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Art. 622 codice penale: Rivelazione di segreto professionale

Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto può derivare nocumento, con la reclusione fino a un anno o con la multa da trenta euro a cinquecentosedici euro.
La pena è aggravata se il fatto è commesso da amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, sindaci o liquidatori o se è commesso da chi svolge la revisione contabile della società.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa.


Giurisprudenza annotata

Rivelazione di segreto professionale

Ai sensi dell'art. 43, comma 2, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, i consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dall'amministrazione tutte le notizie e le informazioni in loro possesso; ciò non in funzione della tutela di posizioni soggettive individuali, bensì allo scopo di consentire il proficuo esercizio del mandato democratico di proposta, verifica e controllo dei componenti delle assemblee elettive; il diritto del consigliere comunale non incontra alcuna limitazione in relazione alla eventuale natura riservata degli atti, stante il vincolo al segreto d'ufficio che lo astringe (art. 622 c.p.); l'interesse del consigliere comunale non deve essere ravvisato in una lesione giuridica personale e concreta, bensì (come già si detto) nel pieno esercizio delle sue prerogative di controllo democratico.

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. I  27 novembre 2014 n. 2834  

 

Nell'ambito dei segreti sottratti all'accesso ai documenti amministrativi, rientrano gli atti redatti dai legali e dai professionisti in relazione a specifici rapporti di consulenza con l'Amministrazione, trattandosi di un segreto che gode di una tutela qualificata, dimostrata dalla specifica previsione degli art. 622 c.p. e 200 c.p.p.; qualora, però, il ricorso alla consulenza legale si inserisce nell'ambito di un'apposita istruttoria procedimentale, nel senso che il parere è richiesto al professionista con l'espressa indicazione della sua funzione endoprocedimentale ed è poi richiamato nella motivazione dell'atto finale, la consulenza legale, pur traendo origine da un rapporto privatistico, normalmente caratterizzato dalla riservatezza della relazione tra professionista e cliente, è soggetto all'accesso, perché oggettivamente correlato ad un procedimento amministrativo.

T.A.R. Palermo (Sicilia) sez. III  29 maggio 2014 n. 1376

 

Il diritto dei consiglieri di enti pubblici territoriali ad ottenre tutte le informazioni utili all'espletamento del mandato non incontra alcuna limitazione dalla loro eventuale natura riservata in quanto gli stessi sono vincolati al segreto d'ufficio, tutelato sul piano penalistico dall'art. 622 c.p.

T.A.R. Torino (Piemonte) sez. I  08 febbraio 2013 n. 175  

 

Al fine di evitare che la stessa amministrazione, destinataria del peculiare diritto di accesso esercitato dai componenti degli organi rappresentativi dell'ente territoriale ai sensi dell'art. 43 comma 2, d.lg. n. 267 del 18 agosto 2000, diventi arbitro dell'ambito del controllo sul proprio operato, siffatto diritto non incontra alcuna limitazione in relazione alla eventuale natura riservata degli atti (ciò, in quanto il richiedente è vincolato al segreto d'ufficio presidiato dalla tutela penalistica ex art. 622 c.p.), alla necessità di fornire la motivazione della richiesta, alle necessità di indicare un interesse personale e concreto collegato al proprio mandato.

T.A.R. Cagliari (Sardegna) sez. II  29 novembre 2012 n. 1040  

 

Il diritto di consiglieri degli organi elettorali ad ottenere tutte le informazioni utili all'espletamento del mandato non incontra neppure alcuna limitazione derivante dalla loro eventuale natura riservata, in quanto gli stessi sono vincolati al segreto d'ufficio, presidiato dalla tutela penalistica ex art. 622 c.p., operante anche nell'ordinamento autonomistico provinciale; infatti,l'art. 13 del d.P.Reg. 1 febbraio 2005 n. 3/L prevede che i consiglieri comunali "sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge".

T.A.R. Trento (Trentino-Alto Adige) sez. I  12 ottobre 2012 n. 305  

 

Il diritto dei consiglieri degli organi elettorali a ottenere tutte le informazioni utili all'espletamento del mandato non incontra alcuna limitazione derivante dalla loro eventuale natura riservata, in quanto gli stessi sono vincolati al segreto d'ufficio, presidiato dalla tutela penalistica ex art. 622 c.p.

T.A.R. Trento (Trentino-Alto Adige) sez. I  12 ottobre 2012 n. 305  

 

Il diritto dei consiglieri degli organi elettorali a ottenere dall'ente tutte le informazioni utili all'espletamento del mandato non incontra neppure alcuna limitazione derivante dalla loro eventuale natura riservata, in quanto gli stessi sono vincolati al segreto d'ufficio, presidiato dalla tutela penalistica ex art. 622 c.p., operante anche nell'ordinamento autonomistico provinciale. (Conferma T.R.G.A. Trentino - Alto Adige, Bolzano, n. 1 del 2011).

Consiglio di Stato sez. VI  19 aprile 2011 n. 2434  

 

Risponde del reato di rivelazione di segreto professionale di cui all'art. 622 c.p. il dipendente che, dimessosi, utilizza files riservati acquisiti dalla precedente società in favore di una nuova società concorrente, traendone vantaggio.

Cassazione penale sez. IV  26 ottobre 2010 n. 44840  

 

Integra il reato di rivelazione del segreto professionale la condotta del professionista che divulga, facendola diventare notoria, una notizia appresa in ragione della propria attività, atteso che la ratio della norma incriminatrice dell'art. 622 c.p. consiste nella tutela della libertà e della sicurezza del singolo, nel senso che il professionista che, in ragione del suo status, viene a conoscenza dei segreti del cliente, è tenuto ad assicurarne la riservatezza (nella specie, la Corte ha confermato la condanna inflitta ad un commercialista che, al fine di trattenere un cliente, aveva comunicato alla Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza delle irregolarità nelle scritture contabili, consistite in una tardiva variazione di dati; a detta della Corte, tali notizie dovevano ritenersi segrete, perché non erano conoscibili dal quisque de populo ma solo dal professionista che, dotato di una specifica competenza, poteva avere accesso a quelle determinate scritture).

Cassazione penale sez. II  06 marzo 2009 n. 17674  

 

In tema di accesso ai documenti amministrativi, i pareri legali sono soggetti all'accesso ove siano riferiti all'iter procedimentale e vengano pertanto ad innestarsi nel provvedimento finale, mentre sono coperti dal segreto professionale (artt. 622, c.p., e 200, c.p.p.) quando attengano alle tesi difensive in un procedimento giurisdizionale, o anche in fase precontenziosa o in relazione ad una lite potenziale

T.A.R. Palermo (Sicilia) sez. II  06 giugno 2008 n. 757  

 

La rivelazione ad altri di dati informatici societari con altrui profitto va inquadrata nell'ambito della disposizione normativa di cui all'art. 622 c.p., quando gli stessi devono rimanere segreti, e la loro cognizione non avviene abusivamente, così come previsto dall'art. 621 c.p., ma in ragione dell'esercizio di funzioni e mansioni tipiche svolte all'interno della società.

Tribunale Como  03 dicembre 2004

 

In materia di accesso agli atti e ai documenti della p.a., i pareri legali si considerano soggetti all'accesso ove siano riferiti all'iter procedimentale e vengano pertanto ad innestarsi nel provvedimento finale, mentre sono coperti da segreto professionale (art. 622 c.p. e 200 c.p.p.) quando attengano alla fase difensiva in un procedimento giurisdizionale.

Consiglio di Stato sez. IV  13 ottobre 2003 n. 6200  

 

 



 
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