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Art. 621 codice penale: Rivelazione del contenuto di documenti segreti

Chiunque, essendo venuto abusivamente a cognizione del contenuto, che debba rimanere segreto, di altrui atti o documenti, pubblici o privati, non costituenti corrispondenza, lo rivela, senza giusta causa, ovvero l’impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione fino a tre anni o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro.
Agli effetti della disposizione di cui al primo comma è considerato documento anche qualunque supporto informatico contenente dati, informazioni o programmi.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa.

Giurisprudenza annotata

Rivelazioni di contenuti

Ai fini dell'integrazione del reato di rivelazione del contenuto di documenti segreti (art. 621 cod. pen.) è necessario che dalla rivelazione e dall'utilizzazione del segreto derivi, quale condizione di punibilità, un nocumento, intendendosi per tale un pregiudizio giuridicamente rilevante di qualsiasi natura in danno del titolare del diritto alla segretezza. (Nella specie la S.C. ha ritenuto integrato il nocumento nella rivelazione di oltre 3200 informazioni relative ad una società e rivelate ad altra concorrente della prima con la determinazione di una turbativa illecita al mercato nei confronti della società titolare di tali informazioni). (Rigetta, App. Bologna 25/09/2012)

Cassazione penale sez. V  12 maggio 2014 n. 51089

 

Il nocumento costituisce condizione oggettiva di punibilità del reato (art. 621 c.p.) rivelazione del contenuto di documenti segreti, pertanto, qualora dalla rivelazione del segreto documentale non derivi un nocumento - inteso come pregiudizio giuridicamente rilevante di qualsiasi natura - al titolare del diritto alla segretezza, va esclusa la sussistenza del reato anche solo tentato. Annulla senza rinvio, App. Firenze, 26 maggio 2008

Cassazione penale sez. V  16 gennaio 2009 n. 17744  

 

Ai sensi dell'art. 621 c.p. la rivelazione del contenuto di documenti segreti costituisce reato solo se dal fatto deriva un nocumento, inteso questo come pregiudizio giuridicamente rilevante di qualsiasi natura possa derivare a colui che abbia il diritto alla segretezza dei documenti (nella specie, la Corte ha annullato la condanna inflitta a tre dipendenti, che si erano appropriati dei segreti aziendali della società presso la quale lavoravano per costituirne una simile, atteso che dei documenti segreti non fu fatto uso e che non era stata accertata o individuata la presenza di un qualsiasi pregiudizio di natura, anche non patrimoniale, per la società proprietaria di quella documentazione).

Cassazione penale sez. V  16 gennaio 2009 n. 17744  

 

La rivelazione ad altri di dati informatici societari con altrui profitto va inquadrata nell'ambito della disposizione normativa di cui all'art. 622 c.p., quando gli stessi devono rimanere segreti, e la loro cognizione non avviene abusivamente, così come previsto dall'art. 621 c.p., ma in ragione dell'esercizio di funzioni e mansioni tipiche svolte all'interno della società.

Tribunale Como  03 dicembre 2004

 

Non possono ritenersi sussistenti i reati cui agli art. 621 e 622 c.p. nel caso in cui non vi sia stata la divulgazione a terzi di dati ed informazioni, quand'anche abusivamente acquisite o note per ragioni professionali da parte dell'autore del fatto, tale non potendosi considerare la produzione in una causa di lavoro.

Ufficio Indagini preliminari Milano  11 aprile 2003



 
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