codice-penale
Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 624 codice penale: Furto

Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sè o per altri è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da centocinquantaquattro euro a cinquecentosedici euro.

Agli effetti della legge penale, si considera “cosa mobile” anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia valore economico.


Giurisprudenza annotata

Furto

In caso di furto in supermercato, il monitoraggio della azione furtiva in essere, esercitato mediante appositi apparati di rilevazione automatica del movimento della merce ovvero attraverso la diretta osservazione da parte della persona offesa o dei dipendenti addetti alla sorveglianza ovvero delle forze dell'ordine presenti nel locale ed il conseguente intervento difensivo "in continenti" impediscono la consumazione del delitto di furto che resta allo stadio di tentativo, non avendo l'agente conseguito, neppure momentaneamente, l'autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva, non ancora uscita dalla sfera di vigilanza e di controllo del soggetto passivo.

Cassazione penale sez. IV  03 febbraio 2015 n. 10452  

 

Sussiste la circostanza aggravante della destrezza, qualora la condotta di sottrazione e di impossessamento del bene si realizzi approfittando delle condizioni più favorevoli per cogliere l'attimo del momentaneo distacco del proprietario della cosa e, dunque, di una condizione di attenuata difesa (riconosciuta, nella specie, l'aggravante de quo nella condotta dell'imputato che si era impossessato del portafoglio della persona offesa, dopo essersi introdotto nel negozio di quest'ultima e avere approfittato del temporaneo allontanamento di questa, provocato dall'esistenza di alcuni rumori per strada).

Cassazione penale sez. V  17 dicembre 2014 n. 7321  

 

In tema di furto, sussiste l'aggravante della violenza sulle cose qualora il soggetto usi, per commettere il fatto, energia fisica provocando la rottura, il guasto, il danneggiamento, la trasformazione della cosa altrui o determinandone il mutamento di destinazione (confermata, nella specie, la sussistenza dell'aggravante, atteso che l'imputato, per entrare nel negozio, aveva forzato la porta d'ingresso, a nulla rilevando il fatto che si trattasse di porta in pessimo stato, perché anche una porta siffatta costituiva difesa della proprietà e non doveva subire manomissioni tali da comprometterne la funzione).

Cassazione penale sez. V  24 novembre 2014 n. 6762  

 

L'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede può essere esclusa da una sorveglianza esercitata sulla cosa solo se questa formi oggetto di una diretta e continua custodia da parte del proprietario o di persona addetta (confermata, nella specie, l'aggravante de quo per il furto delle offerte contenute nelle cassette all'interno di un santuario, atteso che era vero che dalla finestra dell'abitazione della custode era possibile vedere l'ingresso della chiesa e, quindi, rendersi conto della presenza di quanti vi accedevano, ma non era controllabile quanto avveniva all'interno).

Cassazione penale sez. V  14 ottobre 2014 n. 9245  

 

Il delitto di furto aggravato dalla violenza sulle cose non concorre con il reato di danneggiamento delle medesime cose ma lo assorbe, in quanto la violenza si trova in rapporto funzionale con l'esecuzione della condotta di furto. (nella specie la violenza era consistita nella rottura del vetro di una autovettura dalla quale erano stati sottratti tergicristalli, fari e antenne). (Annulla in parte senza rinvio, App. Messina, 02/05/2013 )

Cassazione penale sez. V  23 settembre 2014 n. 49571  

 

In tema di furto aggravato, integra la fattispecie della destrezza - intesa come approfittamento di una qualunque situazione di tempo e luogo idonea a sviare l’attenzione della persona offesa sottraendola dal controllo e dal possesso della cosa – la condotta di chi si impossessi di un marsupio riposto sul bancone del negozio distogliendo l’attenzione del proprietario, peraltro impegnato nella di lui attività professionale, richiedendogli informazioni.

Tribunale Napoli  31 luglio 2014 n. 423  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti