - abbia integralmente riparato il danno mediante l'adempimento delle obbligazioni risarcitorie e/o restitutorie che, ai sensi dell'art. 185 c.p., trovano la loro fonte nel reato.

Cassazione penale sez. IV  18 luglio 2014 n. 36490  

 

Il giudice penale, investito sia della domanda sull'"an" e sul "quantum debeatur" dalla parte civile sia dell'istanza di applicazione della circostanza attenuante di cui all'art. 62 n. 6 cod. pen., può, senza incorrere in una pronuncia contraddittoria e purché vi sia specifica motivazione, pronunciare condanna generica al risarcimento dei danni, rimettendo al giudice civile l'esatta loro quantificazione, e contestualmente negare la riduzione della pena perché la somma versata non risulta integralmente risarcitoria del danno, e tanto in ragione dei diversi fini ai quali le due statuizioni sono rivolte. (Rigetta, App. Venezia, 15/07/2013 )

Cassazione penale sez. IV  08 luglio 2014 n. 38982  

 

In tema di giudizio di appello, l'onere di allegazione relativo allo specifico motivo di gravame con il quale si invoca il riconoscimento della attenuante di cui all'art. 62 n. 6 cod. pen., negata dal giudice di primo grado, deve ritenersi soddisfatto mediante la segnalazione degli elementi di fatto che possono condizionare il giudizio sull'esistenza della circostanza, spettando poi al giudice l'esercizio dei poteri officiosi per l'accertamento degli ulteriori elementi (nella specie, relativi alla congruità del risarcimento del danno) comprovanti la fondatezza delle deduzioni difensive. (Annulla in parte con rinvio, App. Bologna, 25/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  03 luglio 2014 n. 45232

 

La sottoposizione, da parte dell'imputato, della proposta di cessione immobiliare a un termine breve e ravvicinato di efficacia, entro il quale deve essere accettata dalla prossima congiunta della vittima, è inidonea a soddisfare i requisiti richiesti dall'art. 62 n. 6 c.p. non sussistendo una permanente, effettiva e completa messa a disposizione di un ristoro adeguato e integrale del danno cagionato dal reato (nella specie, l'offerta risarcitoria formulata dall'imputato alla sorella della vittima dell'omicidio non prevedeva la corresponsione di una somma in denaro, ma la datio in solutum di beni in natura, mediante la proposta irrevocabile, formalizzata per atto notarile, di trasferimento della proprietà di un terreno agricolo sul quale insistevano dei rustici, subordinata nella sua efficacia a un termine di cui non era specificata la ragione ed eccessivamente ravvicinato).

Cassazione penale sez. I  30 giugno 2014 n. 50088  

 

Ai fini della integrazione del 'fatto ingiusto altruì, costitutivo dell'attenuante della provocazione, è necessario che esso rivesta carattere di ingiustizia obiettiva, intesa come effettiva contrarietà a regole giuridiche, morali e sociali, reputate tali nell'ambito di una determinata collettività in un dato momento storico e non con riferimento alle convinzioni dell'imputato e alla sua sensibilità personale. (Fattispecie in cui si è esclusa la sussistenza dell'attenuante di cui all'art. 62, comma primo, n. 2, cod. pen., nei confronti dell'imputata di origine marocchina - condannata per l'omicidio di un uomo con cui aveva avuto una relazione sentimentale e che, dopo lunghi tergiversamenti, aveva rifiutato di sposarla, nonostante gli intercorsi rapporti sessuali, sposando, invece, un'altra donna [ritenendo che tale atteggiamento, pur percepito come deleterio dalla cultura di appartenenza per il "vulnus" arrecato alla propria onorabilità con conseguente preclusione di un futuro matrimonio, non integrasse gli estremi del fatto ingiusto per l'applicazione dell'attenuante di cui all'art. 62, comma primo, n. 2, cod. pen.]). (Rigetta, Ass.App. Milano, 03/12/2013)

Cassazione penale sez. V  18 giugno 2014 n. 49569  



 
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