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Art. 623 codice penale: Rivelazione di segreti scientifici o industriali

Chiunque, venuto a cognizione per ragione del suo stato o ufficio, o della sua professione o arte, di notizie destinate a rimanere segrete, sopra scoperte o invenzioni scientifiche o applicazioni industriali, le rivela o le impiega a proprio o altrui profitto, è punito con la reclusione fino a due anni.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa.


Giurisprudenza annotata

Rivelazioni di segreti scientifici

Non commette il reato di cui all'art. 615 bis c.p., né quello di cui agli art. 617 e 623 c.p. colui che assiste ad una conversazione telefonica svoltasi fra altre persone, in quanto autorizzato da una delle stesse. (Fattispecie relativa alla ritenuta utilizzabilità della testimonianza resa da colui che ascolti il colloquio in modalità viva voce).

Cassazione penale sez. VI  27 febbraio 2013 n. 15003  

 

In tema di rivelazione di segreti scientifici o industriali (art. 623 c.p.), la nozione di profitto comprende ogni sorta di utilità, anche non patrimoniale e, pertanto, può essere costituito anche dalla soddisfazione di un rancore nutrito, a ragione o a torto poco importa, dall'agente nei confronti del soggetto passivo o della persona offesa dal reato. Annulla senza rinvio, App. Modena, 23 aprile 2007

Cassazione penale sez. V  08 ottobre 2010 n. 39656  

 

Oggetto materiale del reato di appropriazione indebita può essere solo il denaro o altra cosa mobile, e non certo un bene immateriale, come la proprietà industriale o le opere dell'ingegno, che, semmai, possono essere oggetto di appropriazione con riferimento ai documenti intesi nella loro cartacea fisicità che detti beni immateriali contengano e riportino. (Fattispecie in cui il reato, unitamente a quello di cui all'art. 623 c.p., è stato ravvisato in relazione alla contestata appropriazione da parte dell'imputato di alcuni disegni tecnici, progetti e altri documenti aziendali coperti da segreto di pertinenza dell'azienda ove aveva prestato la propria attività).

Cassazione penale sez. II  11 maggio 2010 n. 20647  

 

Commette il reato di cui all'art. 623 c.p. colui che, impegnatosi a fornire prestazioni di tipo tecnico in favore di un'azienda a mezzo di un contratto di collaborazione in via esclusiva, utilizzi i dati attinenti il know-how di quest'ultima, appresi grazie alla collaborazione prestata, per realizzare e commercializzare parti di prodotti o prodotti finiti costituenti copia di quelli realizzati dalla società stessa. (Nella specie, il Tribunale ha condannato il collaboratore che, dovendo progettare, come da contratto, particolari tecnici per la realizzazione di sistemi di sicurezza - di cui uno solo oggetto di brevetto europeo e registrato quale modello industriale di utilità presso il Ministero delle attività produttive - si era messo nella condizione di fornire, a sua volta, ai clienti della società per cui lavorava, gli stessi identici prodotti da questa progettati e commercializzati).

Tribunale Milano sez. III  21 aprile 2010

 

In tema di delitti contro la inviolabilità dei segreti, non costituisce condizione, ai fini della configurabilità del reato di rivelazione di segreti industriali (art. 623 c.p.) - che ha per oggetto la tutela penale del patrimonio cognitivo e organizzativo necessario per la costruzione, l'esercizio e la manutenzione di un apparato industriale - la sussistenza dei presupposti per la brevettabilità, ex art. 2585 c.c., della scoperta o dell'applicazione rivelata. Rigetta, Trib. lib. Asti, 21 settembre 2009

Cassazione penale sez. V  18 febbraio 2010 n. 11965  

 

 



 
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